Da molti anni in Russia si combatte una guerra segreta: è quella tra la cultura e il potere. Nel loro paese gli autori delle opere raccolte in questa antologia sono considerati scomodi: accusati spesso di pornografia, di estremismo, di tradimento dello spirito russo, hanno subito pressioni e censure, sono stati al centro di campagne diffamatorie e di condanne che riecheggiano tristemente il destino riservato ad altri scrittori d'eccezione come Solženicyn e Pasternak.

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Dopo aver studiato e tradotto l’opera di Marina Cvetaeva e Arsenij Tarkovskij, Irina Dvizova ed Emiliano Panconesi hanno compiuto una scelta che offre una immagine partecipe e suggestiva di alcuni temi fondamentali comuni ai due poeti.

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È con una penna graffiante e provocatoria che Ljudmila Petruševskaja restituisce innanzitutto a sé stessa la memoria di un’infanzia sovietica a cavallo della seconda guerra mondiale. Il filo dei ricordi si snoda in un quadro familiare ricco e stravagante, dove emergono l’affetto bruciante per il bisnonno Tato, tra i primi ad aderire alla causa bolscevica, le vibrazioni nostalgiche per una madre assente e l’ammirazione per nonno Kolja, il celebre linguista che tenne testa a Stalin. La piccola Ljudmila figura tra i tanti sfollati che nel gelo del 1941 lasciano Mosca per Kujbyšev, al riparo dalla linea del fronte. Con la nonna e la zia, la vita nella cittadina è segnata dagli stenti: cibo e cherosene sono razionati, il calore di un cappotto è un sogno.

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Mercoledì 13 dicembre 2017 ore 18 alla Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, a 100 anni dalla rivoluzione del 1917, verrà proiettato Le Donne di Ryazan di Olga Preobrazhenskaya. Presenta Nadia Pizzuti. Interviene Maria Luisa Boccia. Le donne di Ryazan (Babya Ryazanske) è un film muto del 1927, primo lungometraggio di finzione realizzato da una donna in Urss. E’ un melodramma di ambientazione rurale che si svolge parte prima della rivoluzione del ’17 e parte nei primi anni post-rivoluzionari. Contrappone due figure di giovani donne, Anna, vittima delle tradizioni patriarcali, e Vassilisa, che incarna la ribellione e il cambiamento ed è considerato il primo film femminista sovietico.

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Nei giorni 5-6-7 gennaio 2018 alla Casa del Cinema, Largo M. Mastroianni, 1 – Roma la Cinerivoluzione 17 torna nel 2018! Dopo i numerosi consensi e riscontri ottenuti dalla prima edizione della manifestazione Il progetto e le forme di un cinema politico a cento anni dalla rivoluzione d'ottobre, i promotori dell'iniziativa - Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e Fondazione Gramsci - hanno deciso di dar seguito all'appassionante rassegna cinematografica dei film russi realizzati nel periodo 1925- 1934. Ingresso libero

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Tre personaggi alle prese con disavventure apparentemente lontane si muovono sullo sfondo di una tragedia annunciata, nel livore che l’Unione Sovietica respira mentre osserva un’Europa scossa dalla seconda guerra mondiale. Miša, brillante studente di Letteratura e aspirante poeta, all’improvviso si ritrova sbattuto fuori dall’università, e tra i goffi tentativi di rimediare al guaio in cui è incappato finisce a fare l’inserviente in ospedale.

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