Lunedì, 02 Novembre 2015 14:02

Kunduz un mese dopo: MSF ricorda le vittime

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Martedì 3 novembre 2015 alle ore 11 appuntamento presso l'Arco di Costantino (Colosseo) per  Kunduz un mese dopo: MSF ricorda le vittime e chiede il rispetto delle strutture sanitarie. Perché anche la guerra ha delle regole. A un mese dal bombardamento dell’ospedale traumatologico di MSF a Kunduz nel quale hanno perso la vita almeno 30 persone fra personale medico, pazienti, familiari e personale di servizio MSF organizzerà un evento di commemorazione in questa data in numerose città del mondo. Sarà un momento per ricordare e onorare gli amici, i colleghi e i pazienti e chiedere la protezione delle strutture sanitarie come sancito dal Diritto Internazionale Umanitario

Martedì 3 novembre 2015 alle ore 11 appuntamento presso l'Arco di Costantino (Colosseo) per  Kunduz un mese dopo: MSF ricorda le vittime e chiede il rispetto delle strutture sanitarie. Perché anche la guerra ha delle regole. A un mese dal bombardamento dell’ospedale traumatologico di MSF a Kunduz nel quale hanno perso la vita almeno 30 persone fra personale medico, pazienti, familiari e personale di servizio MSF organizzerà un evento di commemorazione in questa data in numerose città del mondo. Sarà un momento per ricordare e onorare gli amici, i colleghi e i pazienti e chiedere la protezione delle strutture sanitarie come sancito dal Diritto Internazionale Umanitario

Dopo un breve ricordo da parte del presidente di MSF Loris De Filippi, verrà scattata una fotografia che comporrà un mosaico di immagini provenienti da tutto il mondo, per rafforzare il messaggio di solidarietà e la richiesta di MSF.

L’Ospedale di Kunduz aperto da MSF nel 2011, era l’unico centro traumatologico gratuito e completamente funzionante durante i combattimenti degli ultimi mesi. Il bombardamento ha lasciato migliaia di persone senza assistenza sanitaria proprio quando ne hanno più bisogno. La popolazione di Kunduz è costituita da circa 300 000 abitanti ma l’ospedale era un riferimento per tutta la provincia.

Il bombardamento di Kunduz, così come gli attacchi delle ultime settimane in Yemen e in Siria, generano una profonda preoccupazione in chiunque sia oggi impegnato a portare soccorso umanitario alle popolazioni in zone di guerra. Ora più che mai, la possibilità per le persone intrappolate in un conflitto di ricevere assistenza medica imparziale dipendono dalla protezione -sancita dalle convenzioni di Ginevra e dal Diritto Internazionale Umanitario - delle strutture sanitarie, del personale medico e dei pazienti.

Perché anche la guerra ha delle regole.

 

L’Ufficio Stampa di Medici Senza Frontiere
Sara Maresca, 346 6196480, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Chiara Palombella, 335 8489761, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

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Informazioni aggiuntive

  • data inizio: Martedì, 03 Novembre 2015
  • data fine: Martedì, 03 Novembre 2015
Letto 5605 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Novembre 2015 11:29
Federica Q

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