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La signora di Tel Aviv

Domenica 29 gennaio 2023 alle 18.30 Kif Kif – bar (multi) culturale invita alla presentazione di La signora di Tel Aviv di Rabai al-Madhoun con Antonino d'Esposito, traduttore del libro, Simone Sibilio, docente di letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari. Modera Rania Hammad, scrittrice e attivista palestinese.

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Memorie di Gerusalemme

Il libro di Sirin Husseini Shahid è un tesoro di storia e di umanità, composto da frammenti, come un mosaico, molti dei quali gradevoli, gioie fugaci, e poi da dolori, più duraturi, disposti con tenero profondo rispetto, con la speranza, in prospettiva, che siano utili a educare o meglio a sedurre il lettore il quale, in assenza di questo racconto, non saprebbe niente di quel mondo per molti versi oggi perduto.

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Le donne della famiglia

Sin da quando era un bambino Mohammed Piccolo, chiamato così per distinguerlo dai due fratelli maggiori con i quali condivide il nome, ha ben chiara la strada che il padre, lo sceicco Mennan, ha in mente per lui: dedicare tutta la sua vita a tenere uniti i numerosi rami della famiglia ‘Abd al-Lat, a proteggerne i membri e a realizzare opere che ne avrebbero tenuto alto il nome. Ma quando arriva il momento Mohammed, che non si è mai sentito davvero all’altezza del compito, decide di onorare i desideri del padre in modo diverso, cioè scrivendo la storia del clan nel corso dell'ultimo secolo.

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Il mantello del mare e altri racconti

Il mantello del mare è una raccolta di racconti dove ogni storia offre uno spaccato del panorama emotivo e culturale di una comunità sotto il fuoco incrociato della politica e della tradizione. La storia che dà il titolo alla raccolta, descrive il desiderio di libertà e romanticismo di una giovane ragazza mentre combatte contro le convenzioni familiari. Tema comune di questi racconti è il desiderio di auto-miglioramento e di educazione, unito alla frustrazione e al rimpianto per la mancanza di scelte.

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Palestina 2048. Racconti a un secolo dalla Nakba

Palestina 2048 pone una domanda a dodici scrittori e scrittrici palestinesi: come immagini il tuo paese a cento anni dalla Nakba, l'evento traumatico avvenuto nel 1948 che segnò la vita e il destino del popolo palestinese, con l'espulsione dalle proprie case e la sottrazione della terra da parte del nascente stato di Israele? Dopo un secolo di occupazione, oppressione, isolamento, perdita di diritti si raggiungerà la pace e la giustizia o le tecnologie future non faranno altro che amplificare le sofferenze dei palestinesi? Questi racconti, che vanno dal noir fantascientifico, alla distopia, alla commedia tecnologica, utilizzano le chiavi di lettura del futuro per interpretare la realtà della Palestina e dei palestinesi di oggi.

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Io, lui e Muhammad Ali

Sali su un aereo portandoti dietro solo una borsa in cui sono nascoste le ceneri di tuo padre, alla volta di un paese sconosciuto che dovrebbe essere il tuo ma non lo sarà mai. Non proprio una passeggiata. Eppure leggiamo col sorriso, perché tutto ciò che Randa Jarrar tocca sembra assumere una levità che ricorda la protagonista del primo di questi racconti, Qamar, di giorno in equilibrio su una fune senza protezioni al circo di Alessandria e la notte sul tetto di un palazzo a guardare la luna.

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Raccontare la Palestina. Aperitivo solidale, poesia, musica e informazione libera

Sabato 12 giugno 2021 dalle ore 18 in Viale della Primavera, 31, il Laboratorio Sociale Autogestito 100Celle, Poesie per la Pace e Argillateatri organizzano un aperitivo solidale per la Palestina. Un evento pensato per ricostruire una narrazione autentica e offrire alle persone un'informazione più reale e obiettiva sulla situazione palestinese attraverso testimonianze, poesie, letture collegamenti, immagini e per raccogliere fondi. Partecipano: Antonella Rizzo (poeta), Manal Serry (poeta), Muna Madani (poeta), Annamaria Giannini (poeta), Simonetta Ramacciani (poeta), Ileana Izzillo (poeta), Sabina La Manna (poeta). Letture di: Claudia Fontanari (attrice), Antonia Masulli Matera (attrice), Brunella Petrini (attrice), Elena Stabile (attrice). Interventi musicali di: Titubanda, Daniele Mutino, Kalipada Pakhy Adikary (India). Contributi video di: Maria Grazia Calandrone, Marco Cinque (su musiche di Giuseppe Natale), Ada Crippa, Ilaria Grasso, Francesco Randazzo, Hafiz Abukishk. Mostra fotografica di: Federico Palmieri. Interventi di Yousef Salman (Presidente della Comunità Palestinese di Roma e del Lazio); Maya Issa (Giovani Palestinesi di Roma); Leonardo Rinaldi (Vicepresidente ANPI Centocelle); Lucio Vitale (Palestina nel Cuore).

