Scrittori arabi a Roma

Nato ad Algeri nel 1970, Amara Lakhous vive a Roma dal 1995.
Laureato in filosofia all’Università di Algeri e in antropologia culturale alla Sapienza di Roma, prepara una ricerca di dottorato nella stessa università dal titolo Vivere l’Islam in condizione di minoranza. Il caso della prima generazione degli immigrati musulmani arabi in Italia.
In Italia ha pubblicato il suo primo romanzo Le cimici e il pirata, Arlem, 1999, in arabo con traduzione in italiano. In Algeria e in Libano ha invece pubblicato il secondo romanzo, Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda, 2003, poi riscritto in italiano e pubblicato con il titolo Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, E/O, 2006. Con questo romanzo, da cui è stato tratto un film, ha vinto il premio Flaiano per la narrativa 2006 e il premio Racalamare - Leonardo Sciascia 2006.
Amara ha assunto la direzione editoriale della nuova collana Sharq/Gharb, in lingua araba, della casa editrice E/O. Nel 2013 pubblica, sempre con E/O Contesa per un maialino italianissimo a San Salvario.

Salah Methnani è nato in Tunisia, dove si è laureato in Lingue e letterature straniere. Vive in Italia dal 1988 e lavora a Roma come traduttore di libri arabi. È autore, insieme a Mario Fortunato, del romanzo autobiografico Immigrato, Theoria, 1990, diario del suo periodo di clandestinità in Italia, ma soprattutto racconto della sua delusione e importante documento per comprendere il rapporto degli italiani con gli stranieri. Questo è uno dei primi romanzi della letteratura della migrazione in Italia e ha avuto diverse riedizioni, l'ultima della Bompiani nel 2006.

Yousef Wakkas, nato in Siria (A'zaz) nel 1955 e immigrato in Italia nel 1982, ha scontato una condanna in carcere dal 1992 per traffico internazionale di stupefacenti.
Proprio in prigione, nel 1995, ha iniziato a scrivere. Più volte è stato tra i vincitori del premio letterario per scrittori migranti Eks & Tra con i racconti Io marokkino con due kappa (antologia Le voci dell'arcobaleno, Fara Editore, 1995), Una favola a staffetta (antologia Mosaici d'inchiostro, Fara Editore, 1996), Shumadija kvartet (antologia Destini sospesi, Fara Editore, 1998).
Nel 1998 è stato insignito della medaglia al valor culturale dal Presidente della Repubblica.
Ha pubblicato tre raccolte di racconti: Fogli sbarrati. Viaggio surreale e reale tra carcerati migranti, Eks & Tra, 2002, Terra Mobile, Cosmo Iannone Editore, 2004, La talpa nel soffitto, Edizioni dell'Arco, 2005. Il suo ultimo romanzo è L'uomo parlante, Edizioni dell'Arco, 2007.
La sua storia ha ispirato una fiction televisiva realizzata da RaiTre e un documentario prodotto dalla Televisione Svizzera Italiana. Dopo aver scontato la pena è stato rilasciato e rimpatriato in Siria, dove vive ad Aleppo.

Giornalista e scrittrice laureata in medicina, nonostante l'esperienza del carcere impostale dalle autorità algerine in seguito a un suo articolo sul terrorismo pubblicato nel 1993 e la condanna a morte dal Gruppo Islamico Armato nel 1994, ha scelto di proseguire la strada del giornalismo quando in Algeria è stata autorizzata la stampa indipendente, caso unico nel mondo arabo.
Da dieci anni vive tra Roma e Algeri e collabora con diverse testate arabe e italiane.
Membro della giuria del premio giornalistico multietnico Mustafa Souhir, ha recentemente pubblicato un libro sui pregiudizi degli italiani sull'islam e sulla ricerca di un dialogo aperto, libro che vuole negare la tesi dello scontro di civiltà tra oriente e occidente, Scontro di inciviltà, Sperling & Kupfer, 2005.

Thea Laitef è nato nel 1953 a Samarra, Iraq, ed è morto a Roma nel 1994.
Nel suo paese ha pubblicato racconti e poesie sui giornali dell'opposizione e ha collaborato con Al Karmil, mensile di cultura in lingua araba edito a Cipro.
Esule in Italia nel 1978 come profugo politico, è vissuto a lungo a Roma, dove ha lavorato dal 1983 al 1987 come corrispondente del quotidiano del Kuwait Al Watan, occupandosi di letteratura italiana contemporanea.
Ha tradotto in arabo Il sogno di una cosa di Pier Paolo Pasolini, Dialoghi con Leucò e una raccolta di poesie di Cesare Pavese, articoli scelti da Letteratura e vita nazionale di Antonio Gramsci, una scelta di poesie di Salvatore Quasimodo.
In Italia i suoi racconti e poesie sono usciti sulle riviste Versicolori, Tracce, Linea d'ombra, Kùma e nel Quaderno Mediorientale I della collana Cittadini della poesia, Loggia dei Lanzi, 1999.
Ha pubblicato articoli sul quotidiano Il Manifesto e il romanzo Lontano da Bagdad, Sensibili alle foglie, 1994.