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I colori del mondo. Arti e culture per la pace

Giovedì 12 dicembre 2013 alle ore 20 Cipax, via Ostiense 152/B, organizza la serata I colori del mondo. Arti e culture per la pace, un luogo di pace per ascoltare racconti, scambiare esperienze, costruire il futuro arti e culture per la pace. A seguire concerto di musiche orientali e occidentali con il concerto di Vahid Haji Hosseini, artista iraniano, e Coro Iride, diretto dal Maestro Fabrizio Barchi. In collaborazione con Adista, Calcio Sociale, CdB San Paolo, Confronti, Donne per la Dignità, FUCI, Pax Christi.

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Figlie dell’Iran

Venerdì 6 dicembre 2013 alle ore 17.30 presso la biblioteca Elsa Morante, via Adolfo Cozza 7 (Lido di Ostia), si terrà la presentaz. del libro Figlie dell'Iran, di Reza Olia (ouverture edizioni). Conducono Vanda Piccolomini e Roberto Ribeca. Partecipa il giornalista Sandro Sabatini. Reza Olia ha raccolto varie testimonianze dirette di donne iraniane riuscite a fuggire in Italia, in Francia e in altri Paesi, ritrovando la volontà di continuare a vivere dopo il carcere politico, le torture e le violenze di ogni genere subite in Patria.

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Pejman Tadayon ensemble

Domenica 1 dicembre 2013 alle ore 20 presso L'asino che vola, Via Antonio Coppi 12, si terrà la presentazione del disco Universal Sufi music. Un ensemble di musica e danza sufi diretto da Pejman Tadayon, che unisce musica, danza e poesia per celebrare alcuni dei più grandi mistici di tutti i tempi: Jalalludin Rumi, Hafez, Omar Khayyam, e per diffondere il loro messaggio universale di armonia e pace fra tutte le religioni e le culture, come è tradizione delle confraternite sufi. Ingresso libero.

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Mediterraneo Medievale

Sabato 30 novembre 2013 alle ore 21 a Palazzo Torlonia (Borgo di Ceri - Cerveteri) l'Ensemble Ziryab si esibirà in un concerto dal titolo Mediterraneo Medievale. Viaggio tra Oriente e Occidente sulle antiche radici musicali della cultura musulmana, ebraica e cristiana.

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In principio era la danza

Sabato 9 novembre 2013 alle ore 20,30 si terrà uno spettacolo di danza e musica del folklore iraniano a cura del gruppo Vazhik, composto da artisti iraniani residenti in Italia; coreografie, regia e costumi di Hadi Habibnejad. L'evento, organizzato con la collaborazione dell'Associazione Culturale Italo Iraniana Alefba, si terrà presso il Teatro San Luigi Guanella, in via Girolamo Savonarola 36.

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Viene a trovarmi Simone Signoret

Nell'Iran della fine degli anni settanta, preso tra gli ultimi splendori della corte dello Scià e l'imminente ritorno in patria di Khomeini, due ragazzi, Elias - ebreo - e Simin - musulmana - scoprono di amarsi e, tra una manifestazione di piazza e una lettura di poeti contro il regime, affrontano titubanti e stupiti l'alba dei loro sentimenti. A raccontarne la storia trent'anni dopo, a comporre tra ricordo e immaginazione quei giorni, è Ciangis Salami. Amico dei due e regista condannato dalla censura per un soggetto colpevole di "ammiccamenti al sionismo", tra le mura del penitenziario di Evin ricostruisce la loro vicenda, convinto di regalare dopo anni di fallimenti un capolavoro al cinema iraniano.

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Pejman Tadayon ensemble

Ensemble di musica e danza sufi diretto da Pejman Tadayon, unisce musica, danza e poesia per celebrare alcuni dei più grandi mistici di tutti i tempi: Jalalludin Rumi, Hafez, Omar Khayyam e per diffondere il loro messaggio universale di armonia e pace fra tutte le religioni e le culture, come è tradizione delle confraternite sufi.
Insieme alla musica tradizionale persiana che fa rivivere questo messaggio, suonata con gli strumenti originali come setar, ney, tar , oud, tombak, daf, vengono recitati i poemi dei grandi mistici sufi che più rappresentano la loro ricerca spirituale, mentre l'intervento di danzatori rievoca il Sema dei dervisci rotanti Mevlevi, oltre che l'arte dell'antica danza persiana.

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Barbad Project

Barbad, inizialmente chiamato Masnavì come uno modi della tradizione musicale iraniana classica dei “gushe” dei “dastgah”, già dal 2011 è stato accolto in Italia e in Francia con grande interesse e curiosità da parte del pubblico amante della musica e della danza iraniana.
Del gruppo fanno parte i fratelli Mohssenipour (Reza, Hamid e Navid), Ramin Rahmi, Paolo Modugno, e saltuariamente Pejman Tadayon e Ranà Shieh. Collabora con il danzatore Sharokh Moshkin Ghalam, che vive a Parigi. Nella loro carriera ricordiamo esibizioni con artisti come Said Shanbehzadeh accompagnato dal Shanbehzadeh Ensemble e nell'ambito del prestigioso festival musicale Cori in Coro organizzato a Salerno, dove il gruppo si è confrontato con la sperimentazione della musica popolare del sud Italia eseguita però con i classici strumenti musicali persiani.

