Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee. Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).

Pubblicato in Musei tibetani

Nisveta Kurtagic Granulo (nata a Sarajevo nel 1962 - scomparsa nel dicembre 2012), dopo essersi laureata in architettura ha conseguito la specializzazione in arte e design a Londra nel '96 (The Designers and Art Directors) e a Firenze l'anno successivo (Centro internazionale di Specializzazione in Arte Grafica "Bisonte"), nonché una post lauream nel 2002 in Metafisica delle forme primarie presso l'Università di Sarajevo. Numerosi sono i riconoscimenti e premi ricevuti dall'artista tra cui il più importante è la rassegna internazionale Premio di Firenze con la medaglia di bronzo nel '99. 

Tarik Berber nato a Banjaluka (Bosnia Erzegovina) nel 1980. Vive e lavora tra Bolzano e Firenze. Fugge presto dalla sua terra d'origine e si stabilisce con la famiglia a Bolzano. Già prima di trasferirsi a Firenze per gli studi accademici, riceve riconoscimenti ed esemplari attestati di stima, che ne valorizzano il talento cristallino. All'inaugurazione del nuovo Museo di Arte Contemporanea di Isernia (MACI), nella primavera del 2004, presenta, il più giovane artista invitato ad esporre, una figura colta in primo piano, permeata da un'aurea sacrale, di stampo espressionista, che calamita l'attenzione di critica e pubblico.

Mersiha Musabasic nasce a Sarajevo nel 1978. Dopo l’incontro con l’artista bosniaco Hajro Ishak, nel 2000, comincia a delineare un suo stile pittorico. Realizza sulla tela pacati ritmi compositivi e delicati accostamenti cromatici che spesso evocano la sua terra, dove i colori e soprattutto il verde “bombardano gli occhi”. La tela, attraversata da frammenti e filamenti di colore e forme che si dissolvono in un caleidoscopio cromatico, diventa il luogo per esprimere l’inesprimibile e per coinvolgere l’osservatore nel tragitto misterioso all’interno di se stesso.

Nata a Tramosnica Donja, Bosnia Erzegovina, Ruza Gagulic vive e lavora a Roma, dove è attiva sulla scena artistica dal 1991. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive. Da ricordare i lavori eseguiti per le chiese in Germania - Monaco di Baviera e Norimberga (1992-1996). Ha esposto a Londra a St. Vincent and Paul (2000). A Roma alla GNAM: Diario di lavoro di un artista straniero a Roma(2001-2002), presso la Casa Internazionale delle Donne - Roma (2002), Cascina Frasetti villa Doria Pamphili (2005), alla galleria Dora Diamanti La mutevole ombra(2007), al Salone Borromini (2010) e alla galleria Dora Diamanti The Beholder (2010). 

Edin Dino Malovic nasce a Sarajevo nel 1955. Si diploma all’accademia di Belle Arti di Sarajevo e nel 1984 diviene membro del Collegium Artisticum della Repubblica di Bosnia Erzegovina. Numerosi i concorsi cui ha partecipato, fra cui realizzazione del Progetto per le Olimpiadi Sarajevo Winter 1984 e le Olimpiadi di Atlanta (USA). Uno degli artisti più rappresentativi della Biennale di Cultura Italia-Bosnia. Nel 1996 la mostra personale nel Chiostro di san Giovanni Battista a Signa-Firenze, di nuovo a Firenze La mia Toscana nel 2011.

La galleria propone una mostra permanente delle gigantografie su tela di Laura Terzani, dedicate soprattutto al Marocco; ma ospita anche altri fotografi e artisti, italiani e stranieri: sempre con l’intenzione di offrire una chiave di lettura delle culture dei Paesi arabi e più in generale dei Paesi del Sud del mondo.
Bab el Kasbah non è solo una galleria, ma un centro interculturale, uno spazio per seminari, serate musicali, presentazione di video e libri; dove passare il pomeriggio con un libro e un thè alla menta, e una scelta dei pezzi più raffinati dell’artigianato arabo, tessuti, ceramiche, tadlak, collane di pietre e d’argenti.

Pubblicato in Centri culturali arabi

Si può parlare di "arte romanì"? Se sì, quali sono i suoi elementi distintivi? Quali sono i principali ambiti di espressione e autori di riferimento? Quali modelli culturali ne emergono? Può la creazione artistica essere uno strumento di emancipazione e affrancamento dall'esclusione sociale e dall'emarginazione che molti gruppi romanès subiscono da generazioni nei diversi Paesi di transito e insediamento? Con interviste, testimonianze, analisi e approfondimenti di creatori rom, sinti, gitani, manouches, romanichels, zigani e ricercatori babelmed, che ha curato il progetto di inchieste giornalistiche internazionali R.O.M. Rights of Minorities, presentate con il Servizio Intercultura nelle Biblioteche di Roma, propone in questo terzo e ultimo ciclo di inchiesta un viaggio nelle produzioni artistiche e culturali in Italia, Francia, Spagna e Turchia.

Pubblicato in Cultura rom

Il Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" custodisce i reperti degli scavi delle missioni archeologiche italiane in Iran, Pakistan e Afghanistan, oltre che gli oggetti acquistati in Nepal e Tibet da Giuseppe Tucci (uno fra i massimi orientalisti del Novecento) e collezioni di oggetti di vari periodi provenienti dal vicino ed estremo oriente. Nel corso degli anni il patrimonio del museo si è arricchito grazie agli acquisti effettuati dallo stato, a donazioni da parte di privati ed enti, a scambi con vari paesi asiatici. Il museo ospita, inoltre, alcune esposizioni temporanee.
Attualmente i settori visitabili del museo sono: Vicino e Medio Oriente Antico, Islam, Tibet e Nepal, India e Gandhara, Estremo-Oriente (Cina e Giappone).

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Fino al 10 marzo 2013 sarà possibile visitare al Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194, la mostra Sulla Via della Seta. Antichi sentieri tra Oriente e Occidente. La mostra organizzata in collaborazione con l'American Museum of Natural History di New York ripercorre il lungo viaggio da oriente verso occidente nel periodo tra il VII e il XIV secolo d.C, rappresentando la moltitudine di culture che animavano la Via della Seta attraverso la ricostruzione di quattro città simbolo: Chang'an (l'odierna Xi'an), Turfan, Samarcanda, e infine Baghdad.

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