Giorgia DM
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Sensibile, schivo e pur tenace, indifeso e pur deciso, con la speranza in un futuro migliore, con alle spalle un viaggio difficile, Kilap approda nell'Isola, con tanti sogni da realizzare. Solo, ma con una moltitudine di pensieri, una giostra di idee che si affollano nella sua mente.
Pensieri, angosce, idee, dubbi, speranze alimentano la sua voce di immigrato che ha bisogno di raccontare, di raccontarsi. Il racconto di Kilap Gueye è la testimonianza dell'esigenza di riempire un vuoto, un'assenza, ma anche di superare le barriere con l'altro, di comunicare, di raggiungere la liberazione personale senza rinunciare alla propria cultura, senza abdicare al proprio sentire.

C’è il buttafuori senegalese che canta l’amore e la lontananza che uccide i rapporti, “l’eterna attesa di mogli e mariti, di figli e figlie”. C’è la prostituta dell'Est intrappolata nel cortocircuito della propria vita e c’è la badante ecuadoriana che proprio non ci sta a farsi mettere i piedi in testa. C’è lo scrittore del Burkina Faso ingannato da un editore senza scrupoli e c’è la bambina rom con le dita sporche di inchiostro che non si cancellerà. C’è l’ingegnere disoccupato che chiede l’elemosina. Risucchiati nell’inferno della burocrazia che cataloga e marchia, divide e sancisce loro, gli stranieri ordinari, “testimoni di due mondi, vagabondi tra le culture”. Sono loro i protagonisti di questi frammenti di vita, spaccato di una società che senza immigrati è condannata al declino, scorci di esistenze raccontati con originalità da scrittori migranti e italiani.

Tutti i venerdì a partire da febbraio fino al mese di maggio dalle ore 21 presso il Neo Club in via degli Argonauti 18 si terranno delle serate dedicate alla musica africana e non solo: mbalax, coupè-decalè, soukous, zouk, black, reggae, salsa con Dj Theo dal Senegal. E' necessaria la prenotazione per chi vuole cenare: questa settimana riso maffè dal Mali.
Cena africana su prenotazione, bevande escluse €7. Ingresso libero con consumazione obbligatoria €5.

Miral è una bambina, quando tra le mura bianche della città di Gerusalemme le vicende dello scontro tra israeliani e palestinesi cominciano a scandire la sua vita: la morte tragica della madre, il coinvolgimento della zia in un attentato terroristico, la decisione del padre di affidarla all’accoglienza del collegio di Hind Husseini. Sarà questa donna, capace di porsi con ostinata pazienza al servizio del suo popolo, a insegnarle l’ardore della lotta politica e il coraggio di sperare nella libertà, ma anche la saggezza e la pazienza.

Sportello Legale interamente dedicato alle Seconde generazioni, in collaborazione con le organizzazioni Save the Children e ASGI, e grazie al finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR, nell'ambito del  Progetto R.E.T.E.  All’interno del sito www.secondegenerazioni.it è stato realizzato uno spazio a cui chiunque potrà fare riferimento per segnalare casi di discriminazione capitati a se stesso oppure a familiari e amici. Il servizio risponde ad un'esigenza manifestata sempre di più nel tempo da parte delle seconde generazioni, e dalle persone che le circondano: avere uno strumento capace di dare risposte esaurienti sia dal punto di vista burocratico, sia dal punto di vista legale, ai figli dei cittadini stranieri, da mettere al centro dell'attenzione e dell'azione, e non da considerare, come spesso accade, come mera appendice dei casi dei genitori. L'orientamento legale è offerto dagli avvocati di ASGI e Save the Children coordinati con il gruppo operativo di Rete G2.

ReteG2 – Seconde Generazioni ha inaugurato il primo Sportello Legale interamente dedicato alle seconde generazioni, in collaborazione con le organizzazioni Save the Children e ASGI, e grazie al finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali UNAR, nell'ambito del  Progetto R.E.T.E. All’interno del sito www.secondegenerazioni.it è stato realizzato uno spazio a cui chiunque potrà fare riferimento per segnalare casi di discriminazione capitati a se stesso oppure a familiari e amici. Il servizio risponde ad un'esigenza manifestata sempre di più nel tempo da parte delle seconde generazioni, e dalle persone che le circondano: avere uno strumento capace di dare risposte esaurienti sia dal punto di vista burocratico, sia dal punto di vista legale, ai figli dei cittadini stranieri.

Il concorso fotografico europeo di Amnesty International Scatta contro la discriminazione ha come scopo quello di contribuire a cambiare gli atteggiamenti e i pregiudizi sociali che alimentano la discriminazione e dà la possibilità ai partecipanti,  in Italia e in Europa, di raccontare attraverso la fotografia il valore di una società senza discriminazione e senza pregiudizi. In Italia il concorso, indetto dalla Sezione Italiana di Amnesty International, nell'ambito della campagna Per un'Europa senza discriminazione, è aperto fino al 31 marzo 2011, a tutte le persone di qualsiasi nazionalità con residenza in Italia (ad eccezione dei fotografi professionisti) di età compresa tra i 14 ai 35 anni. I partecipanti che abbiano meno di 18 anni all'inizio del concorso dovranno fornire il consenso di entrambi i genitori o di chi ne è responsabile (compilare modulo di iscrizione e liberatoria minori).

 

Giovedì 10 febbraio alle ore 18 presso la Libreria Rinascita in via Savoia 30 verrà presentato Più Culture, il giornale online di intercultura nato a Roma nel territorio del Municipio 2. L’incontro sarà aperto dal video L’immigrazione in Italia: minaccia o risorsa (8’46) realizzato da Fadi Hassan e Luigi Minale per Quattrogatti.

Giornale online si occupa di intercultura nel territorio del Municipio 2 a Roma: 11 quartieri  per un totale di 120mila abitanti dei quali 16.464 stranieri. Il giornale è l'evoluzione del sito, online dal 2009, risultato della ricerca condotta sul territorio da Piuculture con la collaborazione, come tirocinanti, di 4 studenti laureandi in Scienze della Comunicazione. Piuculture nasce dall'esigenza di dare degli stranieri un'immagine diversa da quella che di solito si ha sulla stampa basata su stereotipi fondati sulla paura dello straniero: l’altro è una minaccia per la sicurezza, un diverso, un estraneo non meritevole di  conoscenza. Lo spazio dedicato agli stranieri sui media e la varietà degli argomenti è limitata, si tratta prevalentemente di cronaca nera; lo sport, gli spettacoli, la cultura, le tradizioni appaiono solo marginalmente.
La voglia di contrastare questi tipi di rappresentazione, mossa dalla convinzione che la comunicazione è l’elemento fondamentale nella costruzione di una società pluralistica ha portato alla trasformazione del sito in giornale online.
Per realizzare il progetto è nato il Laboratorio di comunicazione interculturale, attività formativa rivolta a 11 giovani laureandi e laureati che ha portato alla realizzazione del giornale.

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www.piuculture.it
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