Leila D
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mercoledì 29 luglio 2020 dalle ore 11 alle 12 si tiene la conferenza L'epidemia autoritaria: tutela dei diritti umani e Covid-19. Durante la conferenza verrà presentato l’ultimo rapporto “L’impatto del COVID-19 sui diritti umani in alcuni Paesi e territori” redatto da FIDU e ODF, in collaborazione con Center for Civil Liberties (CCL) e The Arrested Lawyers Initiative (ALI). Rappresentanti della società civile e testimoni diretti introdurranno le principali limitazioni alle libertà fondamentali scaturite dalla crisi emergenziale in alcuni Paesi autoritari che hanno sfruttato le misure anti-crisi per reprimere il dissenso e rafforzare la propaganda di Stato.

Per il progetto di promozione culturale itinerante Biblionavette, è stato organizzato per martedì 28, giovedì 30 luglio e sabato 1 agosto 2020 dalle ore 21.30 nel IV Municipio, presso il Centro Socio Culturale Casale Caletto, via di Cervara 200, un Focus sull'Africa, con proiezioni di film e cortometraggi in tema. Il programma fa parte del nuovo palinsesto di Roma Capitale Romarama. All'interno i titoli dei film proiettati nelle tre giornate.

Ha riaperto il 1 luglio 2020 lo sportello in presenza del progetto InCOME, chiuso al pubblico a seguito dell’emergenza COVID.  
Lo sportello si trova presso lo spazio SOFeL del Centro Giovani e Scuola d’Arte MaTeMù, via Vittorio Amedeo II, 14; l'obiettovo è quello di rispondere alle esigenze di inclusione finanziaria della popolazione migrante e nel periodo di emergenza per dare assistenza anche su richieste di bonus e agevolazioni previsti dal decreto “Cura Italia”.

Prosegue ancora per questa settimana, prima della pausa estiva, la programmazione dedicata alla cultura iraniana proposta dal giornalista Antonello Sacchetti, curatore del blog Diruz. Ecco i prossimi appuntamenti: martedì 21 luglio 2020 alle 19: Il tappeto persiano. Diretta con Taher Sabahi. Mercoledì 22 luglio alle 19, Visioni persiane – Fotocronache di un viaggio. Diretta con Franco Zampetti Franco Zeta. Venerdì 24 luglio alle 19, Cosa leggo in vacanza? Diretta con Giacomo Longhi. Sul profilo facebook dell'autore oppure su http://www.diruz.it/diruz-in-diretta/

Mercoledì 29 luglio 2020 in via Circumlacuale 27/d, sul lago di Bracciano, è stata organizzata una giornata allì'insegna dell'Africa. A partire dalle ore 16 percussioni, danza, concerti, meditazione e degustazioni per un viaggio nella cultura africana, insieme ai maestri Keba Seck e Sakou Kande.

Lunedì 20 luglio 2020 alle 20,30 la scrittrice e attivista Esperance Hakuzwimana Ripanti propone la diretta la trasmissione Il diritto di essere neri e fragili. Tema della puntata la vulnerabilità della mente e dell'anima nelle persone che convivono e sopravvivono alla discriminazione razziale.

«Ho vissuto molte vite dentro questo corpo. Ho vissuto molte vite prima che mi mettessero in questo corpo. Vivrò molte vite quando me ne tireranno fuori.»
Ada è nata in Nigeria, in un villaggio di terra rossa, ma a diciotto anni si è trasferita negli Stati Uniti per studiare. È un’adolescente come tante: frequenta le lezioni, esce a ballare, si ubriaca, si innamora. Ma Ada è un’adolescente come nessun’altra. La sua mente è abitata da presenze oscure: non sono le paure che assediano ogni coscienza umana, ma spiriti ancestrali della sua terra, reali quanto i compagni di college con cui passa le serate. Questi spiriti l’hanno seguita nel mondo quando è nata e sono rimasti intrappolati dentro di lei. Qui dimorano e combattono e offrono sacrifici di carne alla dea serpente che li ha partoriti, ma quando un evento traumatico minaccia di distruggere questo fragile equilibrio, gli spiriti prenderanno il sopravvento e non si fermeranno davanti a niente pur di difendere la loro Ada.

A quarant’anni dalla rivoluzione islamica in Iran, l'autore racconta la storia dell’Iran con un taglio anticonformista da un punto di vista sociologico, confutando la vulgata diffusa in Occidente, che ha cercato di liquidare la questione iraniana accomunandola erroneamente alla più generale “questione islamica”. Particolarmente interessanti sono la ricostruzione dei tentativi di imporre una rivoluzione colorata nel Paese e la storia degli ultimi cinque anni, molto rilevanti per il mutamento in atto del Paese.

La mamma e Mahtab sono emigrate negli Stati Uniti: è così che Saba, a undici anni, si spiega la loro improvvisa scomparsa. Lei è rimasta a vivere con il padre, in un villaggio dell'Iran travolto dalla rivoluzione islamica. Ma perché nessuno vuole darle notizie della madre e della sorella gemella? E perché, tra le due figlie, non è stata destinata lei a una vita migliore? Saba cresce tra questi interrogativi, sospesa tra la vana speranza di una lettera e il sospetto di una verità troppo dolorosa da accettare. Si chiede quanti cucchiaini di terra e di mare le servirebbero per coprire la distanza che la separa dalla sorella perduta, e cerca di colmare quel vuoto con tesori di contrabbando: riviste, musica e videocassette americane, illegali in Iran, comprate e consumate di nascosto come piaceri proibiti. Eppure, con l'approssimarsi dell'età adulta, Saba si rende conto che nemmeno un nuovo album di Madonna o una puntata di "Genitori in blue jeans" possono metterla al riparo dalla vita vera, quella fatta di chador neri e matrimoni combinati. Nulla, però, le impedisce di sognare, immaginandosi nei panni di Mahtab e delle sue infinite opportunità. Allora, inventarsi la vita di Mahtab sarà un po' come fuggire, raccontarla sarà un po' come esserne protagonista, pur restando in Iran. Dove realtà e finzione convivono da sempre nell'arte millenaria dei cantastorie.

Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l'America. L'Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov'è rimasto suo padre: Nilu è convinta che presto li raggiungerà, e non vede l'ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall'America all'Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall'undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto "a casa". Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita - lo studio, l'amore, un lavoro che la appassiona -, quello è l'unico modo per tornarci un po' anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.

Pagina 6 di 153