Martedì, 19 Novembre 2013 14:19

Esotico e bizzarro. Il mondo fantastico della ceramica Banko

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Sabato 23 novembre 2013 alle ore 17 presso Doozo Art, Via Palermo 51, si terrà un incontro intitolato Esotico e bizzarro. Il mondo fantastico della ceramica Banko, con un'esposizione di parte della collezione privata di Daniela Sadun, che interverrà all'incontro.
Le origini della ceramica Banko risalgono alla metà del XVII secolo. Prodotto straordinariamente interessante per l’originalità e la creatività che lo contraddistinguono, la manifattura Banko è ancor oggi attiva in Giappone, sebbene poco conosciuta anche in patria.

Sabato 23 novembre 2013 alle ore 17 presso Doozo Art, Via Palermo 51, si terrà un incontro intitolato Esotico e bizzarro. Il mondo fantastico della ceramica Banko, con un'esposizione di parte della collezione privata di Daniela Sadun, che interverrà all'incontro.
Le origini della ceramica Banko risalgono alla metà del XVII secolo. Prodotto straordinariamente interessante per l’originalità e la creatività che lo contraddistinguono, la manifattura Banko è ancor oggi attiva in Giappone, sebbene poco conosciuta anche in patria.

Dal suo inizio fino ai giorni nostri, la ceramica Banko è stata caratterizzata da una notevole varietà di forme, decorazioni e tecniche, fenomeno che di per sé la differenzia da molte altre ceramiche giapponesi, come Bizen, Oribe e Raku.

Gli artigiani sfruttarono non solo le tecniche più note del tornio e del modellato a mano, ma ricorsero anche agli stampi e misero a punto altre tecniche particolari, che sembra siano ancor oggi usate soltanto in questo tipo di ceramica. La ricerca dei ceramisti Banko ha prodotto anche una grande varietà di superfici, che si distinguono per l’uso o meno dell’invetriatura, per l’impiego di argille di colori diversi, per colori che non si ritrovano in altre produzioni giapponesi, ecc.

Anche dal punto di vista estetico si riscontra una grande varietà: accanto a utensili per la cerimonia del tè e a vasi e kyusu (teiere con il manico laterale) caratterizzati da un gusto shibui che corrisponde all’estetica del wabi, si trovano, sia nella produzione più antica, che in quella per l’esportazione, oggetti che sembrano scaturiti da una fantasia che non ha posto limiti alla particolarità delle forme, alla ricchezza delle decorazioni e alla vivacità dei particolari.

Il vero boom nella produzione della ceramica Banko si ebbe durante il periodo Meiji, grazie all’esportazione, soprattutto verso gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia, favorita dal fatto che la produzione avveniva in una cittadina portuale, Yokkaichi (prefettura di Mie), o nelle sue immediate vicinanze.
Un aspetto particolarmente interessante è che la produzione per l’interno e quella per l’estero avevano caratteristiche diverse. Nel caso dei pezzi destinati all’esportazione, stoviglie per uso quotidiano, vasi da fiori di diverse tipologie, teiere in miniatura, soprammobili, venivano appositamente creati per il mercato estero. Dal momento che erano oggetti destinati a fruitori stranieri, gli artigiani cercarono di intuirne i gusti, creando un mondo meraviglioso di strani personaggi, graziosi animaletti, fiori rigogliosi, uccelli variopinti.

Gli artigiani della città di Yokkaichi, tuttora sede dei numerosi forni che producono ceramiche Banko, nel creare manufatti destinati agli appassionati d’oltreoceano scelsero, più di un secolo fa, quella vena umoristica e fantastica che soltanto il design contemporaneo ci ha abituati ad apprezzare nei piccoli oggetti di uso comune che quotidianamente ci circondano.

Doozo Art
Via Palermo, 51
tel. 06 4815655
www.doozo.it

Informazioni aggiuntive

  • data inizio: Sabato, 23 Novembre 2013
  • data fine: Sabato, 23 Novembre 2013
  • Indirizzo: Via Palermo, 51 roma
Letto 1978 volte Ultima modifica il Lunedì, 25 Novembre 2013 10:46
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Alice D

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