Palestina, una terra troppo promessa mette in luce la tragedia del popolo palestinese e gli aspetti più sconcertanti del modo in cui i padroni del mondo trattano il conflitto in Palestina.
Si moltiplicano le cariche di odio e di violenza per cancellare gli effetti di una forte identità che non si arrende e combatte per una terra ricca di memoria e di sentimenti, simboleggiati dall'attaccamento dei palestinesi alle chiavi di casa.

Pubblicato in Antonella Ricciardi

Estate 1981, una famiglia prepara i bagagli per recarsi in un luogo insolito. Il padre, diplomatico, è stato nominato ambasciatore d’Italia a Teheran. Fin dall’arrivo all’aeroporto i personaggi vengono proiettati in un mondo pieno di violenza, interdizioni, donne velate di nero, uomini barbuti, soldati armati e su tutti domina la figura potente e inquietante dell’Ayatollah Khomeini. In questa cornice fosca si apre lo spazio incantato del giardino dell’ambasciata, antica residenza di principi persiani, che nasconde misteri e promesse di giochi senza fine, in un tempo fuori dal tempo, laddove ogni rapporto con l’esterno è fortemente compromesso dalla situazione storica e politica dell’Iran di quegli anni.

Pubblicato in Chiara Mezzalama

Quello di Don Mussie Zerai, Padre Mosé, non è un numero di telefono qualunque. E' l'appiglio estremo, l'ultima traccia di umanità alla quale aggrapparsi per i molti che affrontano il Viaggio. Dalle carrette del mare, dai container arroventati nel cuore del Sahara, dai lager libici, dalle carceri egiziane o dai campi profughi del Sudan, i migranti chiamano. E Don Zerai risponde. Sempre. Allerta la Marina militare perché soccorra i barconi, si mette in contatto con le famiglie per ritrovare le tracce perdute, conforta e raccoglie le invocazioni. Migrante tra i migranti, ha compiuto il suo viaggio da Asmara a Roma nel 1992. E da quando, ragazzo diciassettenne, è arrivato solo nel nostro paese, non si è fermato più. Il suo legame con emarginati e immigrati è cominciato alla stazione Termini, dove in tanti cercavano soccorso e rifugio e dove Mussie ha trovato la sua strada, facendosi aiutare e aiutando gli altri.

Pubblicato in Mussie Zerai

Per la prima volta si propone una ricostruzione storica dell’immigrazione straniera in Italia, a partire dal 1945. Ingressi, flussi, leggi, generazioni, lavori, conflitti e speranze si intrecciano con un ritmo sempre più incalzante fino ad arrivare ai nostri giorni. Il volume traccia la dimensione quantitativa del fenomeno nel corso del tempo e la sua evoluzione, il radicamento sul territorio, le politiche adottate per governarlo, le polemiche che ne sono scaturite, l’impatto che ha avuto sulla società.

Pubblicato in Michele Colucci

A Maran la vita è sospesa tra realtà e fiaba, in un tempo che dalla storia prende forma, per poi trasfigurare, evaporare. Qui, in questo paesino di pietra e antiche credenze sul cucuzzolo di una montagna armena, guerra e calamità naturali travolgono, pare per sempre, la fragile quiete della sua manciata di case. Solo in pochi sopravvivranno e potranno raccontare quasi un secolo di eventi. Tra loro ci sono anatolija e vasilij, jasaman e ovanes, tigran e valinka, e da loro sgorgano storie dal sapore magico, narrate da una penna tersa e di fulgida bellezza: accadimenti provvidenziali e segni inspiegabili, come gli angeli che scendono dal cielo a raccogliere le anime dei morti o la comparsa di un pavone bianco misterioso e salvifico. E nel momento in cui tutto sembra essere accaduto, in cui la vita sembra compiuta, ecco che si schiude il miracolo, la pietra respira. E nasce l'incanto.

