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Matria. La madre e la patria

L'amore per la madre lontana bloccata nella Siria sconvolta dalla guerra e quello per la patria curda negata dalla violenza e dalla storia sono il fulcro di questa delicata e intensa silloge poetica, scritta col sangue, col dolore, con il trasporto di un animo che patisce l'impotenza del suo esistere di fronte all'immensità degli eventi e dell'assenza. "In ogni parola che ho vergato, c'era la mano di mia madre sulla mia spalla, e la patria che mi sussurrava nella sua lingua segreta… Una lingua che non si scrive con le lettere, ma si ricorda con la nostalgia e si racconta con le lacrime".

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Cicatrice su tela

La forza immortale dell’arte è il filo conduttore che lega i personaggi di questo romanzo e li mette a nudo, in tutta la loro umanità e solitudine. Un viaggio nell’identità, con i personaggi che vivono grandi turbamenti interiori, che mostrano un volto pubblico, ma hanno dentro di sé mondi diversi che a volte si parlano, altre volte si ignorano. Edward vive in Italia dopo essere fuggito dalla sua terra d’origine, la Siria, insanguinata da anni di guerra.

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Nessuno ha pregato per loro

Una mattina di gennaio del 1907 i due amici Hanna e Zakariyya fanno ritorno al villaggio di Hosh Hanna, vicino ad Aleppo, dopo aver trascorso la notte a divertirsi e gozzovigliare. Le loro case, la loro famiglia, tutto è stato spazzato via da un’alluvione, e ad aspettarli non trovano che il silenzio.

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