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Gente in cammino

Protagoniste di questo romanzo sono Zohra, una nomade del deserto che il destino ha spinto a fermarsi trasformandola in una narratrice che preserva la memoria collettiva della sua gente, e la nipote Leyla, una ragazza che sogna una libertà impossibile da raggiungere entro i confini del villaggio e all'interno della cultura patriarcale dominante.
Gente in cammino è la storia della difficile realizzazione di questo miraggio di libertà e del prezzo altissimo che una donna come Leyla deve pagare per ottenere ciò che vuole, fino all’esilio e all’abbandono della sua gente.

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Alla fine del mondo

Dieci racconti, scelti tra quelli scritti nei primi venti anni dell’attività dell’autore, in cui è già ampiamente rappresentata la varietà di temi e stile, la ricchezza di personaggi e vicende e la capacità di mettere in scena la gente comune utilizzando, in maniera fortemente innovativa, dialetto e lingua letteraria.

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Notte fatale

Il romanzo, che ha procurato a Ben Jelloun il premio Goncourt 1987, è il seguito di Creatura di sabbia.
Scomparso il narratore ufficiale della storia di Ahmed, i suoi ascoltatori più fedeli si alternano per proporre diverse ipotesi sulle trasformazioni del protagonista.
E così la storia si allarga a ventaglio fino a una serie di conclusioni alternative.

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La lumaca testarda

Il protagonista, responsabile della derattizzazione di una grande città del Nord Africa, combatte una battaglia impari contro cinque milioni di topi che si riproducono continuamente.
È isolato e perseguitato da una lumaca, simbolo di un universo morboso e sensuale da cui si sente oppresso. Una parodia struggente del sottosviluppo e della burocrazia carica di humour nero.

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Amore bilingue

Il romanzo mette in scena e attualizza il dilemma del bilinguismo, con cui gli scrittori maghrebini si confrontano da dopo la conquista delle indipendenze; è anche una straziante e incantevole storia d'amore.
La “bilingua” esprime la fusione di due anime, la passione di due esseri, l’unione di una coppia mista.

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Moha il folle Moha il saggio

La storia prende spunto da Ahmed Rachid, un giovane militante che, per resistere alla sofferenza della tortura, decide di ricorrere a uno stratagemma: ricordare i momenti più felici della sua vita, unica cosa che i suoi torturatori non potranno togliergli.
La sua voce arriva a Moha, il solo capace di captarla e di trasmetterla agli altri.
Così Moha si fa voce di tutti quelli che non possono parlare, diventa l’aedo di un lungo racconto popolato da tutte le angosce degli uomini; è il saggio da internare, il folle di una particolare, lucida follia.

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L’erba canta

In questo percorso di letteratura africana non abbiamo voluto escludere alcuni libri della scrittrice inglese Doris Lessing, che ci ha offerto una irrinunciabile testimonianza letteraria dei suoi anni trascorsi in Rhodesia, l’attuale Zimbabwe, dove si trasferì con la sua famiglia quando aveva cinque anni e dove visse fino al 1949.
Il suo primo romanzo, L’erba canta, narra il fallimento del matrimonio di Mary e Dick, due bianchi che vanno contro le leggi della società coloniale.
La loro vita sarà completamente sconvolta dal nero Moses.
Un vibrante atto d’amore verso l’Africa e i suoi abitanti oltre che una lucida e puntuale condanna del pregiudizio razziale.

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Don Segundo Sombra

Lo spazio della pampa, la vita dei mandriani, la natura illimitata, la condizione fra libera e servile degli uomini, il sangue misto e l’incertezza delle origini, l’iniziazione al mondo dei gauchos, sono gli ingredienti principali di questo grande romanzo argentino.

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Il generale nel suo labirinto

Non ancora vecchio ma stremato dalle malattie, dalle delusioni e dal tradimento, il generale Simon Bolivar, "el Libertador", l'uomo che ha scosso l'America Latina dal giogo spagnolo, rivive come in un sogno i giorni eroici delle sue battaglie e le sue appassionanti notti dei suoi numerosi amori.
Nel lungo viaggio che lo riporta nei luoghi che lo videro trionfatore, Bolivar, ormai morente e circondato solo da un pugno di seguaci, riflette sul fallimento di un ideale che ha perseguito per tutta la vita: l'unità politica delle terre che lui ha liberato e che gruppi di profittatori dominano ormai senza possibilità di riscatto.
Un romanzo epico e drammatico, velato di una tristezza fatale e pervaso da un poetico senso di ineluttabilità del destino con il quale García Márquez rende onore al più illustre e sfortunato degli eroi del suo paese.

