Roma Culture Biblioteche di Roma Roman Multietnica

L’attrice di Teheran

Le protagoniste di questo romanzo sono due donne, due iraniane. La prima, nata dopo la rivoluzione del 1979, e che ha conosciuto solo il regime islamico, è una giovane attrice di grande successo. La seconda, scrittrice rinomata, è cresciuta nell'Iran dello Scià. La ragazza racconta alcuni episodi della propria infanzia, le vessazioni subite dai familiari in quanto laici ed artisti, la folgorante carriera nel cinema, il peso della censura e i lunghi interrogatori da parte dei Guardiani della Rivoluzione.

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Orchestra persiana

Orchestra Persiana diretta dal musicista e compositore iraniano, Pejman Tadayon in collaborazione con il centro Altrevie, via Caffaro 10, presentano un concerto dedicato alla musica e ai canti tradizionali e popolari persiani, con strumenti originali dell'epoca e i canti popolari delle antiche regioni persiane, che si terrà sabato 19 ottobre 2013 alle ore 21.

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Libri persiani in Biblioteca

Nell'ambito del progetto Biblioteche in lingua sono stati acquistati molti libri in lingua persiana, distribuiti presso la biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4, e la biblioteca Enzo Tortora, via Zabaglia 27/b. Si trovano grammatiche, dizionari, letteratura classica e contemporanea, letteratura per l'infanzia e traduzioni dei libri stranieri più letti. L'iscrizione è gratuita e i libri possono essere presti in prestito per un periodo di un mese. Per cercare i libri in catalogo bisogna eseguire una ricerca avanzata dal catalogo http://opac.bibliotechediroma.it/ e scrivere lingua: Persiano.

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Bibliopersiano alla biblioteca Rispoli

Si svolge tutti gli anni presso la Biblioteca Rispoli il Bibliopersiano (a cura di Parisa Nazari e Abolhassan Hatami dell’Associazione culturale italo-iraniana Alefba), un circolo di appassionati della lingua e della cultura persiana, studenti, studiosi, esperti di Medio Oriente, seconde generazioni, che si riuniscono una volta a settimana per praticare la lingua, osservare la grammatica, visionare video in lingua originale. Il laboratorio è aperto a tutti i livelli, ognuno può partecipare in base alla propria conoscenza della lingua. Prevede inoltre incontri legati alla cultura, come concerti, mostre e letture di poesia.

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Alefba – Associazione culturale italo-iraniana

L’associazione, nata nel 2008, si propone come obiettivo ultimo l’intergrazione della popolazione iraniana immigrata in Italia attraverso la creazione di un percorso di partecipazione e di confronto tra valori e culture diversi.
Attraverso la sua attività, l’associazione intende creare dei concreti spazi di colloquio e di reciproca conoscenza per promuovere una convivenza partecipata e basata sul valore dell’arricchimento reciproco. Organizzano varie attività culturali e un circolo di conversazione in lingua persiana presso la Biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4.

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Ensemble Sarawan in concerto

Domenica 20 ottobre 2013 alle ore 21, all'oratorio di via Gonfalone 32, il gruppo di musica persiana e kurda Ensemble Sarawan si esibirà in concerto. Alcuni brani verranno mandati in anteprima durante la trasmissione di Rai Radio 3, La stanza della musica, venerdì 11 ottobre alle ore 22,50.

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Il re

Ho lasciato morti dietro di me, i miei compagni di lotta sono in carcere o sepolti in qualche cimitero, mentre io vengo ricevuto ovunque come un re. Come i precedenti romanzi di Kader Abdolah, anche Il re è frutto di una febbrile urgenza di scrivere, di un dovere etico della memoria. Siamo nella Persia a cavallo tra Otto e Novecento, al centro del Grande Gioco tra Russia, Francia e Inghilterra per il dominio asiatico. Ma è anche l’alba della globalizzazione, una brezza incessante spazza via tradizioni millenarie per portare modernità e profondi cambiamenti. Debole, ostinato, vendicativo, più interessato alle duecentotrenta donne del suo harem e alla gatta Sharmin che ai problemi dell’Iran, lo scià Naser non sa intercettare gli snodi cruciali della Storia, ma proprio per questo mantiene il fascino umano del perdente legato a un mondo che scompare.

