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Istituto culturale dell’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran

Questo istituto, che dipende dal Ministero iraniano della Cultura e Guida islamica, ed opera in coordinamento con l’ambasciata iraniana, è stato fondato a Roma negli anni settanta con il compito di far conoscere la cultura iraniana e contribuire all’approfondimento dei legami di amicizia fra l’Italia e l’Iran.
In particolare l’istituto è in contatto con gli atenei italiani perché offre informazioni e agevolazioni agli studenti italiani affinché conseguano borse di studio presso le università iraniane e per collaborare a iniziative culturali (mostre, manifestazioni musicali e cinematografiche, pubblicazioni) avviate dal mondo accademico italiano e relative all’Iran.
Fornisce in prestito materiali documentari (libri, videocassette, nastri musicali) ed è a disposizione di ricercatori, studiosi, giornalisti per qualsiasi richiesta di approfondimento.
Questo istituto è a disposizione di enti, organizzazioni, gruppi e individui che desiderino organizzare o seguire in Italia corsi di apprendimento della lingua persiana.

via Pezzè Pascolato, 9
tel. 06 3052207 - 06 3052208 fax 06 3017341
rome@icro.ir
http://rome.icro.ir

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Ensamble Navâ

Navâ è  il nome di uno dei sette modi principali della musica persiana e in lingua farsi significa “suono”.Dai sette modi principali, ne derivano altri cinque, che creano nell’esperienza dell’ascolto, ognuno di essi, uno stato d’animo particolare. In farsi tali modi musicali sono chiamati dastgâh.Come in altri paesi, anche in Iran coesistono importanti tradizioni musicali

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Pejman Tadayon

Pejman Tadayon è nato a Isfahan nel 1977.
Fin da bambino, ha coltivato la sua predisposizione per la pittura e nel 1987 ha realizzato la sua prima opera, sotto la guida del maestro Ustad Nasr, famoso ad Esfahan per essere stato uno dei primi ad usare la tecnica figurativa realista per ritrarre la natura, usando la tecnica ad olio.
Da allora, Pejman ha lavorato molto sulle proprie capacità, arrivando a ritrarre soggetti sempre più complessi, come le complicate architetture della sua città e a soli 17 anni è diventato maestro di pittura presso la scuola del nonno.
Nel suo percorso, non ha mai abbandonato altri interessi: si è iscritto alla Facoltà di Ingegneria, ha studiato come autodidatta la filosofia e la storia dell’arte.
La passione per la pittura è stata, per un certo periodo, sostituita da quella per la musica, in particolare per la musica tradizionale dell’Iran e per alcuni strumenti persiani, come il setar.
Successivamente, però, la sua ricerca è andata oltre: è riuscito a coniugare queste due espressioni, a mettere in una lo spirito dell’altra.
È quindi tornato a dipingere, a sperimentare nuove tecniche e nuovi materiali; nel 2003 si è trasferito in Italia, si è iscritto all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ed ha partecipato a varie mostre collettive.
Dal 2003 vive a Roma, continua a studiare pittura e suona nel gruppo curdo-iraniano Sarawan.

Pejman Tadayon
cel. 339 8120101
www.pejmantadayon.com
pejman_tad@yahoo.com

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Mishmash Quartet

Gruppo formato perlopiù da elementi italiani, che però abbraccia, con la sua musica, tutta l’area mediterranea e mediorientale.
Mishmash, termine mobile che in varie lingue racchiude diversi significati legati al concetto di “mescolanza”, propone infatti una versione molto originale e affascinante del complesso di suoni che abitano il Mediteranneo, il mondo medio-orientale e i paesi dell’ Est.
Gli spunti principali sono nel repertorio klezmer, la musica delle comunità ebraiche askhenazite, nelle romanze sefardite che abbracciano un territorio dalla Spagna alla Turchia, nei brani tradizionali di musica persiana e medio-orientale, nei brani originali e d’autore ispirati da queste stesse culture musicali, con scelte di arrangiamento e d’esecuzione che ricreano quel sapore “vagabondo” che da sempre caratterizzano questi repertori.
Il quartetto, che si esibisce regolarmente in numerosi festivals nelle principali città italiane e estere, partecipando anche a trasmissioni radiotelevisive, ha pubblicato gli album Delta (2000) e Parvanè (2003).
È composto da: Mohssen Kasirossafar, percussioni persiane; Bruno Zoia, contrabbasso; Marco Valabrega, violino e viola; Domenico Ascione, chitarre.

