In occasione della quarta edizione del Festival della letteratura di viaggio, domenica 2 ottobre 2011 alle ore 17.30 presso i Giardini di Villa Celimontana, Via della Navicella 12, il Servizio Intercultura-

Roma multietnica delle Biblioteche di Roma presenta Di soglia in soglia. Italiani d’altrove si raccontano: un incontro con la scrittrice e poetessa somala e italiana Cristina Ali Farah e lo scrittore algerino Tahar Lamri, performance di Amir Issaa, rapper italiano di origine egiziana, Awa Koundoul, danzatrice-cantante senegalese, Moustapha Mbengue, percussionista senegalese, e Rodolfo Demontis, percussionista. Letture e regia di Caterina Casini.

Roma multietnica del Servizio Intercultura delle Biblioteche di Roma, in collaborazione con l’agenzia di viaggi Avventure nel Mondo, ha indetto un concorso dedicato alle Seconde generazioni, per la raccolta di brevi racconti inediti, video e fotografie.
Il concorso, rivolto ai figli di migranti (con almeno un genitore straniero), dai 14 ai 36 anni, nati o cresciuti in Italia, residenti o domiciliati a Roma e Provincia. 

Figli di tante patrie ha voluto promuovere e stimolare la creatività dei giovani che, attraverso la scrittura, la fotografia e il video, hanno offerto il loro unico e speciale punto di vista sulla propria famiglia d’origine.
Il concorso è scaduto il 31 Gennaio 2012.
La premiazione si è svolta giovedì 12 aprile 2012 presso il Teatro Biblioteca Quarticciolo.

Che sia l'abuso di canapa indiana a offuscare le leggendarie facoltà deduttive di Sherlock Holmes? Oppure l'ardore con cui Anna Candelaria è attenta alla sua altrettanto leggendaria verginità? Qualunque sia il motivo, di certo l'investigatore britannico rischia la propria reputazione: il suo utlimo caso potrebbe rimanere insoluto.

Pubblicato in Jô Soares

L'Egitto, tra la seconda guerra mondiale e gli anni sessanta, rievocato sul filo della memoria e del sogno.
Un monologo interiore che riporta all’animo del protagonista i più bei ricordi delle ragazze di Alessandria.

Pubblicato in Edwar al-Kharrat

Un pirotecnico romanzo che attraversa quarant'anni di storia: fotografie e illustrazioni d'epoca, descrizioni di luoghi e monumenti, resoconti di momenti storici, canzoni di film, articoli di giornale documentano la prima metà del Novecento.

Pubblicato in Jô Soares

Dopo le poesie scritte negli anni dal 1921 al 1933, raccolte in volume in questa stessa collana, con questo secondo volume si completa l'Antologia personale di Nina Berberova, famosa in tutto il mondo come narratrice e saggista, ma la cui produzione poetica è stata per lungo tempo ignorata. La sua poesia è invece di alta qualità

Pubblicato in Nina Berberova

Evgenij Petrovič, esule russo, non è più un uomo felice: è irrimediabilmente segnato dal suo male nero, così come una delle sue gemme che ha riscattato dal Monte di pietà si rivela colpita dal male nero che la priva di qualunque valore. Al centro di un flusso di personaggi e racconti vitali, il protagonista rifiuta di esserne lambito e persegue con tenacia una condizione di indifferenza e distacco.

Pubblicato in Nina Berberova

"Il sertão di Guimarães Rosa è uno spazio magico percorso nell'intrico dei suoi sentieri da santoni e banditi, popolato di mandrie e di piccoli uomini dai nomi altisonanti come di eroi di saghe remote.
Vittima, forse, di un inconcluso patto col maligno, il vecchio bandito-jagunço Riobaldo porta nel sertão del cuore, il rimorso di un peccato originale che lo precede” (Luciana Stegagno Picchio)

Pubblicato in João Guimarães Rosa

Kamila ha solo undici anni, sogna di proseguire gli studi, di vivere una vita serena e di trovare un grande amore. E invece viene promessa in sposa a un cognato rimasto vedovo, più vecchio di lei di diciotto anni. Un destino che appare segnato, ma al quale Kamila si ribella, trovando la forza nell'amore per Muhammad, un giovane colto e affettuoso che la riempie di premure e poesie. Kamila consumerà la sua ribellione pagando un prezzo altissimo.

Pubblicato in Hanan al-Shaykh

In questo volume sono state raccolte, in accordo con l’autore, poesie degli anni 1972-1985, anni di un esilio che preesisteva alla partenza e al tempo stesso non sarà mai, perché Brodskij ha la sua patria nella lingua russa. Così i suoi versi si leggono, dopo Mandel’štam, la Cvetaeva, l’Achmatova, come parte di un’unica storia.

Pubblicato in Iosif Brodskij
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