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Il messaggero

C’era una volta un popolo che viveva in una terra desertica intorno alla Mecca, era diviso, governato da leggi tribali e venerava idoli di pietra, cui sacrificava le sue figlie femmine. Un popolo di seminomadi poveri e ignoranti, guardati dall’alto in basso dai ricchi mercanti ebrei e schiacciato tra grandi imperi – Bisanzio, la Persia, l’Egitto. Tutte civiltà avanzate, ognuna con un suo profeta, che si chiamasse Mosè, Gesù o Zarathustra, e un suo Libro, e soprattutto ognuna con un unico dio. In quella terra inospitale viveva un mercante scaltro, membro di un clan illustre. Era analfabeta, ma visionario e determinato, e dotato di una curiosità e una fantasia inesauribili. Era un poeta. Il suo nome era Muhammad.

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Ritratti e un vecchio sogno

Un viaggio in Sudafrica diventa per Davud, esule iraniano giornalista ad Amsterdam, la rivelazione delle proprie radici più profonde, il recupero del proprio passato, la scoperta di un’affinità di ricerca d’identità, la storia di un innamoramento, forse di una donna, forse di un paese e della sua poesia. Da quando mette piede sulla bruna terra africana, Davud si sente a casa e scopre di essere vissuto da straniero in quell’Olanda che l’ha accolto come rifugiato politico e di cui ha acquisito la lingua, la nazionalità e i costumi.

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La casa della moschea

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom.

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Calila e Dimna

Dalla scoperta delle Mille e una notte, il mondo esotico di un millenario oriente in cui si mescolano tradizioni indiane, persiane e arabe, con i suoi scià e visir, eremiti e bramini, fanciulle belle come la luna e mariti gelosi, servi infidi e improvvidi mercanti, animali parlanti a specchio di umani vizi e virtù, è per noi sinonimo di fiaba, parte inscindibile del nostro immaginario fantastico. È a questa stessa tradizione che appartiene Calila e Dimna, “uno dei sei o sette antichi libri persiani più importanti, la nostra prosa più bella”, dice Kader Abdolah che l’ha voluto rielaborare nel suo olandese icastico e poetico, per offrirlo in moderna versione, filtrata dalla sua sensibilità di scrittore esule, come un “antico gioiello” donato ai lettori occidentali.

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Scrittura cuneiforme

Ismail, esule politico iraniano rifugiato in Olanda, riceve un giorno un misterioso taccuino, scritto in strani caratteri incomprensibili. È il quaderno che suo padre Aga Akbar, riparatore di tappeti sordomuto e analfabeta, portava sempre con sé. Peregrinando tra le montagne innevate al confine tra Iran e Urss, nei villaggi dove si tessevano tappeti volanti e i santi aspettavano il Messia leggendo libri in fondo ai pozzi, Aga Akbar registrava i suoi pensieri nell’unica scrittura che conosceva, i caratteri cuneiformi copiati da un’iscrizione rupestre. Ismail, che di suo padre era stato “la bocca e le orecchie”, si pone il compito di tradurlo, per perdonarsi di averlo abbandonato e riconciliarsi con il proprio destino.

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Il viaggio delle bottiglie vuote

Bolfazl è un esule iraniano che ha trovato rifugio in Olanda. Nonostante le difficoltà che deve affrontare in questa nuova esistenza, vive il suo stato di esule con grande forza d'animo, sensibilità, desiderio di comprendere e volontà di integrarsi. Nel suo cammino è aiutato dal vicino di casa René, un ex artista, sposato e con una figlia, che scopre di essere omosessuale. L'emarginazione cui è sottoposto René è identica a quella provata da Bolfazl.

