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Il sentiero delle babbucce gialle

Venerdì 27 novembre 2020 alle ore 17 lo scrittore iraniano Kader Abdolah presenta in diretta streaming, il suo ultimo romanzo Il sentiero delle babbucce gialle (Iperborea) in dialogo con le libraie Maria Carmela Sciacca di Vicolo Stretto e Paola Piolatto di I libri di Eppi. Interprete Sonia Folin.

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Quarta Conferenza su Dialogo Culturale fra Iran e Italia

Si tiene mercoledì 28 ottobre 2020 dalle ore 12:30 alle 15:50 la Quarta Conferenza su Dialogo culturale fra Iran e Italia. La conferenza è stata organizzata dall'Università Allameh Tabataba'i in collaborazione con l'Università La Sapienza, l'Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell'Iran in Italia e altri istituti. L'evento si svolgerà in modalità online.

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Sedici parole

Giovedì 22 ottobre 2020 alle ore 19 presso il Goethe-Institut di Roma in Via Savoia, 15 è previsto l'incontro con la scrittrice Nava Ebrahimi in occasione della presentazione dell’edizione italiana del suo libro Sedici parole (Keller Editore, 2020). Modera: Paolo Restuccia.

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Giornata Iran 2020 ai Giardini della Filarmonica

Giovedì 10 settembre 2020 presso i Giardini della Filarmonica Romana, via Flaminia 118, si tiene la Giornata Iran 2020, organizzata in collaborazione con Associazione Culturale Italo Iraniana Alefba, Rassegna Cinematografica Operazione Peace Dreaming e Taberna Persiana. Alle 17.30 Testimonio, quindi esistoInstallazione a cura di Collettivo RAVI. Alle 20.45 Dreaming Peace and justice - musica e performance teatrale a cura di Barbad Project e RomeOrient Ensemble dedicato a Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana per i diritti umani.

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Cultura iraniana in diretta con Antonello Sacchetti

Prosegue ancora per questa settimana, prima della pausa estiva, la programmazione dedicata alla cultura iraniana proposta dal giornalista Antonello Sacchetti, curatore del blog Diruz. Ecco i prossimi appuntamenti: martedì 21 luglio 2020 alle 19: Il tappeto persiano. Diretta con Taher Sabahi. Mercoledì 22 luglio alle 19, Visioni persiane – Fotocronache di un viaggio. Diretta con Franco Zampetti Franco Zeta. Venerdì 24 luglio alle 19, Cosa leggo in vacanza? Diretta con Giacomo Longhi. Sul profilo facebook dell'autore oppure su http://www.diruz.it/diruz-in-diretta/

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Storia alternativa dell’Iran islamico. Dalla rivoluzione di Khomeini ai giorni nostri (1979-2019)

A quarant’anni dalla rivoluzione islamica in Iran, l'autore racconta la storia dell’Iran con un taglio anticonformista da un punto di vista sociologico, confutando la vulgata diffusa in Occidente, che ha cercato di liquidare la questione iraniana accomunandola erroneamente alla più generale “questione islamica”. Particolarmente interessanti sono la ricostruzione dei tentativi di imporre una rivoluzione colorata nel Paese e la storia degli ultimi cinque anni, molto rilevanti per il mutamento in atto del Paese.

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Tutto il mare tra di noi

La mamma e Mahtab sono emigrate negli Stati Uniti: è così che Saba, a undici anni, si spiega la loro improvvisa scomparsa. Lei è rimasta a vivere con il padre, in un villaggio dell'Iran travolto dalla rivoluzione islamica. Ma perché nessuno vuole darle notizie della madre e della sorella gemella? E perché, tra le due figlie, non è stata destinata lei a una vita migliore? Saba cresce tra questi interrogativi, sospesa tra la vana speranza di una lettera e il sospetto di una verità troppo dolorosa da accettare. Si chiede quanti cucchiaini di terra e di mare le servirebbero per coprire la distanza che la separa dalla sorella perduta, e cerca di colmare quel vuoto con tesori di contrabbando: riviste, musica e videocassette americane, illegali in Iran, comprate e consumate di nascosto come piaceri proibiti. Eppure, con l'approssimarsi dell'età adulta, Saba si rende conto che nemmeno un nuovo album di Madonna o una puntata di "Genitori in blue jeans" possono metterla al riparo dalla vita vera, quella fatta di chador neri e matrimoni combinati. Nulla, però, le impedisce di sognare, immaginandosi nei panni di Mahtab e delle sue infinite opportunità. Allora, inventarsi la vita di Mahtab sarà un po' come fuggire, raccontarla sarà un po' come esserne protagonista, pur restando in Iran. Dove realtà e finzione convivono da sempre nell'arte millenaria dei cantastorie.

