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Musica sin fronteras: una serata di musica e solidarietà alla scoperta del Cile

Domenica 8 ottobre 2017 alle ore ore 21.30 al Teatro delle Muse, Via Forlì, 43 il COMI, con il patrocinio dell'Ambasciata del Cile e in collaborazione con il Gruppo Musicale Chiloe, l'​A​​ss​ociazione Antu&Kuyén e la Fondazione Mondo Digitale presenta Musica sin fronteras: una serata di musica e solidarietà alla scoperta del Cile. Protagonista della serata sarà Héctor Titín Molina, un maestro della musica cilena, ricercatore e cantautore delle tradizioni culturali indigeni Mapuche. Prenotazione obbligatoria. Il ricavato della serata andrà a sostegno del progetto Textil PO.MA, dell'Associazione cilena di donne indigene mapuche MEDEMA.

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Altri mondi letterari: Grafias incontra Rodrigo Elgueta

Mercoledì 6 settembre 2017 alle ore 20, alla libreria Giufà, via degli Aurunci 38, l’illustratore cileno Rodrigo Elgueta presenta Gli anni di Allende (Edicola), dialogando con Cecilia Raneri e Serena Talento della redazione di Grafias e con l’illustratrice Veronica Leffe, membro del collettivo TerraNullius Narrazioni Popolari. L’artista molisana Chiara Scarpone, con voce e chitarra, accompagnerà l’incontro con un omaggio a Violeta Parra, simbolo del folklore cileno.

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Un nome da torero

Nel pieno della Seconda guerra mondiale, una collezione di antiche monete d'oro sottratta dalla Gestapo al suo legittimo proprietario, scompare. A rubarla sono stati due soldati tedeschi, che sognavano la libertà lontano dal loro paese. Cinquant'anni dopo, in una Berlino ormai liberata dal Muro, un ex guerrigliero cileno riceve da una compagnia di assicurazioni l’incarico di ritrovare il tesoro là dove uno dei due complici lo ha sepolto: nella Terra del Fuoco.

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Incontro con la scrittrice cilena Nona Fernández

Lunedì 15 maggio 2017 alle ore 18, la scrittrice cilena Nona Fernández, sarà ospite all'incontro organizzato dall’IILA – Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, l’Ambasciata del Cile in Italia, le case editrici Gran Vía ed Edicola. Insieme all’autrice interverranno gli editori Annalisa Proietti per Gran Vía e Paolo Primavera per Edicola. Saranno presentati i sue due nuovi libri Mapocho e Chilean Electric. Nata a Santiago del Cile nel 1971, Nona Fernández è scrittrice, sceneggiatrice e attrice. Nel 2011, nell’ambito della Fiera del Libro di Guadalajara, è stata inserita nella rosa dei 25 “segreti” meglio custoditi della letteratura latinoamericana.

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Risposta multipla

In bilico tra fiction e non fiction, tra romanzo e gioco letterario, Zambra riflette sulla memoria e sui dilemmi di una società obbligata al silenzio come quella cilena ai tempi della dittatura - dando vita a un'opera unica. Ma "Risposta multipla" è molto più che un divertimento.

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La danza della realtà di Alejandro Jodorowsky

Venerdì 23 dicembre 2016 dalle ore 19.30 alle ore 21.45 presso il Cine Detour in via Urbana, 107 dal festival di Cannes 2016 in esclusiva romana sarà proiettato La danza della realtà (Cile, 2013, 125′, v.o. spagnola, sott. italiano) con Alejandro Jodorowsky, Brontis Jodorowsky, Axel Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores.

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Facetas ocultas

Fino a 4 mercoledì gennaio 2017 presso l'Istituto Cervantes Roma, in piazza Navona, si potrà visitare la mostra di fotografia contemporanea Facetas ocultas (Fotografia cilena 1980 - 2015), organizzata dall’Ambasciata del Cile in Italia, con opere dei fotografi cileni Zaida Gonzales, Claudio Pérez, Luis Navarro, Alvaro Hoppe, Alejandro Hoppe e Eleonora Vicuña.

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La fine della storia

Juan Belmonte, dopo aver combattuto tante battaglie – prima fra tutte quella al fianco di Salvador Allende – da anni ha deposto le armi e vive tranquillo in una casa sul mare nell’estremo sud del Cile, insieme alla sua compagna Verónica, che non si è mai completamente ripresa dopo le torture subite all’epoca della dittatura. Belmonte è un uomo stanco, disilluso, restio a scendere in campo. Ma il passato torna a bussare alla sua porta. I servizi segreti russi, che conoscono bene il suo curriculum di esperto di guerra sotterranea e infallibile cecchino, hanno bisogno di lui.

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Notturno cileno

«Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all'improvviso le cose sono emerse». L'uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza, per «chiarire certi punti», per smentire le «infamie» messe in giro su di lui da quel «giovane invecchiato» che da un pezzo lo perseguita coprendolo di insulti – ombra, o fantasma, o figura della sua innocenza perduta –, è stato un sacerdote, un membro dell'Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma è stato soprattutto uno che ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà.