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La veste strappata

Gli otto racconti di Nahid Tabatabai spaziano dal frammento alla narrazione ampia che esplora in tre storie di donne un unico evento. Comune a tutti è la capacità di cogliere la soggettività dei sentimenti all'interno di un quadro sociale di cui non si ignorano le violente contraddizioni. L'immagine metaforica della "veste strappata" suggerisce dolorosamente la nuda realtà che affiora attraverso lo squarcio aperto da un momento, un evento che disvela una verità nascosta, spesso ignorata dagli stessi protagonisti.

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A quarant’anni

La crisi di una quarantenne iraniana che rimpiange le occasioni mancate di una gioventù all'ombra della rivoluzione khomeinista. Un romanzo "borghese", costruito attorno alle vicende Alaleh, quarantenne iraniana che divide la sua vita tra il lavoro in una grande compagnia della capitale, e una famiglia affettuosa e complice. Una vita scossa dall'irruzione di un vecchio amore, che riporta la protagonista agli anni della sua gioventù, a rimpianti e sogni consumati sullo sfondo della rivoluzione guidata da Khomeini, che avrebbe cambiato il volto dell'Iran per i decenni a venire.

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Fede Bahá’í

Fondata oltre un secolo e mezzo fa, la Fede Bahá’í si è diffusa in tutto il globo. Appartenenti alla Fede Bahá’í vivono in oltre 100.000 località e provengono da ogni nazione, gruppo etnico, cultura, professione, e classe sociale ed economica. I bahá’í credono che la sfida che l’umanità deve affrontare oggi sia quella di riconquistare la dimensione interiore dell’individuo e di costruire una nuova dimensione sociale capace di produrre e mantenere uno stato continuo di vera pace e progresso individuale e sociale.

Il fondatore della Fede Bahá’í, Baha’u’llah (1817-1892), è considerato dai baha’i l’Inviato di Dio per la nostra epoca, il più recente di una serie di Messaggeri divini che risale alla preistoria e proseguirà nel futuro.

La religione Baha’i è nata in Iran nel 1844. Nel mondo i suoi seguaci sono oltre 6 milioni, è la seconda religione al mondo per distribuzione geografica. Non vi è clero. L’amministrazione è costituita da organismi
eletti a livello locale, nazionale e internazionale.

La comunità è rappresentata presso l'ONU dalla Bahá’í International Community (www.bic.org)

I baha’i in Iran sono circa 300.000 e rappresentano una minoranza religiosa molto numerosa.

Alcuni principi della Fede Baha’i  sono i seguenti:

Unità della razza umana;
Unità delle religioni;
Armonia tra scienza e religione;
Condanna di ogni pregiudizio;
Abolizione degli estremi di povertà e ricchezza;
Parità dei diritti dell’uomo e della donna;
Istruzione obbligatoria universale;
Istituzione di un tribunale mondiale;
Adozione di una lingua universale ausiliaria.

A Roma c’è una comunità di circa 100 baha’i, molti di origine iraniana.

www.bahai.it

Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í d'Italia
via Stoppani, 10
tel. 06 8079647 - fax 06 8070184

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Ensemble di musica antica Ziryab

Domenica 15 aprile, alle ore 18, presso il Museo Nazionale dell’Alto Medioevo, in viale Lincoln 3,il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con la Sopraintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, in occasione della XIV Settimana della Cultura, presenta il concerto dal titolo Mediterraneo Medievale; viaggio tra Oriente e Occidente sulle antiche radici musicali della cultura musulmana, ebraica e cristiana.

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Yan Lianke e Bijian Zarmandili alla Fiera Più libri Più liberi

Edizioni Nottetempo sarà presente alla Fiera Più libri Più liberi - Palazzo dei Congressi, Piazzale Kennedy 1, con due importanti scrittori: sabato 10 dicembre alle ore 17 (Sala Rubino) con la presentazione del libro Il sogno del villaggio dei Ding dello scrittore cinese Yan Lianke. Intervengono insieme all’autore Ginevra Bompiani e Renata Pisu. Domenica 11 dicembre alle ore 17 (Sala Smeraldo) con il libro I demoni del deserto dello scrittore iraniano Bijan Zarmandili. Interviene insieme all’autore Antonia Arslan. Letture di Paola Pitagora.

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