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Un mondo senza regole

"Crisi dell'Occidente": spesso, solo una frase fatta, una formula buona per tutti gli usi. Ma quale realtà effettiva vi si nasconde? Una possibile risposta ci viene offerta da questo nuovo libro di Amin Maalouf, l'autore di "L'identità", che torna alla saggistica per segnalarci uno stato di cose, quasi un dato di fatto: l'esaurimento della coscienza morale del mondo di oggi e la perdita di ogni regola-guida. Da questo impoverimento dipende l'incapacità di comprendere a fondo, in tutte le sue implicazioni, fenomeni storici come il crollo del comunismo e la formazione dell'unità europea, ma anche il conseguente strabismo ideologico che ha spinto le grandi potenze planetarie a cercare di risolvere con gli strumenti della guerra il problema di un ordine in via di estinzione.

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Col fucile del console d’Inghilterra

In Libano un narratore scopre il manoscritto di una Cronaca montanara, opera del monaco Elias di Kfaryabda, vissuto all'inizio del secolo scorso in un piccolo villaggio. Vi si racconta la storia mitica di un giovane, Tanios, della madre Lamia e dello sceicco Francis. Sullo sfondo, un popolo di signori e servi, di banditi e amanti.

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Gli scali del Levante

Il romanzo, attraverso la storia dell'ultimo discendente della dinastia imperiale ottomana, ripercorre gli eventi storici che hanno segnato la politica del Medio Oriente dalla caduta dell'Impero Ottomano fino alla nascita dello Stato d'Israele e alla guerra civile in Libano. Ossyan, principe ottomano, nato da una famiglia intollerante nei confronti delle divisioni etniche, si ritrova eroe della Resistenza francese. Mentre lotta per liberare la Francia dai nazisti, conosce Clara, un'ebrea di cui si innamora perdutamente.

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L’equazione africana

In seguito a un terribile lutto famigliare e allo scopo di superare il suo dolore, il dottor Kurt Krausmann accetta di accompagnare un amico in un viaggio alle isole Comore. La loro barca viene attaccata dai pirati al largo della Somalia, e il viaggio «terapeutico» del medico si trasforma in un incubo. Preso in ostaggio, picchiato, umiliato, Kurt scopre un'Africa traboccante di violenza e intollerabile miseria, dove «gli dèi non hanno più pelle sulle dita a furia di lavarsene le mani».

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Cugina K

Chiuso in una solitudine dolorosa e ossessionato dal passato, un uomo ricorda: l'infanzia segnata dalla brutale uccisione del padre, la madre fredda e tiranna e la cugina, del cui nome conosciamo solo la lettera iniziale bellissima e inaccessibile. Attorno a questi elementi ruota il monologo - un alternarsi di ricordi, vaneggiamenti e soliloqui - dell'anonimo protagonista, che si interroga sul senso del bene e del male, su ciò che è giusto e sul desiderio, frustrato e frustrante, di "esistere" per l'Altro.

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Doppio bianco

Ben Ouda, ex diplomatico, un tempo molto potente, viene selvaggiamente assassinato nella sua casa di Algeri. Poche ore dopo, Abad Nasser, professore universitario, subisce la stessa sorte. L'inchiesta stabilisce che uno stesso commando formato da tre uomini è implicato nei due omicidi.

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Morituri

Ambientato nell'Algeria di oggi, questo romanzo giallo prende spunto dalla misteriosa scomparsa della figlia di un alto papavero del vecchio regime. Io narrante della storia è il commissario Llob al quale sono state affidate le indagini. La vicenda offre all'autrice l'opportunità di narrare lo strazio di una nazione stretta fra la ferocia degli integralisti e la corruzione della mafia politico-finanziaria ai vertici del regime algerino.

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Dio non abita all’Avana

Juan detto Don Fuego, cantante dalla lunga carriera nei cabaret dell’Avana, ha quasi sessant’anni. «Il canto è la mia vita» dice di sé. «Sono una voce – testa, gambe, braccia, cuore e stomaco sono solo accessori di fortuna». Si è esibito davanti a Fidel e al compleanno di Gabriel García Márquez, ha onorato la visita ufficiale di oligarchi sovietici. Adesso lavora al Buena Vista Café, col panama in testa, i capelli raccolti in una coda, gli occhi languidi. Davanti a lui un pubblico di mezza età, signore dallo sguardo acceso, turisti appassionati di sigari e di adolescenti.

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Gli angeli muoiono delle nostre ferite

Mi chiamo Turambo e all’alba verranno a prendermi. Già dalle prime pagine un fatale conto alla rovescia attende il protagonista di questo romanzo. Siamo in Algeria nel 1937, e un ragazzo di 27 anni, arabo e musulmano, è in carcere ad aspettare l’inferno. Nei pensieri e nell’animo di questo giovane intravediamo qual è stata la sua vita, dall’infanzia in una contrada umilissima alla corsa furiosa verso il patibolo. Turambo cresce nell’Algeria coloniale degli anni Venti, e il suo destino sembra condannarlo alla miseria.

