Paesi Arabi

A cura di Federica Quattrone

L’immigrazione proveniente dal mondo arabo e soprattutto dalle sue sponde mediterranee, del Nord Africa e del Vicino Oriente, è tra le più antiche in Italia.
Secondo l'Osservatorio Romano sulle Migrazioni 2016 - Undicesimo Rapporto a cura di Centro Studi e Ricerche Idos (elaborazione su dati Istat) al 31 dicembre 2014 le presenze più numerose a Roma e provincia sono costituite da egiziani e marocchini, rispettivamente 12.480 e 8.348. Seguono la Tunisia (4.064), l’Algeria (1.310), il Libano (524), la Siria (754), la Libia (619), l’Iraq (874),  la Giordania (250), Sudan (575), Palestina (162).

La maggior parte della comunità araba residente in Italia si è spostata nel nostro paese per motivi di lavoro e sono numerose le imprese commerciali portate avanti soprattutto da egiziani e marocchini. I componenti di queste comunità sono spesso impiegati anche nel campo dell’edilizia.
Grazie ai ricongiungimenti familiari si sta progressivamente riducendo, rispetto ai primi decenni del fenomeno migratorio, la sproporzione tra popolazione maschile e femminile, quest’ultima prima nettamente minoritaria.

La comunità araba a Roma si rivela piuttosto composita e al suo interno è presente anche un certo numero di professionisti: solo nel Lazio si calcola, ad esempio, ci siano circa un centinaio di medici palestinesi, oltre a molti farmacisti giordani, libanesi e palestinesi. Si riscontra che non sempre a un livello di scolarizzazione elevato corrisponde un impiego adeguato, fenomeno d’altronde condiviso da migranti e non.

Per quanto riguarda i giovani provenienti soprattutto dai paesi del Mashreq, cioè da Siria, Libano, Giordania e Palestina, che vengono in Italia per studiare, scelgono come meta proprio Roma, prediletta tra le città italiane.

Segnaliamo poi il fenomeno dei matrimoni misti, in crescita, come segno e auspicio di una sempre maggiore integrazione.

La Primavera araba, che ha influito molto sui flussi migratori regionali dei paesi coinvolti, in termini di numeri non ha comportato cambiamenti radicali nei flussi verso l'Italia, sebbene sia  aumentato il numero dei richiedenti asilo nel nostro paese.