Giorgia DM
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

"Dietro il silenzio delle vittime si nasconde la paura. Dietro i loro sguardi si nasconde la sofferenza quotidiana. Dietro questo silenzio si nasconde il dolore di ogni singola persona. Dietro il silenzio dei carnefici si nasconde la paura, diversa da quella che provano le vittime, poiché dietro il loro silenzio si nasconde il timore per la verità e la giustizia. Ho visto i traumi dei carnefici. Al solo pensiero, ne provo vergogna. Come vittima, non so se ho il diritto di commuovermi per la loro sofferenza, di cui sono gli unici responsabili."

I massacri del Rwanda del 1994, così vicini nel tempo e così lontani dalla nostra consapevolezza, sono raccontati in questo libro, un'autobiografia, da chi li ha vissuti. Yolande, una donna medico tutsi, vede la sua vita completamente capovolta in poche ore, ma nonostante il massacro del marito, dei figli e di tutta la famiglia, sopravvive per testimoniare. E' la storia di un nuovo genocidio a cui il mondo ha dedicato poche pagine sui giornali.

Sito web in lingua italiana e ucraina che raccoglie informazioni destinate alle donne ucraine immigrate in Italia e a quelle interessate ad un percorso migratorio in Italia ancora residenti nel paese di origine.

Fino a lunedì 8 agosto sarà possibile partecipare al concorso nazionale di narrativa Diritto di parola realizzato e promosso da We are rights il Festival per i Diritti Umani, insieme alla sezione Italiana di Amnesty International e Fandango Libri. Chi volesse partecipare dovrà inviare entro l'8 Agosto 2011 a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. un racconto breve di non più di 10.000 battute che affronti in maniera originale il tema dei diritti umani, per riuscire a raccontarli, e a leggerli, da nuove prospettive. Il racconto più bello sarà pubblicato sul sito di Fandango Libri, di Amnesty International e del Festival dei Diritti Umani e premiato dal palcoscenico di We are rights.

Nagib Mahfuz presenta Il Cairo, la sua la sua città natale, dove è cresciuto e dalla quale mai si è mai allontanato. Una capitale dal doppio volto, che contrappone aspetti tipici dei villaggi a qualità specifiche di una metropoli. L’immagine della campagna si confonde tra i fumi della modernità, che si svela con i primi bagliori dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il romanzo si snoda tra le strade di due quartieri, Sakakini e Khan al-Khalili. A percorrere quei vicoli è Ahmad, ragazzo riservato e dalle ambizioni letterarie, e la sua famiglia, che per scampare alle bombe decide di trasferirsi dalla zona benestante in cui avevano sempre vissuto al sobborgo storico Khan al-Khalili, che essendo pieno di minareti offriva una speranza di salvezza.

Gli occhi di tutto l’Occidente sono puntati ora più che mai sul Nordafrica, divetato in un lampo, dal gennaio 2011, il centro del mondo. I paesi del Nord del mondo non si sono mai lasciati scappare possibilità di facili profitti, disposti a tutto e senza scrupoli di coscienza. I loro governanti, pur proclamandosi a favore dell’autodeterminazione dei popoli arabi, non hanno fatto altro che appoggiare nei paesi arabi del Nordafrica capi di stato autoritari e corrotti, che hanno potuto regnare indisturbati sui loro popoli dando solo una parvenza di vita democratica ai loro regimi.Ora qualcosa si è irreparabilmente incrinato, spiega Tahar Ben Jelloun, una rivoluzione del tutto nuova sta prendendo forma.

Un’antologia di racconti rimasti inediti per trentatrè anni, stampati e fatti circolare solo per una ristretta cerchia di amici. E’ solo uno dei tanti casi di censura in Egitto ad opera dell’Ente Nazionale del libro, che ha vietato la pubblicazione del volume giudicandolo “antiegiziano”. Undici sono le storie narrate, undici sono le vite descritte, che si sviluppano come rette parallele. L’unico punto d’intersezione in cui tutti i diversi protagonisti si incagliano è la società egiziana contemporanea, corrotta e servile, spregevole e crudele, che riesce a soffocare ogni velleità di riscatto, che rende afona ogni voce fuori dal coro.

Associazione di volontariato, nata a Roma nel 2002, si occupa di salute e immigrazione svolgendo una serie di attività all'interno del palazzo occupato di via Masurio Sabino come corsi di lingua italiana, corsi di informatica, sportello di consulenza legale, ambulatorio medico. Gestisce uno sportello socio sanitario per STP ed ENI all'interno della ASL Roma B: assistenza socio sanitaria per gli stranieri extracomunitari senza permesso di soggiorno e comunitari non iscrivibili. Dal 2006 opera all'interno di un palazzo occupato da circa 500 rifugiati politici provenienti dal Corno d'Africa, situato nella periferia sud est di Roma. Inoltre gestisce una biblioteca interculturale multilingue all'interno della succursale dell’Istituto superiore Jean Piaget in via Diana nel X Municipio.

La Casa Internazionale delle Donne è un progetto del movimento delle donne di Roma che ha origine negli anni dell’occupazione di via del Governo Vecchio e che raccoglie l’eredità della Casa delle donne lì creata.Più di quaranta associazioni, federate al Centro Femminista Separatista (CFS) e all'Associazione Federativa Femminista Internazionale (AFFI), alcune delle quali costituitesi in Consorzio, hanno dato vita a un grande progetto, unico in Italia, che racchiude la storia ed i successi del movimento di liberazione delle donne. L’obiettivo del progetto è sempre stato la creazione di una struttura aperta, un laboratorio dove coniugare impresa culturale e servizi.
La Casa Internazionale delle Donne, che conta unicamente sull’autofinanziamento, e non ha fini di lucro, è dunque frutto di un forte impulso imprenditoriale, che nasce dal piacere di lavorare insieme con concretezza e senso di responsabilità. L’impegno comune è quello di far crescere la Casa nell’interesse della collettività, interagendo con la comunità femminile internazionale.

Fino ad ottobre dalle ore 19 presso il Caffè Letterario in via Ostiense, 83 si terrà la rassegna La lingua necessaria che prevede aperitivi letterari con scrittori migranti e di seconda generazione, interviste agli autori, letture, drink. Partecipazione e aperitivo sono gratuiti.
Di seguito il programma.

Pagina 293 di 329