di Marzia Popoli

Mi chiamo Marzia, mio padre è italiano mentre, mia madre è africana e viene dalla Nigeria, questo vuol dire che sono mulatta o, come dico io, “una color latte macchiato”. Per mia fortuna mia madre parla l'inglese e così lo conosco molto bene anche io infatti, quando ero piccola non parlavo italiano, ma inglese e solo a cinque anni ho imparato l'italiano tra casa e scuola.


I miei genitori si sono conosciuti nel 1994 in Nigeria esattamente a Kano (nel nord) che è anche la città della moda. Lì mio padre era andato per motivi di lavoro insieme ad altri suoi carissimi colleghi di GBR radio Roma
che poi è diventata GBR tv. Il loro incontro è avvenuto per la prima volta al supermercato e si
sono piaciuti all'istante: mio padre mi ha sempre detto che una donna così bella non l’aveva mai vista.

di Marzia Popoli

Mi chiamo Marzia, mio padre è italiano mentre, mia madre è africana e viene dalla Nigeria, questo vuol dire che sono mulatta o, come dico io, “una color latte macchiato”. Per mia fortuna mia madre parla l'inglese e così lo conosco molto bene anche io infatti, quando ero piccola non parlavo italiano, ma inglese e solo a cinque anni ho imparato l'italiano tra casa e scuola.


I miei genitori si sono conosciuti nel 1994 in Nigeria esattamente a Kano (nel nord) che è anche la città della moda. Lì mio padre era andato per motivi di lavoro insieme ad altri suoi carissimi colleghi di GBR radio Roma
che poi è diventata GBR tv. Il loro incontro è avvenuto per la prima volta al supermercato e si sono piaciuti all'istante: mio padre mi ha sempre detto che una donna così bella non l’aveva mai vista.

Dopo due settimane di sguardi e sorrisi, finalmente hanno cominciato a parlarsi, ma mio padre non sapeva l'inglese e se ne usciva con delle frasi veramente buffe! Fortunatamente mia madre, che conosceva un po’ di italiano appreso da amici che viaggiavano in Italia per lavoro, gli ha chiesto correttamente “Come ti chiami?”. E questo ha rotto definitivamente il ghiaccio, lasciando mio padre ancora più ammirato e sbalordito.

Così hanno cominciato a frequentarsi per due mesi, dopo i quali, mio padre, finito il suo lavoro in Nigeria sarebbe dovuto tornare a Roma. Ma era così innamorato che ha comunicato al suo ufficio l’intenzione di licenziarsi e di non voler più tornare in Italia.

Nel 1994 dopo il fidanzamento ufficiale, i miei si sono sposati con una grande cerimonia tradizionale scambiandosi le fedi inviate da mio zio, fratello di mio padre. Alla cerimonia erano state invitate tutte le persone del quartiere e quelle più care a mai madre arrivate da Okpella, la sua città che si trova nel sud. Mia nonna materna era rimasta sorpresa da questo matrimonio e comunque considerava una fortuna che mio padre nonavesse gli occhi di un colore diverso dal marrone o dal nero. L’anno dopo, fatto un breve viaggio in Italia, i miei si sono stabiliti a Kano dove siamo nate io e la mia gemella che sfortunatamente è morta subito dopo il parto. Passati sette mesi siamo partiti tutti per l’Italia dove i miei avevano definitivamente deciso di vivere.

All'inizio vivevamo da mio nonno paterno che era solo perché mia nonna paterna non c'era più già da molti anni; ma dopo qualche mese i miei hanno trovato casa nella zona Portuense (Roma).
Ora la famiglia si è moltiplicata: ho altre due sorelle, Marika ha tredici anni e l'ultima, Melissa, di due anni e infine un fratello, Dickson ha nove anni, ma ne dimostra di più per via della sua stazza.

Mia madre dice di non essersi mai sentita straniera o fuori luogo perché la famiglia di mio padre l'ha accolta con braccia e cuore aperti, anzi lei sente di appartenere a quel mondo. Probabilmente a voi che state leggendo il mio racconto non risulterà credibile, che i miei non abbiano mai incontrato persone razziste ed intolleranti nei confronti dei neri o degli occidentali (come qualche volta è capitato a mio padre bianco, anche se in misura minore, in Nigeria) e infatti non è stato così…

Quando mia madre ha aperto un negozio di parrucchiere ha dovuto affrontare le ostilità di altri negozianti vicini a lei che in nome di stupidi pregiudizi le hanno creato un po’ di disagio, ma lei non si è arresa, anzi li ha affrontati con orgoglio e determinazione, facendo capire loro che non si deve reagire in quel modo davanti uno straniero e che tutti hanno gli stessi diritti. Una lezione per loro e un esempio per noi figli.



Marzia Popoli
è nata il 25 Ottobre 1995 a Kano (Nigeria). Frequenta la classe II B Turistico. Grazie alla madre nigeriana, conosce molto bene l’inglese. Quando non studia le piace trascorrere il tempo libero lavorando nel negozio di parrucchiera della madre, andando al cinema o facendo shopping. Da grande vuole diventare avvocato.

Read 1010 times Indietro Last modified on Thursday, 26 April 2012 17:08


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