Pubblicato in Narine Abgarjan

Dalla loro resistenza allo Stato islamico, i curdi sono tornati ad essere al centro dell’attenzione pubblica. Chi è questa gente, divisa tra Turchia, Iraq e Siria, che ha sfidato il terrore? Il giovane fotografo italiano Eugenio Grosso ha trascorso molti mesi nelle aree curde dell’Iraq, prima e dopo l’offensiva militare per liberare Mosul. E al di là della pura cronaca militare, le sue immagini mostrano la vita di tutti i giorni, le ville di lusso e gli alloggi per rifugiati, i Peshmerga, i mercati, le montagne e le città. La guerra c’è e se ne sente il pericolo, nelle immagini e nel diario del fotoreporter che accompagna le fotografie.

Pubblicato in Eugenio Grosso

Raffaella è una giovane insegnante romana la cui vita sembra scorrere tranquilla all'interno di una relazione sentimentale apparentemente consolidata, fino al mattino in cui Lorenzo le annuncia che andrà via di casa perché è innamorato di un'altra donna. Sull'onda emotiva dell'abbandono decide di dare un taglio netto alla sua vita, trasferirsi in Sicilia, la terra di origine della sua famiglia, e provare da lì a ricominciare da capo. L'arrivo sull'isola la porterà a ripercorrere sulle strade della memoria i momenti di gioia delle sue vacanze di bambina a casa dei nonni, ma anche la tragedia più grande della sua vita, la perdita improvvisa di entrambi i genitori, vittime di un incidente stradale.

Pubblicato in Beatrice Tauro

Per me ora sono persone, colleghi, conoscenti di cui so il nome e a volte persino le storie. Roberto Maccaroni ce le racconta, intrecciate alla sua storia di infermiere in missione con Emergency in Paesi martoriati da condizioni di guerra e povertà. Pagine autentiche di un diario che, senza mai cedere al pietismo e alla facile tentazione dell’essere “buoni”, restituiscono tutta l’umanità di un impegno instancabile verso chi soffre, a qualsiasi latitudine si trovi. Dalla bruciante, contagiosa vitalità della Sierra Leone alla tragica quotidianità senza pace in Afghanistan, questo libro ci conduce attraverso realtà di dolore estreme e lontane – ma che non per questo meritano di essere ignorate – con lo slancio, l’altruismo, le paure, i dubbi e la disarmante sincerità di chi l’ha scritto.

Pubblicato in Roberto Maccaroni

Una giovane ragazza cinese vive in prima persona le meraviglie e le contraddizioni del suo grande Paese: la Cina. Sono gli anni della Rivoluzione Culturale e del Balzo in Avanti, ma anche dell'affacciarsi della sua maturità in cui prenderà coscienza della sua femminilità. Mentre diventa donna, ha l'occasione di viaggiare per le strade di una Cina in equilibrio tra un passato agricolo e un futuro industriale alle porte.

Pubblicato in Hu Lanbo

Ibrahim, Mohamed e Shady Hamadi: tre generazioni di una famiglia siriana che ha vissuto sulla pelle i dolori della dittatura. Poi ci sono Abo Imad, Eva Zidan, Rami Jarrah e molti altri ragazzi che hanno raccontato al mondo la grande rivolta siriana, eroi che lottano per la libertà di un paese schiavo della propria infelicità. Nelle pagine di Shady Hamadi si incrociano i racconti di una stagione di lotte e di speranze che l'Occidente, distratto e colpevole, ha guardato troppo poco. Hamadi raccoglie testimonianze di sacrifici, di sofferenza, di dolore ma anche di coraggio e di aspettative portate avanti con orgoglio. Il libro è un manifesto per il popolo siriano che sta vivendo la sua primavera nelle piazze e nella rete. La felicità araba ci racconta quello che per troppo tempo non abbiamo voluto vedere. Prefazione di Dario Fo.

Pubblicato in Shady Hamadi
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