Polonia

Sezione a cura di Joanna Pachla , esperta di letteratura e lingua polacca, mediatrice culturale.

La storia
Della presenza dei polacchi a Roma nei secoli passati testimoniano i nomi di alcune vie e luoghi a Roma: Via dei Polacchi, Vicolo dei Polacchi, Viale Maresciallo Piłsudski, Viale Mickiewicz, Piazza Sienkiewicz e la Villa Poniatowski.

Dal Medioevo all’Ottocento ha soggiornato temporaneamente o stabilmente a Roma soprattutto l’elité della società polacca: i religiosi, gli studiosi, gli studenti, gli artisti, i nobili, l’aristocrazia e i pellegrini benestanti. Ne fu conferma, nel 1578, la costruzione (per iniziativa del cardinale polacco Hozjusz) della chiesa di S. Stanislao in via delle Botteghe Oscure con annesso ospizio per studenti e pellegrini polacchi.

Con la perdita dell’indipendenza da parte della Polonia (1795) cominciarono a venire in Italia e a Roma i militari polacchi costretti a emigrare per motivi politici. Proprio in quel periodo, nel 1797 a Reggio Emilia, nell’ambito delle Legioni polacche (che combatterono al fianco di Napoleone), fu composto l’inno nazionale polacco, la Mazurca Dąbrowski.

Nell’Ottocento diversi militari e esuli polacchi si inserirono nei moti risorgimentali italiani. Nel 1948-1849 Adam Mickiewicz, il più illustre poeta polacco, grande patriota e vate, creò la Legione Polacca che difese la Repubblica di Roma.

Tutti i grandi poeti romantici polacchi e tanti scrittori, artisti e studiosi della seconda metà del XIX secolo passarono per Roma e ci abitarono per lunghi periodi. Anche tanti nobili e aristocratici polacchi stabilirono la propria dimora a Roma.

Nel Novecento la presenza stabile dei polacchi a Roma e in Italia si realizzò alla fine della II guerra mondiale, quando 1.300 soldati del II Corpo d’armata polacco (incorporato nell’Ottava armata britannica delle Forze Alleate) comandato dal generale Władysław Anders e mille profughi civili polacchi preferirono restare in Italia dopo la fine di guerra piuttosto che tornare in Polonia comunista. I soldati polacchi del II Corpo d’armata furono circa 100.000 e contribuirono allo sfondamento della linea Gustav e linea Gotica, alla conquista di Monte Cassino e alla liberazione di Bologna, Ancona e Loreto.

Dagli anni Cinquanta agli anni Settanta si svolge l’immigrazione di carattere politico-ideologico ( le ondate del 1956 e del 1968). Negli anni Settanta, il periodo di distensione tra i due blocchi, cresce anche il fenomeno dei matrimoni misti tra le polacche e gli italiani.

Nel 1978 l’arcivescovo di Cracovia, Karol Wojtyła diventa papa Giovanni Paolo II . Questo evento favorisce arrivo di migliaia di pellegrini polacchi e l’inizio dell’immigrazione economica. Nel difficile periodo degli anni Ottanta, il periodo della crisi economica e politica in Polonia, dopo la proclamazione nel 1981 della legge marziale dal generale Jaruzelski, l’Italia divenne paese di transito per migliaia di profughi polacchi. Vengono ospitati nei campi profughi di Latina, Mentana, Capua, Patriciano e in alcuni alberghi e campeggi a Roma e a Ostia. La maggior parte di loro prosegue poi per gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia.

Dopo il 1989 inizia la più massiccia migrazione verso l’Italia e Roma, caratterizzata da motivazioni economiche e non più dai motivi politici. Dal momento dell’entrata della Polonia nell’Unione Europea (maggio 2004) arrivano sempre più numerosi giovani polacchi che vengono qui per studiare, realizzare interessanti esperienze lavorative e imparare la lingua italiana.

L'attualità
I polacchi sono attualmente il 3° gruppo nazionale di stranieri a Roma dopo romeni e filippini e costituiscono quasi un quarto di tutti i polacchi che vivono in Italia.

Secondo l’Istat ci sono 11.874 polacchi iscritti all’anagrafe del Comune di Roma (dati del 2005). I dati dell’Istat non sono purtroppo molto indicativi perché tanti polacchi soggiornano senza avere ancora potuto acquisire la residenza oppure senza essere ad essa interessati. Più vicini alla realtà sembrano i dati del Ministero dell’Interno che parla dei 18.052 soggiornanti polacchi nella Provincia di Roma. Secondo i dati provenienti dall'Ufficio Statistiche del Comune di Roma, aggiornati al Dicembre 2006, la presenza polacca nel Comune di Roma raggiunge le 12.685 unità.

La concentrazione dei polacchi si realizza in maniera più cospicua nel XIII Municipio (Ostia) con un incidenza di 10% sul totale di immigrati e con un entità di 1.698 iscritti all’anagrafe. Altri Municipi che registrano alta presenza dei polacchi sono: il XIX, il I, il XVIII, il XX, il XVI, il XV e il IV. Le caratteristiche principali della comunità polacca a Roma sono: la prevalenza femminile (63,1%), la giovane età, evidenziata dalla concentrazione (55%) nella classe d’età compresa tra 19 e 40 anni e anche dalla particolarmente alta percentuale delle persone diplomate (50,7%) e laureate (14%).

L’incidenza dei minori polacchi è di circa il 14,3% invece gli ultrasessantenni costituiscono 4,7%. Gli studenti polacchi alle università statali di Roma nel A.A. 2005-2006 erano 326 e in più 70 studenti Erasmus.

I motivi del soggiorno dei polacchi in Italia sono vari: soprattutto il lavoro subordinato (66,2%), seguito dai motivi familiari (23,8%), il lavoro autonomo (3,2%), motivi religiosi (3%) ed i motivi di studio (1,5%).

La maggior parte degli uomini lavora nell’edilizia (19,6%) invece le donne sono inserite nel facilmente accessibile lavoro domestico e di cura (17,3%). Rilevante è anche la quota degli informatici e addetti ai servizi alle imprese (15,6%) e quella degli occupati negli alberghi e ristoranti della Provincia (9,5%). Altri settori dell’inserimento lavorativo sono: la sanità e l’assistenza sociale (7%), i servizi pubblici (5,9%), il commercio al dettaglio (5,7%), il commercio all’ingrosso (2,7%) e i trasporti (2,4%).