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Racconti africani

Undici suggestivi racconti ambientati in Rhodesia negli anni in cui la questione razziale comincia ad affacciarsi alla coscienza dei figli e dei nipoti dei primi coloni.
Il dramma dei neri, defraudati dalle loro terre e costretti ad assistere impotenti alla disgregazione della loro cultura, e l’insicurezza dei bianchi, soffocati dalla meschinità di un ambiente sociale conformista e ghettizzante.

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Dov’è finita Dulce Veiga?

Costruito come un giallo, il romanzo si svolge nell’arco di una settimana ed è una discesa negli inferi delle megalopoli contemporanee dove, come all’interno di un immenso televisore, la vita si mescola a brani musicali, spezzoni di film, personaggi di soap-opera in una danza folle e macabra, a caccia di una possibile catarsi.

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I passi perduti

Un musicista, poco soddisfatto della sua vita, intraprende un viaggio all’interno della foresta amazzonica, alla ricerca di alcuni strumenti musicali primitivi. A contatto con la natura vergine, questo viaggio nello spazio si trasforma in un viaggio a ritroso nel tempo, fino ad un’epoca anteriore alla Genesi.
Il protagonista si sente rinascere, sente rinnovata la sua creatività e la sua capacità di amare. Dimenticatosi di sua moglie e della sua amante, accetta l’amore puro e semplice di Rosario, un’indigena perfettamente integrata nel suo ambiente.
Purtroppo però, non sarà così facile per lui rompere le catene che lo tengono legato al mondo “civilizzato”.

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Grande Sertão

"Il sertão di Guimarães Rosa è uno spazio magico percorso nell'intrico dei suoi sentieri da santoni e banditi, popolato di mandrie e di piccoli uomini dai nomi altisonanti come di eroi di saghe remote.
Vittima, forse, di un inconcluso patto col maligno, il vecchio bandito-jagunço Riobaldo porta nel sertão del cuore, il rimorso di un peccato originale che lo precede” (Luciana Stegagno Picchio)

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Tre tristi tigri

Il vero protagonista di questo libro è il linguaggio.
La ricchezza di invenzioni verbali e la comicità travolgono sia la trama che la struttura linguistica.
I personaggi situati nell’Avana anni cinquanta sono le emanazioni di una società poco prima del suo disfacimento.

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Dona Flor e i suoi due mariti

Dona Flor e i suoi due mariti è uno dei capolavori di Jorge Amado: la ricchezza verbale, la perfetta architettura narrativa, lo humour e il contagioso amore per la vita sono quelli dei grandi classici della narrativa sudamericana. Nella moltitudine dei personaggi, nel delicato mormorare delle comari, nelle inquietudini di Flor, inseguita dal desiderio, la miseria e la grandezza degli abitanti di Bahia hanno la loro celebrazione.
Il romanzo ruota attorno alla vedovanza di dona Flor e al suo lutto stretto, vissuto nel ricordo di Vadinho, delle loro ambizioni, del fidanzamento e dello sposalizio. Coglie l’intimità della giovane vedova, il suo riserbo, le sue notti insonni e la sua insoddisfazione.

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Paradiso

Scritto dopo la rivoluzione cubana, viene considerato il capolavoro dello scrittore: romanzo di formazione nel quale i riferimenti alla realtà sono scarsi e imprecisi.
Sono le sensazioni, i sogni, le fantasie, che alimentano la catena di metafore sulle quali si regge il libro.

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Zenzele. Lettere per mia figlia

Alle soglie della vecchiaia una donna scrive alla figlia che si è trasferita all'estero, nell'intento di trasmetterle la saggezza maturata in anni di dure esperienze.
Le parla di amore, dell’infanzia in un villaggio, della guerra, del razzismo, di cosa voglia dire essere una donna africana, di ciò che Zenzele non ha mai saputo della sua famiglia, di chi è riuscito a mantenere il passo con la storia senza perdere il senso delle sue radici.

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