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Artisti Nomadi in Città d’Arte

Presso Factory - Spazio Giovani Roma Capitale, Ex Mattatoio di Testaccio, è allestita la mostra Artisti Nomadi in Città d'Arte che sarà aperta il 31 maggio e il 1,2,7,8,9 giugno e che si inserisce all'interno della rassegna Ho qualcosa da dire…e da fare. Si tratta di una rassegna di opere di artisti non italiani, che hanno acquisito la maggior parte della loro formazione artistica a Roma.


Nemo profeta in patria

Per gli artisti con identità ibrida, la distanza da casa diventa sovente un motore per dialogare; questo li porta ad appropriarsi della cultura del paese ospite e a sovrapporla e fonderla con la propria. L’artista, in questo caso, produce e si riproduce attraverso la trasformazione. Diventa il mediatore, il profeta transculturale.
Negli ultimi decenni l’esistenza e l‘essenza dell'arte contemporanea è stata costantemente ridefinita attraverso variegate teorie, vedi il post-colonialismo, il multiculturalismo e l’arte glocal e transglocal. Ma a tutt'ora affrontiamo certe difficoltà nella lettura delle opere degli artisti che provengono da una cultura alter per noi. Spesso ci confondiamo e fraintendiamo, la nostra interpretazione viene condizionata da pregiudizi convenzionali.
Gli artisti presenti in questo progetto non sono italiani ma hanno acquisito la maggior parte della loro formazione artistica a Roma. Sono tutti studenti provenienti dall'Accademia di Belle Arti di Roma. Per i giovani artisti che sono stati informati (messi in forma) fuori dalla loro terra, la traccia della loro cultura locale è compenetrata con quella acquisita all'estero.
Hanno in comune una capacità di lettura dell'immagine ibrida, che appartiene alla retina dei nomadi, eppure producono un linguaggio artistico estremamente variato tra loro. Possono parlare la lingua italiana con errori grammaticali, ma hanno scelto un linguaggio universale, il fare artistico; che vive e oltrepassa i confini. Un alfabeto comune e potente che sopravvive alle barriere politiche, economiche e soprattutto culturali.
Adoro spendere il tempo nei musei guardando le opere, perché mi da l'effetto di un viaggio vero, breve nel tempo, ma vero. Apro google map e cerco di tracciare una linea immaginaria che collega Iran, Grecia e Romania, i paesi d’appartenenza degli artisti che ho invitato a viaggiare con me. Mi accorgo che la vera confluenza è che sono nomadi, culturalmente ibridi, proprio come me.
Ci incontriamo a Roma, terra straniera per noi ma terra franca per l'arte e, città d’arte per tutti noi. Ogni artista viaggia con la sua storia e con un bagaglio unico.
Iulia Ghita (Romania,1986), Despina Charitondi (Grecia, 1991), Leila Mirzakhani(Iran,1978), NavidAzimSajadi(Iran,1982), Maziar Mokhtari (Iran, 1980) e Yiannis Vogdanis (Greca, 1991) viaggiano con noi.
H.H, Roma,maggio2013

SCHEDA DELLA MOSTRA
Titolo: Artisti Nomadi in città d'arte all'interno della rassegna "Ho qualcosa da dire…e da fare"
Luogo: FACTORY, Spazio Giovani Roma Capitale (Ex Mattatoio di Testaccio)
Indirizzo: Piazza Orazio Giustiniani, 4
Inaugurazione: 23 maggio 2013 ore 19:00 – 24:00
Apertura: 24,25,26,31 maggio e 1,2,7,8,9 giugno 2013
Ufficio Stampa: artistinomadi@gmail.com


Factory - Spazio Giovani Roma Capitale
Ex Mattatoio di Testaccio

Informazioni aggiuntive

Data inizio:24/05/2024

Data fine:24/05/2024

Pubblicato il