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Il folle delle rose

La terra, le ossa, le lacrime, la polvere, la sabbia, la strada: questi racconti sono fatti di una materia scarnificata e poverissima che l'autore sa animare con la maestria di un artigiano.
Di questo Marocco misero e violento egli è prima testimone che vittima.

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L’astrolabio del mare

'In questo libro di rara bellezza, Shams Nadir unisce l’antico e il moderno alla ricerca dell’universale, di tutto ciò che è oltre l’immediato, al di là della realtà quotidiana e limitata.
In esso si fondono concetti e idee, Oriente e Occidente, l’infinita sapienza araba, l’immaginazione sconfinata e il progresso raggiunto con grande fatica, il fascino di un mondo esteriore e la tentazione dell’Altro' (Jorge Amado).

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Lontano da Medina

La storia muove dalla morte del profeta Muhammad a Medina e si snoda attraverso i luoghi e i momenti che vedranno i successori del Profeta definire e organizzare il potere dell'Islam.
Le donne sono al centro delle vicende narrate: profetesse, schiave, regine e guerriere che riversano la fede, la passione amorosa, la sete di giustizia o di potere nei conflitti che si aprono con la scomparsa del profeta.

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Zayni Barakat. I misteri del Cairo

La storia prende spunto dall'invasione degli ottomani in Egitto nel XVI secolo.
Al-Ghitani fa rivivere personaggi storici in intricate vicende di Palazzo, nascondendo la realtà egiziana della nostra epoca dietro a personaggi del passato.
Così anche l’eroe del romanzo, al-Zayni Barakat, ha molti tratti in comune con il presidente Nasser ed è evidente la similitudine che traspare tra il corrotto regno dei Mamelucchi e il regime nasseriano.

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Il tempo degli errori

È la storia di un uomo 'fuori dalle regole'.
Le esperienze di manicomio, alcolismo e depravazione sessuale non gli impediscono però di affrancarsi attraverso la scoperta della letteratura e il valore della memoria.

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Finzioni

Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici... cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme.

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L’osceno uccello della notte

José Donoso ha affermato a proposito di questo libro, del 1970: "L'osceno uccello della notte è l'autobiografia di otto anni della mia vita, per otto anni ho scritto L'osceno uccello, senza riuscire a staccarmene. Per questo sono stati necessari alcuni traumi, reali o immaginari. Uno di questi traumi è stato lasciare il Cile, esiliarmi".
Considerato tra le opere migliori dello scrittore, questo libro è stato definito dalla critica un carnevale di mostri, una corte dei miracoli reale e minuziosamente descritta.

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L’Aleph

Un pensiero insieme lucido e appassionato guida questi racconti, nei quali un'invenzione ardente e temeraria tocca, con esito spesso drammatico e patetico, temi universali: il tempo, l'eternità, la morte, la personalità e il suo sdoppiamento, la pazzia, il dolore, il destino.
Temi universali, uniti al sentimento dell'unicità irripetibile dell'esperienza individuale, in uno scrittore che si presenta, innanzitutto, sotto l'aspetto dell'eleganza.

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Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

Antonio José Bolívar Proaño, ormai vecchio, decide di andare a vivere nella foresta con gli indios Shuar: trascorre il suo tempo leggendo romanzi d'amore.
Stabilisce un accordo profondo con i ritmi e i segreti della natura e per questo viene scelto per uccidere il tigrillo che si aggira minaccioso per vendicarsi dello sterminio dei suoi cuccioli.

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Bestiario

La scrittura di Cortázar, maestro del racconto fantastico, affonda le radici nella precisione realistica: i quartieri di Buenos Aires, gli ambienti borghesi, le atmosfere familiari, i locali dove si balla il tango.
Sugli scenari quotidiani si stacca il “bestiario” metafisico: come una tigre invisibile che invade la casa, coniglietti generati dal nulla...

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La neve dell’ammiraglio

Primo romanzo della trilogia che racconta le imprese di Maqroll il Gabbiere, protagonista di un naufragio interminabile.
Qui si muove nell’oscurità della selva amazzonica: risale fiumi tra indios misteriosi e commercianti senza scrupoli...

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Il gioco del mondo (Rayuela)

Il libro racconta l'odissea, fra Parigi e Buenos Aires, di Horacio Oliveira, l'eterno studente argentino che si muove attraverso le città e l'esistenza come attraverso le caselle del "gioco del mondo", compiendo un viaggio, al tempo stesso reale e visionario, alla ricerca di sé nell'impossibile tentativo di dare un significato alla vita.

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Abdul Bashur, sognatore di navi

Abdul Bashur è il protagonista degli episodi raccontati in questo libro.
Eroe fantasioso, intraprendente, impavido e astuto, Abdul è un “sognatore di navi” che insegue il miraggio della nave perfetta, supremo oggetto del desiderio, che appare all’orizzonte, ma sfugge sempre all’appuntamento necessario.

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Cent’anni di solitudine. Edizione speciale

Macondo è un paese immaginario, sede di un secolo di vita della famiglia Buendía.. Situato in mezzo alla selva, il paese rimarrà a lungo isolato, collegato al mondo esterno solo da una tribù di zingari che verrà ogni anno a proporre oggetti sconosciuti, anormali, come il ghiaccio o la dentiera.
Tuttavia Macondo è destinata a scomparire; questo villaggio incontaminato verrà un giorno scoperto e occupato dagli stranieri. Invano, la popolazione cercherà di ribellarsi, ma questo porterà solo alla loro morte.
Facilmente leggibile come metafora della storia dell’America Latina, Cent'anni di solitudine portò un soffio nuovo nella letteratura mondiale, aprendo l'Europa alla narrativa sudamericana.

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Il bacio della donna ragno

Nella cella di una prigione di Buenos Aires, ai tempi della dittatura, il militante di un movimento clandestino si ritrova con un omosessuale condannato per corruzione di minori. Due personaggi radicalmente diversi: l'uno ha tutti i modi di pensare dell'intellettuale politicizzato, l'altro si identifica con il mondo sentimentale dei film hollywoodiani. Così, per distrarre il compagno, prende a raccontargli i film che ama, scena per scena, con il linguaggio di chi crede assolutamente vere quelle storie. La convivenza porterà a cambiamenti inaspettati in entrambi i prigionieri.

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Opere narrative (Vol. 1)

García Márquez ha saputo innestare i modi e il respiro del grande romanzo ottocentesco nella realtà politica dell'America latina.
Nel Meridiano sono raccolti i testi narrativi scritti tra il 1955 e il 1967.

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La resa del leone

"Gli avvenimenti si svolgono in un delirante paese africano di finzione dove si riuniscono falsi consoli argentini, improbabili rivoluzionari irlandesi, autentici guerriglieri africani in un’avventura dall’accellerazione esilarante –il che non impedisce la tenerezza di amori impossibili, troncati dalla morte, dall’incomprensione o dalla lontananza” (Rosalba Campra).

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