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Rifugio

Nilu è solo una bambina quando è costretta a lasciare la sua casa, in Iran, e partire per l'America. L'Oklahoma. Un posto sconosciuto dove, con la madre e il fratello, deve già imparare, così piccola, a ricominciare da capo. Per questo, da quando è arrivata in America, conserva sempre uno zainetto pieno delle sue cose: non si sa mai quando bisognerà scappare di nuovo, né quando, finalmente, comincerà il lungo viaggio per tornare a casa. A casa, dov'è rimasto suo padre: Nilu è convinta che presto li raggiungerà, e non vede l'ora. Ma Nilu non sa che Bahman è rimasto in Iran perché per lui le radici sono una cosa potente, e che negli anni a seguire, in tutta la sua lunga vita di figlia, vedrà suo padre solo una manciata di volte, nei posti diversi dove la vita la porterà. Dall'America all'Europa, ad Amsterdam, dove incontrerà rifugiati provenienti da ogni Paese, in un mondo cambiato dall'undici settembre, Nilu cercherà sempre di riavvicinarsi a quel padre rimasto "a casa". Forse perché, nonostante tutto ciò che è riuscita a ottenere nella vita - lo studio, l'amore, un lavoro che la appassiona -, quello è l'unico modo per tornarci un po' anche lei, a casa, e trovare finalmente il rifugio che non ha mai avuto.

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L’ingrata

Alla fine degli anni ottanta, quando la sua famiglia decise di fuggire dall’Iran in guerra, Dina Nayeri era una bambina. Il rumore delle bombe, le sirene e le corse per nascondersi nel seminterrato, la poca luce filtrata dalle finestre serrate erano tutte cose normali. Negli anni a venire, sui letti a castello delle case per i rifugiati di Londra, di Dubai, di Roma, poi dell’Oklahoma, Dina conobbe per la prima volta il silenzio del sonno tranquillo e ininterrotto: quella fu la sua prima idea di cosa fosse la pace. Sua madre le diceva di pregare e di essere grata. Sui migranti sono state scritte molte storie. A partire dall’Eneide, l’esperienza di chi è costretto a fuggire non ha mai smesso di essere all’origine di narrazioni impetuose, grandi, travolgenti. Storie di singoli individui, soli contro la perdita di tutto, storie che sono universali.

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Incontri online sull’Iran

Il giornalista Antonello Sacchetti, esperto e amante di Iran, organizza alcuni LiveStreaming (su facebook, YouTube, Twitter e Linkedin) per parlare di attualità, storia e letteratura persiana. Ecco gli appuntamenti: mercoledì 10 giugno 2020 ore 18,30 – Il caso Romina e l’equivoco del delitto d’onore in Iran. Diretta con Luciana Borsatti; giovedì 11 giugno 2020 ore 18,30 – Leggere Elena Ferrante a Teheran. Diretta con Abolhassan Hatami; venerdì 12 giugno 2020 ore 18,30 – Altri sguardi. Quattro fotografe iraniane. Diretta con Claudia Borgia; sabato 13 giugno 2020 ore 18,30 – La Moschea del Venerdì di Esfahan. Diretta con Davood Abbasi.

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Le lezioni di papà

In questa raccolta di racconti Mohammad Tolouei compone una piccola saga attorno alla figura di suo padre, Ziya, improbabile capofamiglia che parte per il fronte dopo una lite coniugale, nasconde un passato da guerrigliero, sogna di trascinare la famiglia in Europa e tenta di approfittare del clima di incertezza seguito alla rivoluzione del ’79 per compiere il salto sociale. Un personaggio animato da un idealismo rocambolesco e da un opportunismo un po’ ingenuo che la madre di Mohammad, donna dal carattere schivo e severo, controbilancia con entrate in scena tanto dosate quanto risolutive.

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Una famiglia iraniana vista dall’interno: Mohammad Tolouei

Venerdì 22 maggio 2020 dalle ore 19 sulla pagina facebook di Libreria Arcadia nell'ambito del Facebook Festival dedicato all'Iran invita all'incontro in diretta con Tehran Mohammad Tolouei. Nato a Rasht nel '79, Tolouei ha studiato cinema e letteratura ed ha pubblicato romanzi e racconti, aggiudicandosi lo Strega iraniano, il Golshiri nel 2011. E' il fondatore di 'Nadastan', la prima rivista iraniana ad occuparsi integralmente di non-fiction.
Le lezioni di papà, il libro tradotto da Giacomo Longhi e pubblicato da Ponte33, si serve di un rapporto padre-figlio per raccontarci una famiglia iraniana.