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Filastin III edizione

Da venerdì 25 a domenica 27 settembre 2020 il Parco delle Energie/exSnia, via Prenestina 173, ospita la terza edizione del festival Filastin, un'iniziativa culturale del Centro Documentazione Palestinese, con tre giornate di proiezioni, dibattiti, musica e laboratori all’aperto e cibo tipico.
Nel corso dell’iniziativa si alterneranno attività come laboratori di cucina araba, di letture per bambini, esibizioni musicali e momenti di dibattito e analisi, di proiezione di materiale documentaristico volto ad una maggiore conoscenza dei fenomeni sociopolitici che caratterizzano l’attuale fase con cui il popolo palestinese, in Palestina e nella diaspora, si trova a convivere.

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Falastin Festival

Dal 1 al 4 ottobre 2020 dalle 17 presso i Giardini del Verano in Piazzale del Verano si tiene il Falastin Festival promosso dalla Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, con musica, cultura, dibattiti e cucina.

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Contro un mondo senza amore

Domenica 13 settembre 2020 alle ore 18.30 in via di santa Cecilia, 1/a il Circolo di Lettura di GRIOT torna in libreria per la discussione su Contro un mondo senza amore della scrittrice palestinese-americana Susan Abulhawa. I posti in libreria sono solo 8, per chi vuole partecipare da remoto è previsto il collegamento via Gotomeeting.

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La tua bellezza

Un uomo armato entra in un liceo femminile islamico e stermina ragazze innocenti. È americano, è bianco; il fucile automatico l’ha comprato online. Afaf è la preside del liceo, una palestinese a Chicago, sradicata dalla sua terra. Dallo stanzino dove si era ritirata a pregare, sente gli spari e si prepara all’impensabile. Nel tempo vorticoso dell’attesa, risente le note struggenti dell’oud che il padre suonava la sera, i profumi prelibati della cucina di sua madre; rivive lo strappo di una sorella scappata di casa, l’amore per il fratellino Majid.

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Contro un mondo senza amore

Nahr è rinchiusa nel Cubo: tre metri quadrati di cemento armato levigato, privata di ogni riferimento di tempo, con i suoi sistemi di alternanza luce e buio che nulla hanno a che vedere con il giorno e la notte. Vanno a trovarla dei giornalisti, ma vanno via a mani vuote, perché Nahr non condividerà la sua storia con loro. Il mondo lì fuori chiama Nahr una terrorista e una puttana; alcuni forse la chiamerebbero una rivoluzionaria o un esempio. Ma la verità è che Narh è sempre stata molte cose e ha avuto molti nomi. Era una ragazza che ha imparato, presto e dolorosamente, che quando sei un cittadino di seconda classe l’amore è un solo tipo di disperazione; ha imparato, sopra ogni cosa, a sopravvivere.

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Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea

Palestina, 1947. Giaffa è una città viva di mercati, caffè, strade affollate, aperta sul mare pescoso e chiusa da distese immense di aranceti profumati. Subhi è un ragazzo che sogna di diventare il Miglior Meccanico della città. È in effetti un talento e quando riesce a riparare una pompa d'irrigazione, il ricco uomo d'affari che lo ha messo alla prova gli fa confezionare, in segno di riconoscenza, un abito inglese in lana di Manchester. Subhi è al settimo cielo e con quell'abito acquista una nuova consapevolezza di sé e della città in cui si muove, ma soprattutto immagina di indossarlo, malgrado il caldo, per fare colpo sulla ragazza dei suoi sogni, la giovanissima e bellissima Shams.

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