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Viene a trovarmi Simone Signoret

Martedì 29 ottobre 2013 dalle ore 19 presso la Biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4, si terrà la presentazione del libro Viene a trovarmi Simone Signoret dello scrittore italo-iraniano Bijan Zarmandili. A parlarne con l'autore sarà Vieri Razzini, con la partecipazione di Ginevra Bompiani della Casa Editrice Nottetempo. Nell'Iran della fine degli anni settanta, preso tra gli ultimi splendori della corte dello Scià e l'imminente ritorno in patria di Khomeini, due ragazzi, Elias - ebreo - e Simin - musulmana - scoprono di amarsi e, tra una manifestazione di piazza e una lettura di poeti contro il regime, affrontano titubanti e stupiti l'alba dei loro sentimenti.

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L’attrice di Teheran

Le protagoniste di questo romanzo sono due donne, due iraniane. La prima, nata dopo la rivoluzione del 1979, e che ha conosciuto solo il regime islamico, è una giovane attrice di grande successo. La seconda, scrittrice rinomata, è cresciuta nell'Iran dello Scià. La ragazza racconta alcuni episodi della propria infanzia, le vessazioni subite dai familiari in quanto laici ed artisti, la folgorante carriera nel cinema, il peso della censura e i lunghi interrogatori da parte dei Guardiani della Rivoluzione.

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Orchestra persiana

Orchestra Persiana diretta dal musicista e compositore iraniano, Pejman Tadayon in collaborazione con il centro Altrevie, via Caffaro 10, presentano un concerto dedicato alla musica e ai canti tradizionali e popolari persiani, con strumenti originali dell'epoca e i canti popolari delle antiche regioni persiane, che si terrà sabato 19 ottobre 2013 alle ore 21.

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Libri persiani in Biblioteca

Nell'ambito del progetto Biblioteche in lingua sono stati acquistati molti libri in lingua persiana, distribuiti presso la biblioteca Rispoli, piazza Grazioli 4, e la biblioteca Enzo Tortora, via Zabaglia 27/b. Si trovano grammatiche, dizionari, letteratura classica e contemporanea, letteratura per l'infanzia e traduzioni dei libri stranieri più letti. L'iscrizione è gratuita e i libri possono essere presti in prestito per un periodo di un mese. Per cercare i libri in catalogo bisogna eseguire una ricerca avanzata dal catalogo http://opac.bibliotechediroma.it/ e scrivere lingua: Persiano.

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Ensemble Sarawan in concerto

Domenica 20 ottobre 2013 alle ore 21, all'oratorio di via Gonfalone 32, il gruppo di musica persiana e kurda Ensemble Sarawan si esibirà in concerto. Alcuni brani verranno mandati in anteprima durante la trasmissione di Rai Radio 3, La stanza della musica, venerdì 11 ottobre alle ore 22,50.

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Il re

Ho lasciato morti dietro di me, i miei compagni di lotta sono in carcere o sepolti in qualche cimitero, mentre io vengo ricevuto ovunque come un re. Come i precedenti romanzi di Kader Abdolah, anche Il re è frutto di una febbrile urgenza di scrivere, di un dovere etico della memoria. Siamo nella Persia a cavallo tra Otto e Novecento, al centro del Grande Gioco tra Russia, Francia e Inghilterra per il dominio asiatico. Ma è anche l’alba della globalizzazione, una brezza incessante spazza via tradizioni millenarie per portare modernità e profondi cambiamenti. Debole, ostinato, vendicativo, più interessato alle duecentotrenta donne del suo harem e alla gatta Sharmin che ai problemi dell’Iran, lo scià Naser non sa intercettare gli snodi cruciali della Storia, ma proprio per questo mantiene il fascino umano del perdente legato a un mondo che scompare.

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Il messaggero

C’era una volta un popolo che viveva in una terra desertica intorno alla Mecca, era diviso, governato da leggi tribali e venerava idoli di pietra, cui sacrificava le sue figlie femmine. Un popolo di seminomadi poveri e ignoranti, guardati dall’alto in basso dai ricchi mercanti ebrei e schiacciato tra grandi imperi – Bisanzio, la Persia, l’Egitto. Tutte civiltà avanzate, ognuna con un suo profeta, che si chiamasse Mosè, Gesù o Zarathustra, e un suo Libro, e soprattutto ognuna con un unico dio. In quella terra inospitale viveva un mercante scaltro, membro di un clan illustre. Era analfabeta, ma visionario e determinato, e dotato di una curiosità e una fantasia inesauribili. Era un poeta. Il suo nome era Muhammad.

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Ritratti e un vecchio sogno

Un viaggio in Sudafrica diventa per Davud, esule iraniano giornalista ad Amsterdam, la rivelazione delle proprie radici più profonde, il recupero del proprio passato, la scoperta di un’affinità di ricerca d’identità, la storia di un innamoramento, forse di una donna, forse di un paese e della sua poesia. Da quando mette piede sulla bruna terra africana, Davud si sente a casa e scopre di essere vissuto da straniero in quell’Olanda che l’ha accolto come rifugiato politico e di cui ha acquisito la lingua, la nazionalità e i costumi.

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La casa della moschea

Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti e capo del bazar, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. La dimora adiacente alla moschea è pervasa da miti e antiche tradizioni, immagine armoniosa di una società che sta per essere attraversata dagli sconvolgimenti del presente, come fa presagire la massa di formiche che invade il cortile della casa nell'incipit del romanzo. Il piccolo centro religioso di Senjan rischia di rimanere lontano sia dalla modernizzazione filo-occidentale imposta dallo scià che dall'intransigente reazione oscurantista che si prepara nella roccaforte degli ayatollah di Qom.

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