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Incontri online sull’Iran

Il giornalista Antonello Sacchetti, esperto e amante di Iran, organizza alcuni LiveStreaming (su YouTube, Twitter e Linkedin) per parlare di attualità, storia e letteratura persiana. Si inizia giovedì 7 maggio 2020 alle ore 18 con la diretta con Farian Sabahi per parlare dell'Esercito del Sapere e di molto altro. Sabato 9 maggio 2020 alle ore 18 è previsto il consueto appuntamento con Davood Abbasi per iniziare un viaggio alla scoperta dei luoghi più affascinanti e meno noti dell'Iran. Domenica 10 maggio 2020 alle ore 18 è la volta della politica, con Luciana Borsatti che parlerà della nuova edizione aggiornata del suo attualissimo Iran al tempo di Trump.

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L’Iran al tempo del Covid-19

Il giornalista Antonello Sacchetti, esperto e amante di Iran, organizza alcuni FacebookLive per parlare di attualità, storia e letteratura persiana. Giovedì 30 aprile 2020 si dialoga con Raffaele Mauriello della situazione in Iran in questa fase di emergenza. Venerdì 1° maggio Michele Marelli presenta il romanzo di Ahmad Dehqan Viaggio in direzione 270, da lui tradotto. Sabato 2 maggio nuovo appuntamento con Lettere persiane e con Davood Abbasi per parlare di Ibn Sina, meglio noto con il nome di Avicenna. Sempre alle ore 18, sempre dal vivo su Facebook.

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La civetta cieca

Martedì 14 aprile 2020 alle 18 GRIOT ospita sulla sua pagina facebook la presentazione di La civetta cieca di Sadeq Hedayat, pubblicato da Carbonio Editore. All’incontro virtuale parteciperanno l’iranista e islamologa Anna Vanzan, traduttrice del libro, e lo scrittore Giorgio Fontana.

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Tehran Girl

Elham è l’avvenente segretaria di un uomo d’affari della Repubblica Islamica. È abituata a essere compiacente e carina, a venire considerata solo per il suo aspetto e a ricevere ordini, anche da se stessa. Ma quando il capo le rivela che suo padre, di cui si sono perse le tracce da venticinque anni, è vivo e abita in Svezia, la maschera da bambola crolla e riaffiora la bambina cresciuta in un covo di comunisti durante gli anni della rivoluzione. È stata lei a denunciare la famiglia con le foto che i pasdaran avevano trovato nel suo quaderno? O qualcuno si è servito di lei per far saltare la copertura dei genitori e porre fine alla lotta politica che li stava portando alla rovina?

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La civetta cieca

Pietra miliare della letteratura persiana moderna, La civetta cieca è una storia di discesa agli inferi senza ritorno, un viaggio allucinato eppur consapevole negli abissi della coscienza. Quasi fosse un sonnambulo, la mente ottenebrata da oppio e alcol, Hedayat, nella voce di un miniaturista di portapenne, ripercorre le vicende di un’intera vita, in un fluire di immagini che attraversano il giorno e la notte, l’amore e la morte. Il resoconto lirico e terribile di questo viaggio è un libro senza tempo che appartiene a buon diritto ai capolavori del Novecento.

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I giorni che non ho vissuto

Omid sta per tornare a Tehran dopo lunghi anni passati in Europa e un matrimonio fallito. La notizia del suo rientro porta turbamento nella vita della madre e di Bita, l’amica d’infanzia. Le due donne si rivedono per la prima volta dopo tanto tempo e si confrontano sul terreno di antiche incomprensioni e menzogne. Tra i ricordi riemergono le ferite lasciate dalla guerra, l’amarezza per gli errori compiuti e il rimpianto per le occasioni perdute.

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La scelta di Sudabeh

Sudabeh è una tipica ragazza benestante dell’Iran post Rivoluzione. Vive in una famiglia altolocata che sogna per lei un matrimonio all’altezza del suo status sociale. La ragazza però si batte per un amore impossibile, quello che la lega a un uomo culturalmente e socialmente inferiore. Mentre Sudabeh insiste nella sua passione, la madre interpella la zia, Mahbubeh, che racconta di aver vissuto una storia d’amore simile a quella della nipote. Inizia dunque una seconda narrativa, parallela, che ci riporta nell’atmosfera dell’Iran prima della Rivoluzione, all’epoca dello Shah.

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Suvashun, una storia persiana

Zari è una nobildonna di Shiraz nell'epoca della seconda guerra mondiale. L'amore che prova per il marito e i loro tre figli, la meravigliosa casa in cui vive e l'educazione acquisita in un collegio di missionari inglesi l'hanno resa una donna felice e colta, anche se inerme e passiva di fronte alle numerose ingiustizie che affliggono il suo paese. Infatti, Shiraz è lacerata in quegli anni da numerose forze avverse che vogliono sfruttarne la ricchezza e la posizione strategica, soprattutto dagli occidentali che spadroneggiano in casa d'altri.

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