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Cosa aspettano le scimmie a diventare uomini

Una giovane studentessa viene assassinata nella foresta di Bainem, alle porte di Algeri. È nuda dalla testa ai piedi. E bella come solo una fata fuggita dalla tela di un artista [...]. Mirabilmente truccata, con i capelli costellati di pagliuzze luccicanti, si direbbe che la tragedia l'abbia colta di sorpresa nel bel mezzo di un banchetto nuziale". Intorno a lei il mondo, la città, si risveglia. Invece, "la Bella Addormentata ha chiuso con le favole. Ha smesso di credere al principe azzurro. Nessun bacio potrà resuscitarla. A dirigere l'inchiesta è chiamata Nora Bilal, una donna onesta e combattiva, che ha scelto di ignorare il pericolo che si corre in una società governata da squali e predatori, assetati di potere.

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La patria delle visioni celesti e altri racconti del deserto

Al centro della narrativa di al-Koni c'è il deserto, il Sahara, un universo favoloso, d'inattesa varietà, pieno di storie, di personaggi, di leggende, di pericoli e di visioni. La narrativa di al-Koni è colta, ricca di riferimenti alla Bibbia, al Corano, alle leggende dei Tuareg, ma anche alla letteratura occidentale contemporanea, perché al-Koni, cresciuto tra i Tuareg nelle sabbie del Sahara, ha vissuto e studiato successivamente a Mosca e in vari paesi occidentali.

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L’ attentato

L’attentato racconta un dramma dolorosamente attuale che si consuma da molti decenni, una storia tragica dei nostri giorni nella quale Yasmina Khadra con lucidità e commozione riesce a dipingere la realtà del terrorismo, a porre quesiti, a illuminare contrasti e contraddizioni. Il dottor Amin Jaafari è un chirurgo israeliano di origine araba, una figura di confine in bilico tra due mondi. Si è sempre rifiutato di prendere posizione sul conflitto che oppone il suo popolo d’origine e quello d’adozione e ha scelto di dedicarsi al lavoro e al piacere di vivere accanto all’adorata moglie Sihem. Fino al giorno in cui in un ristorante affollato nel centro di Tel Aviv una donna fa esplodere la bomba che teneva nascosta sotto il vestito.

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Introduzione alla Letteratura araba contemporanea

Mercoledì 15 marzo 2017 si terrà presso la Biblioteca Guglielmo Marconi, via Gerolamo Cardano 135, il quarto appuntamento del ciclo introduttivo alla Lingua e alla Cultura araba promosso grazie alla collaborazione tra Arabpress.eu, Servizio Intercultura e la scuola di lingua araba Tangeribiz. Si parlerà di letteratura araba contemporanea con Claudia Negrini e Beatrice Tauro, blogger di Arabpress dedicate alla letteratura araba, che presenteranno il panorama letterario contemporaneo del mondo arabo avvicinando il pubblico agli autori più noti dei nostri tempi. Modera Giusy Regina, direttore di Arabpress.eu. 

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L’italiano

In un’epoca di grandi tensioni e cambiamenti politici e sociali, nella Tunisia a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, la storia di un amore e di un sogno rivoluzionario destinati a soccombere. Ambientato a Tunisi negli anni tra la fine della presidenza di Bourguiba, nel 1987, e l’inizio del regime di Ben Ali, L’Italiano è un intenso e compiuto affresco della storia recente tunisina, che fa da sfondo alle vicende individuali del protagonista Abdel Nasser, detto “l’Italiano”, spirito libero e ribelle fin dalla prima adolescenza, leader del movimento studentesco a capo di un’organizzazione di estrema sinistra durante gli anni dell’università, poi giornalista affermato per un’importante testata governativa. 

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SALAAM Primi passi verso la lingua araba

Di Hisam Jamil Allawi e Rita Degli Alberi
Un prezioso manuale base
per iniziare a conoscere, mantenere o anche riprendere rapidamente elementi chiave per un’efficace introduzione alla lingua araba. Il libro, con eserciziario a fronte per ogni lezione, è frutto di un certosino lavoro sul campo con classi di studenti italiani desiderosi d’imparare a parlare la lingua araba.

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Brucia il ricordo di te

È una raffinata silloge nelle lingue italiana e araba (con testo a fronte), quella che avete in mano. Una raccolta di poesie d’amore, sì, ma non solo per la propria donna. La lirica di Hisam Jamil Allawi è drammaticamente resa contemporanea dall’immersione nelle tematiche non solo della gioia e del dolore amoroso ma da quelle del conflitto siriano, che vede l’autore coinvolto e sconvolto in prima persona.

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La Letteratura Ponte di Dialogo tra i Popoli

Mercoledì 26 Ottobre 2016 dalle 15 alle 18 presso Sala Borromini della Biblioteca Vallicelliana in Piazza della Chiesa Nuova a Roma si terrà l’evento di apertura della decima edizione del Premio Letterario “Città di Castello” - Sezione Speciale “Mediterraneo”. Il convegno, dal titolo “La letteratura ponte di dialogo tra i popoli”, è ideato e organizzato dall’Istituto Euro Mediterraneo per i Paesi Arabi (ADDAR) con il sostegno dello Euro-Gulf Information Center di Roma.

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