Geografia, popolazione e lingua

Geografia

La Federazione Russa, chiamata generalmente Russia e composta da 21 Repubbliche, ha una superficie di circa 17 milioni di km quadrati ed è divisa in due regioni geografiche: la Russia europea e la Russia asiatica (comprendente la Siberia).

Attualmente la Russia, benché molto ridotta rispetto all’estensione dell’Unione Sovietica, costituisce ancora lo Stato più grande del mondo e confina con 18 paesi. Il suo territorio si estende per circa 3.500 km da Nord a Sud e per quasi 10.000 km da Ovest ad Est (con 8 differenti fusi orari).

Come tipo di rilievo prevale la pianura che occupa 3/4 del territorio, spesso paludoso. Più del 45% dello Stato è coperto dalle foreste. Nel Paese si trova il quinto di tutte le foreste del pianeta, e la Taiga russa è considerata la più grande foresta del mondo.

Nella regione meridionale, scorrono i maggiori fiumi europei: il Don, il Volga (il più lungo fiume europeo che scorre per 3531 km) e l'Ural (che segna il confine con l'Asia). I laghi maggiori, Mar Caspio e Bajkal (il più profondo lago di acqua dolce), sono situati ai confini meridionali.

La Russia ha una costa di circa 37.653 km che corre lungo l’oceano Pacifico e il Mar Glaciale Artico; gran parte della costa settentrionale è tuttavia ghiacciata per lunghi periodi dell’anno.


Clima


Dato il suo vasto territorio, dal nord al sud la Russia è attraversata da 4 zone climatiche.
Durante l’inverno le temperature più basse si registrano nella Siberia orientale: a Gennaio si scende fino a - 48° C, ma la minima storica registrata in questa regione è stata di - 67,8°C a Verhojansk, zona soprannominata “polo del freddo”. Lungo le coste artiche e pacifiche la temperatura scende fino a -50 °C a causa dei forti venti.
A Mosca le medie di Gennaio sono di –10 ºC (anche se si raggiungono punte di – 30° C) mentre a San Pietroburgo arrivano a –7 ºC.


Risorse naturali


Il Paese annovera le prime riserve mondiali di petrolio e gas naturale (provenienti soprattutto dalla Siberia occidentale), ma abbondanti sono anche quelle di carbone, ferro, uranio e mercurio. Notevole la presenza di metalli preziosi (oro e platino) e di diamanti.


Popolazione


La Russia è popolata da circa 142.000.000 abitanti che vivono in maggioranza nella parte europea.
Circa 18.000.000 di russi vivono nei Paesi limitrofi alla Federazione mentre circa 4.000.000 di loro vivono nel resto del Mondo.
La Capitale, Mosca, con i suoi 11.500.000 abitanti è una delle città più popolate del pianeta. Altre città con più di un milione di abitanti sono San Pietroburgo, Novosibirsk, Nižnij Novgorod, Omsk, Čeljabinsk, Ekaterinburg, Kazan, Perm’, Ufa, Rostov, Volgograd e Samara.

Mosca

 

Gruppi etnici


I russi sono il più grande gruppo etnico europeo ed uno dei più grandi del mondo. Il nome Russia deriva dal termine ”Rus” (territorio) che anticamente indicava una zona sotto il controllo di un principe locale. La prima Rus si costituì a Kiev ma in seguito, quella di Mosca divenne la Rus più importante. Da allora si iniziò ad usare il termine Russia per indicare i possedimenti di questo grande principato.
I primi antenati dei russi furono le tribù dei primi Slavi orientali che migrarono verso le regioni europee nell'alto medioevo. Alcuni sostengono che i russi etnici sono i discendenti del popolo dei Rus (slavi orientali del Rus di Kiev) che si sono evoluti in una etnia, separandosi dai gruppi che sono poi diventati ukraini e bielorussi. Altri affermano invece che i russi erano un gruppo di origine slava, distinto prima dell'avvento del Rus di Kiev.
Con il termine “russi”ci si riferisce di solito al popolo della Russia nella sua globalità, a discapito delle numerose minoranze etniche presenti nel paese. Ancora oggi la varietà etnica della popolazione è indicativa del sovrapporsi storico dei popoli provenienti da diverse culture.
La Federazione Russa conta circa 160 differenti gruppi etnici che si identificano con altrettante famiglie linguistiche. Circa l'1,6% della popolazione russa, infine, è considerata non appartenente ad alcun gruppo etnico.
Tra i principali gruppi etnici che vivono nella Federazione, il più numeroso è quello dei russi (80% con circa 116 milioni di individui ed un totale di circa 138 milioni di persone sparse nel globo) seguito, in ordine di grandezza, da tatari o tartari (ceppo originario dell’Europa orientale e della Siberia il cui nome deriva da una tribù mongola. Essi sono circa 5.5 milioni), ukraini (di origine slava composto da 3 milioni di individui), baschiri (ceppo di origine turcica composto da 1,7 milioni di persone), ciuvasci (gruppo di stirpe turca che vive nella Ciuvascia e composto da 1,6 milioni di individui), ceceni (il più grande gruppo etnico nativo delle regioni del Caucaso composto da 1,4 milioni di individui) ed armeni (gruppo storicamente stanziato nel Caucaso e nell’Anatolia composto da 1,4 milioni di individui).

I cosacchi, il cui nome deriva dalla parola “nomade” o “uomo libero”, sono un'antica comunità militare, che viveva nella steppa della Siberia e del Kazakistan. Inizialmente con tale termine furono individuate le popolazioni nomadi tartare (mongole) però, a partire dal XV secolo, il nome fu attribuito a gruppi di slavi (per lo più russi e ucraini); in questo senso, i cosacchi non costituiscono un gruppo etnico in senso proprio. Gli ebrei, nonostante la forte emigrazione degli ultimi decenni verso gli USA e Israele, sono ancora molto numerosi.


Lingua


La Russia è caratterizzata da una grande pluralità linguistica e accanto al russo sono parlate circa 150 altre lingue locali. Per tutti i popoli della Federazione è garantito il diritto di conservare la propria lingua.
Prima della Cristianizzazione (988) in Russia non esisteva una lingua comune ma un insieme di dialetti slavo-orientali, nati da uno stesso ceppo e quindi simili fra di loro. Il Cristianesimo portò agli slavi-russi sia la scrittura sia una "lingua già pronta", cioè il dialetto macedone. Essa restò a lungo la lingua riservata ai livelli alti di comunicazione (slavo ecclesiastico) mentre le tradizioni continuavano a tramandarsi in un idioma che, progressivamente, sarebbe diventato il vero e proprio russo.

Scrittura

Alla fine del XIV secolo, la zona di Mosca divenne il centro politico della Russia europea ed il suo dialetto divenne predominante. Anche la lingua scritta, dovendo adattarsi sempre più agli usi civili e non solo religiosi, si contaminò degli elementi propri della lingua parlata, giungendo così a quella che sarebbe stata la lingua dei grandi prosatori e poeti russi dal 1700 in poi.
Pietro il Grande (1708) capì che per favorire la diffusione della scrittura bisognava facilitarne l'apprendimento e così introdusse il cosiddetto “alfabeto cirillico”, utilizzato al giorno d'oggi da russi, ucraini, bielorussi, bulgari e serbi. Ognuno di questi popoli ha inserito alcune varianti locali.