Mercoledì, 20 Maggio 2020 15:23

Femonazionalismo. Il razzismo nel nome delle donne In evidenza

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Lunedì 25 maggio 2020 dalle ore 18.30la la Libreria delle Donne di Bologna e Edizioni Alegre in diretta dalla pagina fb della Libreria si tiene la presentazione del libro Femonazionalismo. Il razzismo nel nome delle donne di Sara R. Farris (Alegre, 2019). Marta Panighel (traduttrice) e Giada Bonu ne parleranno insieme all'autrice.

Lunedì 25 maggio 2020 dalle ore 18.30la la Libreria delle Donne di Bologna e Edizioni Alegre in diretta dalla pagina fb della Libreria si tiene la presentazione del libro Femonazionalismo. Il razzismo nel nome delle donne di Sara R. Farris (Alegre, 2019). Marta Panighel (traduttrice) e Giada Bonu ne parleranno insieme all'autrice.

Il concetto di femonazionalismo, coniato da Sara R. Farris in questo libro, è una cornice teorica per leggere un fenomeno inaspettato dell’epoca contemporanea: l’uso da parte dei partiti di estrema destra della rivendicazione dell’uguaglianza di genere per portare avanti politiche islamofobe e razziste.


Oggetto di indagine sono le strategie comunicative della Lega di Matteo Salvini, del Front National francese di Marine Le Pen e del Pvv di Geert Wilders nei Paesi Bassi. Una narrazione di cui troviamo ricorrenze storiche nelle politiche coloniali impegnate a rappresentare gli uomini Altri come minacce sessuali e le donne Altre come proprietà dei “salvatori” bianchi.
Ma il femonazionalismo è una ideologia che scaturisce da un’inedita intersezione tra nazionalisti, politici neoliberisti e alcune associazioni femministe e donne delle istituzioni. Una convergenza che nasce dalla volontà di mantenere la catena materiale della produzione e della riproduzione sociale. Nascondendo le disuguaglianze strutturali dietro conflitti culturali il femonazionalismo contribuisce alla riorganizzazione neoliberista del welfare. Se gli uomini migranti sono accusati di “rubare il lavoro” o essere dei “parassiti del welfare”, le donne migranti invece permettono agli europei e alle europee di lavorare nella sfera pubblica garantendo quel lavoro di cura che le ristrutturazioni neoliberiste hanno mercificato: lavori domestici, baby sitting e assistenza per anziani e disabili.
Ne viene fuori una contraddizione di fondo: si sostiene di voler emancipare le donne non occidentali relegandole in quella sfera lavorativa da cui i movimenti femministi hanno storicamente cercato di liberare le donne. E riducendo il tema dei diritti di genere a uno scontro di civiltà si legittimano le molteplici forme di oppressione che ancora colpiscono le donne.


Sara R. Farris è professoressa associata presso la Goldsmiths University of London. È autrice di "Max Weber’s Theory of Personality. Individuation, Politics and Orientalism in the Sociology of Religion" (Brill, 2013) e di numerose altre pubblicazioni internazionali.

Marta Panighel è dottoranda in Sociologia all’Università di Genova e attivista transfemminista queer. Si interessa di femminismi contemporanei, intersezionalità, razzismo e colonialismo.

Giada Bonu, sarda ma trapiantata in Continente, è attivista femminista, dottoranda in Scienza Politica e Sociologia alla Scuola Normale Superiore, parte del centro di ricerca sui movimenti sociali COSMOS e della redazione di DWF - donnawomanfemme

https://www.facebook.com/events/2706201722817489/



 

 

Informazioni aggiuntive

  • data inizio: Lunedì, 25 Maggio 2020
  • data fine: Lunedì, 25 Maggio 2020
  • Indirizzo: online
  • Depubblicazione homepage: Martedì, 26 Maggio 2020
Letto 96 volte Ultima modifica il Lunedì, 25 Maggio 2020 14:13
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Federica Q

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