Giorgia DM
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Indiana di nascita, attualmente residente in Italia, a Roma, ballerina e coreografa di Cinematic dance specializzata in danza “bollywood”. Inizia a ballare in India all’eta’ di 5 anni.
Frequenta la famosa scuola d’arte, danza e cinema Kalabhavan di Kochi (Kerala), studiando Bharatanatyam, la danza indiana classica del sud India,e Cinematic dance del sud e del nord dell’India. Trasferitasi a Delhi continua i suoi studi di Bharatanatyam e di varie danze folkloristiche indiane con il maestro Rajan Nair nella scuola Kalasree Natayalam e perfeziona la conoscenza della danza Bollywood  alla scuola di Gulshan Kumar T – Series a Noida, Delhi. Tornata a Kerala diventa membro del “College Arts Club” e con altri ballerini forma un suo primo corpo di ballo, partecipando a gare di Cinematic dance, a Talent Scan, (competizioni televisive) organizzate da Asianet Channel, Trivandrum di Kerala presentandosi per tre anni consecutivi oltre che con la Cinematic dance, con la Fusion Dance e la  Western dance stile anni ’70 – ’90, vincendo tutti e tre gli anni.

Una lunga lettera scritta d'impulso da Ramatoullaje all'amica d'infanzia Aissatou, con la quale la donna afferma con passione il suo diritto ad una vita nuova e intensa, al di là dei condizionamenti imposti dalla società, in una terra che, nel suo processo di modernizzazione, è piena di contraddizioni.
L’autrice, prematuramente scomparsa, ha affidato a questo libro il suo messaggio sul ruolo della donna nel futuro dell’Africa.

Destination West Africa è più di una semplice associazione culturale: è un nucleo organizzativo con base a Roma che promuove le arti tradizionali e contemporanee nelle regioni del West Africa.
DWA nasce e si evolve dall'incontro di persone animate dal comune interesse per la musica, la danza e la cultura del west Africa. Si organizzano eventi, stage, animazioni e momenti di incontro per conoscere e approfondirelo sguardo su un continente che spesso solo marginalmente si comprende.

Il Teatro Quirino - Vittorio Gassman e la Fondazione Roma Terzo Settore, nell'ambito del progetto In scena diversamente insieme, organizzano un Laboratorio di teatro danza, ideato e condotto da Giorgia Rossi, coadiuvato da Ivan Truol. Il laboratorio è aperto a giovani attori e a non professionisti, provenienti da aree geografiche diverse per etnia e cultura, uniti dal desiderio di scoprire e affermare, attraverso il teatro, la propria identità in relazione e confronto con quella dei propri compagni di esperienza.
Il laboratorio, completamente gratuito, è della durata di 150 ore formative ed è rivolto ad aspiranti danzatori, attori e performer di diverse etnie, culture e nazionalità, che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, che presentino domanda di partecipazione, cv, lettera motivazionale (20 righe massimo) e 2 fotografie (primo piano e figura intera) entro venerdì 8 aprile 2011.

Evelyn Ampon è nata a Accra, nel Ghana. Sin da bambina ha coltivato la passione per la moda confrontando il modo di realizzare vestiti in Africa e in Europa. Nella tecnica e nel design l'abito riflette non solo qualcosa da indossare ma è cultura, tradizione, un modo di pensare.  Ha studiato prima come fare i modelli in una scuola europea del suo paese, poi in Italia, dove oltre alla modellazione ha studiato come stilista. L´iniziale curiosità nel confrontare vestiti europei e africani ispira ancora oggi il suo modo di pensare la moda: i suoi abiti rappresentano una fusione tra le due culture in cui  forme e colori si combinano in modo inusuale. Recobot è il brand italiano di questa stilista emergente.

Okocem di Evelyn Ampon Sekyeredu
largo Oreste Giorgi, 10
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www.recobot.it

viale Giustiniano Imperatore, 29
tel 06 5411563 - cell 340 9411142
(zona San Paolo)

Presso il ristorante Miyabi2 si può gustare piatti della cucina giapponese e vietnamita.
Orario: tutti i giorni 12-15;19-24

via della Pelliccia, 12 (zona Centro Storico-Trastevere)
tel/fax 06 5836863
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www.miyabiroma.com

Dell’Afganistan mi mancano gli anni Settanta. Ho nostalgia di una cosa che non ho vissuto..., e poi Hussain racconta invece quello che ha davvero vissuto; non tanto il viaggio per raggiungere l’Occidente, ma quello intrapreso nell’Afganistan del 2008, tra paura, sudore e polvere, per ritrovare dopo sette anni la madre e condurla al sicuro.

Marie Reine ha nove anni quando con un colpo di stato, il terzo in tre anni, Thomas Sankara prende il potere in Alto Volta, l'attuale Burkina-Faso. Suo padre, Andre Toe, è un importante funzionario del Ministero degli Esteri, legato a filo doppio al vecchio regime. Per questo sarà vittima degli eccessi della Rivoluzione, spogliato dei suoi beni e della sua dignità.

Nadia racconta con rammarico la vita della madre cattolica vissuta all'ombra di un marito musulmano di dodici anni più vecchio di lei, e della sua seconda giovane moglie. Su quel volo diretto in Portogallo Nadia apre il suo cuore a Elisa, descrivendo passo a passo la storia della sua vita, del Mozambico coloniale e del Mozambico indipendente, dei suoi quindici fratelli e delle sue due mamme.

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