Mosshen Kasirossafar
tel. 06 5882484 cel. 328 8718746
www.myspace.com/mohssenkasirossafarmusic
mosshen@mishmashquartet.com
Bruno Zoia
www.brunozoia.com
bruno.zoia@fastwebnet.it
www.mishmashensemble.com

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Mohsen Vaziri

Scultore e pittore iraniano, si è trasferito a Roma nel 1955; qui ha proseguito i suoi studi ed ha iniziato ad esporre le sue opere.
Successivamente è tornato in Iran, dove ha insegnato all’Accademia delle Belle Arti, per poi tornare definitivamente in Italia nel 1985.
Nella sua carriera, ha esposto in numerose mostre, a Teheran e in Italia, ma anche in Germania e negli Stati Uniti.
Inoltre, ha vinto vari premi, fra cui l’ultimo, il premio “Personaggio Europeo 2006", conferitogli dal Comune di Roma.

www.vaziri.it

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Ahmad Rafat

Di padre iraniano e madre italiana, è nato nel 1951 a Teheran, nello stessa palazzina dove aveva sede il settimanale Rafat, fondato da suo padre. Ha studiato Scienze Politiche in Italia e ha frequentato un corso di specializzazione sulla Psicologia dei Mezzi di Comunicazione all'Università di Francoforte. Dal 1976 lavoro come giornalista professionista. Ha lavorato e collaborato con giornali, radio e televisioni italiane, spagnole, britanniche, arabe, americane e iraniane. Si occupa di diritti umani e della libertà d'espressione e grazie al suo lavoro ha ricevuto vari riconoscimenti. Fra i suoi lavori, L’ultima primavera. La lotta per la libertà di informazione in Iran (2006), edito da Polistampa e Iran. La rivoluzione online, Cult Editore, 2010.

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Zatik Associazione di amicizia Italo-Armena

L’associazione si è adoperata sin dal suo nascere per il riconoscimento del genocidio armeno da parte del Parlamento Italiano, obiettivo raggiunto nel 2000, a seguito del lavoro svolto presso tutte le forze politiche e la promozione di diversi convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica e parlamentare.
Zatik è impegnata in numerose attività, fra cui ricordiamo: commemorazione del genocidio armeno il 24 aprile di ciascun anno; appello al Parlamento Italiano per la tutela del patrimonio architettonico, artistico e religioso del popolo armeno; presentazione, in occasione di manifestazioni varie di pubblicazioni riguardanti l’Armenia; richiesta e ottenimento di apertura dell’Ambasciata Italiana a Yerevan; incontri con delegazioni armene in Italia; definizione di progetti di ricerca riguardanti la diaspora armena nei paesi dell’U.E.

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Bijan Zarmandilli

È nato a Teheran nel 1941, ma dal 1960 vive a Roma, dove ha studiato architettura e scienze politiche.
È stato per venti anni fra i quadri dirigenti della sinistra iraniana in esilio e ha partecipato all’opposizione iraniana al passato regime dello scià.
Ha cominciato l’attività giornalistica nel 1980, dopo la rivoluzione islamica, ed è esperto di politica mediorientale per il gruppo L'Espresso-Repubblica. Ha pubblicato saggi sul mondo iraniano e le biografie di Mohammad Mossadegh e dell’ayatollah Khomeini (Ed. Cei, 1974), Documenti di un dirottamento (Ed. Eri, 1988), sul caso dell’Achille Lauro, La grande casa di Monirrieh (Feltrinelli, 2004), ambientato in Iran fra gli anni Trenta e il periodo del conflitto con l’Iraq, L’estate è crudele (Feltrinelli, 2007), che racconta la storia di un amore di Parviz e Maryam, nato e finito ai tempi della repressione in Iran, I demoni del deserto (Nottetempo, 2011) e Il cuore del nemico (Cooper, 2009).

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Pollo alle prugne

Un romanzo sotto forma di fumetto, ambientato in Iran negli anni Cinquanta, racconta gli ultimi giorni di un famoso musicista che si lascia morire per dispetto, dopo che la moglie ha rotto il suo prezioso strumento.
Una riflessione sul piacere, un libro sulla scomparsa dello stesso e sulla morte che ne deriva. E dietro l'agonia del musicista si intravede una storia d'amore finita male e, soprattutto, il ritratto di una società scomparsa: quella dell'Iran dei nonni dell'autrice, un paese lacerato tra modernità e tradizione.

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Persepolis. Edizione integrale

Persepolis non è solo il primo fumetto iraniano ma è anche un romanzo di formazione che testimonia come la gente comune riesce a sopravvivere alla repressione politica e alla guerra.
Una bambina di Teheran ci accompagna dalla propria infanzia all'adolescenza, mentre crolla il regime della Scià, trionfa la rivoluzione islamica, scoppia la guerra con l'Iraq.
Attraverso gli occhi di Marjane, figlia unica di genitori progressisti, e della sua famiglia, prende forma l'accumularsi di tutte quelle vicende che trascinano un paese moderno in un regime fondamentalista.

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Iran. La Persia, la rivoluzione e l’Asse del Male

Dopo l'11 settembre 2001 l'Iran è tornato alla ribalta come componente di quell'asse del male che l'amministrazione Bush ha deciso di combattere nella sua lotta al terrorismo internazionale.
Dopo il problema Saddam, molti credono che il prossimo obiettivo di politica estera sia il paese degli ayatollah, che d'altra parte è già da tempo sul libro nero di Washington.
Il libro ci aiuta a capire con un excursus storico le molteplici identità di questo paese e quale potrà essere il futuro dell'Iran che deve fare oggi i conti non solo con l'evolversi della situazione internazionale ma anche con le istanze interne di una gioventù disillusa.

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