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Chiamate telefoniche

I quattordici racconti che compongono questa raccolta apparsa nel 1997, agli esordi della carriera di Roberto Bolaño, distillano già quelle che saranno le ossessioni ricorrenti della sua narrativa e i temi attorno a cui si addensano: la letteratura, la violenza – appena sussurrata o quanto mai tangibile –, l'amore e il sesso. Il lettore vi incontrerà esistenze borderline, apolidi e insane, alla ricerca di un senso o che al senso hanno rinunciato, sballottate dal caso e da un'assurda quotidianità, tra amori infelici, errori evitabili e solitudini.

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Stella distante

Chi era Carlos Wieder? Un poeta o un assassino? Un artista o un criminale? Un pilota spericolato che si esibiva in performance di «scrittura aerea» o un autore di snuff movies? E ha veramente arrestato e torturato e ucciso, nei mesi successivi al golpe di Pinochet, decine di persone, per poi esporre le foto dei cadaveri ridotti a brandelli perché convinto della assoluta, gra­tuita purezza del male – perché solo il dolore è in grado di rivelare la vita, e lo scopo della sua era «l'esplorazione dei limiti»? Nulla, sembra ribadire Bolaño, è più sfuggente della verità.

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La letteratura nazista in America

Di tutti i libri di Bolaño, La letteratura nazista in America è certo il più intensamente, smodatamente, spudoratamente borgesiano – e anche wilcockiano, se si pensa alla Sinagoga degli iconoclasti. E insieme rappresenta, se così si può dire, la quintessenza della «bolañità». In apparenza, l'oggetto è sobrio e rassicurante: un panorama degli scrittori filonazisti, di ognuno dei quali si traccia il percorso biografico e si dà conto della produzione; si descrivono perfino alcune opere, nonché i rapporti intercorsi fra di loro, le riviste che li hanno ospitati, le case editrici che li hanno pubblicati, e alla fine del volume figurano un indice dei nomi e una bibliografia.

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Parla (e suona) con me!

Sabato 12 dicembre 2015 alle ore 18 presso il RistorCaffè Vecchia Roma, via San Giovanni in Laterano 254, si terrà il terzo appuntamento organizzato nell'ambito del progetto di Servizio Civile Nazionale Parla (e suona) con me!. Il Cile sarà protagonista attraverso le poesie dei premi Nobel Pablo Neruda e Gabriela Mistral, recitate dall'attrice Carolina Patiño che verrà accompagnata alla chitarra e al charango da Barbara Cestoni. La serata proseguirà in compagnia dei nostri ospiti con una cena a base di piatti tipici cileni, per cui è necessaria la prenotazione.

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L’avventurosa storia dell’uzbeko muto

La giovinezza, si sa, è l’età degli ideali, delle grandi battaglie, ma anche del velleitarismo, delle bevute con gli amici, dell’inquietudine sentimentale. E i giovani sudamericani degli anni Settanta non facevano certo eccezione. In questo «romanzo in storie» Luis Sepúlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell’affetto e dello humour, che stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e i momenti di entusiasmo della sua giovinezza militante.

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Un’idea di felicità

La felicità è ancora di questo mondo? In un'epoca frettolosa e spesso cupa, dai ritmi di vita e di lavoro innaturali, dov'è finito il tempo per la vita, per la persona, per la condivisione? C'è ancora, è la risposta di Luis Sepùlveda e Carlo Petrini, purché sappiamo trovarlo, rubando ai nostri giorni frenetici lo spazio per far germogliare un seme, per scambiarci un aneddoto spezzando il pane, o per fare la nostra parte nella battaglia per un mondo più sostenibile e generoso.

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La pista di ghiaccio

Un noir. Un amore di perdizione per una donna imprendibile e conturbante, una truffa e un crimine assurdi o futili; due balordi; l'inchiesta; e sotto tutto e tutti il gorgo risucchiante dell'incerto destino. Solo che su questi elementi strutturali del noir, tracciati con una intenzionale callligrafia a rendere più ironica la futilità dei moventi e l'inezia delle personalità in campo, interviene il tocco di Bolaño, con la sua vocazione a raccontare la vita di traverso usando la maschera dell'invenzione e del gioco intellettuali.

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Puttane assassine

Roberto Bolaño, lo scrittore prematuramente scomparso e considerato il più importante della sua generazione di latinoamericani, è stato itinerante nella vita come nella narrativa tra il suo continente e l'Europa e l'Africa. Nei tredici racconti di questa raccolta (che potrebbero formare un unica biografia degli incontri verosimili o veri che capitano a un esule in fuga) Bolaño è contemporaneamente il cronista di una quotidianità assurda, frantumata e inconsapevolmente crudele, e il visionario capace di spingere le situazioni vertiginosamente verso la morte, il sogno, l'attesa di catastrofe, l'allucinazione o il gioco intellettualistico. Di girovagare senza pace tra la crudeltà, il sentimentalismo e i desideri del nostro caos giornaliero.

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