Lunedì, 13 Agosto 2007 02:00

Rachid Benhadj

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Cineasta e pittore, Rachid Mohamed Benhadj, laureato in architettura, costruisce la sua passione per il cinema già in Algeria, seguendo una concezione estrosa e audace, ma sempre su solide basi, in grado di suscitare la riflessione sui mali della nostra epoca e stimolare il nostro gusto per il bello e il poetico, come gli è stato riconosciuto con il Premio Ludovico Alessandrini.
Benhadj ha cominciato la sua carriera realizzando ad Algeri dei documentari sulla vita disagiata dei giovani, degli immigrati e delle donne, a confronto con una società fatta di restrizioni e divieti.
Questi stessi temi li ritroviamo nei suoi due lungometraggi Touchia e Louss (Rosa di sabbia), storie di due donne ribelli dalla vita tormentata.
“Fella, giovane donna nel film Touchia, cerca di reagire contro le forze integraliste che vogliono opprimerla. Louss, protagonista de La rosa di sabbia, si occupa del fratello handicappato vivendo l’isolamento e il peso di una società indifferente ai suoi problemi”, ci spiega Rachid.
Sottolineando la vicinanza culturale dell'Italia ai paesi arabi, Rachid si augura una sempre maggiore accoglienza e apertura verso il cinema che da questi paesi proviene.
Così nel film L’albero dei destini sospesi, il giovane immigrato è come una pagina bianca: si innamora di una italiana senza alcuna riserva, essendo del tutto privo di pregiudizi.

Mirka, uscito nel 1999 è stato premiato dall’Unesco in occasione dell’Anno internazionale della mobilitazione contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza.

Nel 2005 esce Pane nudo, film che ha ricevuto diversi riconoscimenti, tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore marocchino Mohamed Choukri: la storia è quella del riscatto del piccolo Mohamed che, dopo un’ infanzia vissuta nella miseria e prostituzione, scopre a vent’anni che la più grande povertà è essere analfabeta.

Cineasta e pittore, Rachid Mohamed Benhadj, laureato in architettura, costruisce la sua passione per il cinema già in Algeria, seguendo una concezione estrosa e audace, ma sempre su solide basi, in grado di suscitare la riflessione sui mali della nostra epoca e stimolare il nostro gusto per il bello e il poetico, come gli è stato riconosciuto con il Premio Ludovico Alessandrini.
Benhadj ha cominciato la sua carriera realizzando ad Algeri dei documentari sulla vita disagiata dei giovani, degli immigrati e delle donne, a confronto con una società fatta di restrizioni e divieti.
Questi stessi temi li ritroviamo nei suoi due lungometraggi Touchia e Louss (Rosa di sabbia), storie di due donne ribelli dalla vita tormentata.
“Fella, giovane donna nel film Touchia, cerca di reagire contro le forze integraliste che vogliono opprimerla. Louss, protagonista de La rosa di sabbia, si occupa del fratello handicappato vivendo l’isolamento e il peso di una società indifferente ai suoi problemi”, ci spiega Rachid.
Sottolineando la vicinanza culturale dell'Italia ai paesi arabi, Rachid si augura una sempre maggiore accoglienza e apertura verso il cinema che da questi paesi proviene.
Così nel film L’albero dei destini sospesi, il giovane immigrato è come una pagina bianca: si innamora di una italiana senza alcuna riserva, essendo del tutto privo di pregiudizi.
Mirka, uscito nel 1999 è stato premiato dall’ Unesco in occasione dell’Anno internazionale della mobilitazione contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l’intolleranza.

Nel 2005 esce Pane nudo, film che ha ricevuto diversi riconoscimenti, tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore marocchino Mohamed Choukri: la storia è quella del riscatto del piccolo Mohamed che, dopo un’ infanzia vissuta nella miseria e prostituzione, scopre a vent’anni che la più grande povertà è essere analfabeta.

Nel 2006 esce il cortometraggio Il compito, la storia di un altro bambino, questa volta figlio di un’immigrata argentina, la cui vita ruota attorno al phone center gestito dalla donna.

Dal 2006 Rachid insegna Regia e Analisi dei film alla scuola di cinema di Cinecittà.

Oltre all’impegno nel campo cinematografico, Rachid Benhadj dipinge. Con le sue opere ha partecipato a numerose mostre internazionali a Parigi, Biaritz, Leningrado, Mosca, Copenhagen, Spagna, Algeri. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti vi è il prestigioso premio internazionale per la pittura alla Mostra Internazionale di Parigi (1973).

Nel 2007, inoltre, insieme al Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha ricevuto il Premio “Una Coppola per il Dialogo”, come riconoscimento a due personaggi che, nei loro rispettivi ambiti, hanno promosso il dialogo tra culture e religione diverse.

Nel 2012 firma Profumi d’Algeri e nel 2016 La stella di Algeri.

Nel 2019 esce Matares, la storia di Mona, una bambina ivoriana di 8 anni, fuggita dal suo paese per stabilirsi insieme alla madre a Tipaza, città costiera algerina fondata dai Fenici, successivamente conquistata dai Romani, di cui sopravvivono le rovine cimiteriali “Matares”. Mona è costretta dal contrabbandiere Cedric a vendere fiori ai turisti per raccogliere i soldi necessari alla traversata del Mediterraneo per raggiungere il padre che vive in Italia. Said, un bambino algerino di 10 anni, vende anche lui fiori ai turisti. L’iniziale scontro tra i due si trasforma ben presto in una vera amicizia, a dispetto della rivalità negli affari, della diversa religione e dei problemi razziali. Il film gli vale il riconoscimento dal CIR (Consiglio italiano per i Rifugiati) di Ambasciatore d'umanità.

Letto 2749 volte Ultima modifica il Lunedì, 06 Luglio 2020 14:50
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