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Il bistrò delle delizie

Salih ha deciso di lasciare per sempre la Turchia, il Paese dove è nato e che ama, ma da cui si sente irrimediabilmente tradito. È ora di dire addio alla sua vecchia vita e di festeggiare la partenza al Bistrò delle delizie, un ristorante intimo e accogliente la cui proprietaria, Afitap, prepara tutte le estati la sua salsa speciale e si riserva di modificare le ordinazioni se i clienti scelgono il piatto sbagliato.

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Zamir

In un campo profughi tra la Libia e la Turchia, c'è persino una ruota per far giocare i bambini. Anche per questo Zerre, madre di quindici anni, ci fa entrare di nascosto il figlio appena nato, Zamir. Il giorno dopo nel campo profughi esplode una bomba, che letteralmente porta via la faccia a Zamir. Salvato da un chirurgo eccezionale, Zamir dedica la vita a tentare di fermare le guerre. Intorno a sé, da una parte e dall'altra, vede solo follia, avidità e corruzione, eppure negozia instancabile con dittatori e leader, usa ogni mezzo per convincerli a scegliere la pace invece dello scontro.

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Pietra e ombra

In Pietra e ombra Burhan Sönmez costruisce abilmente un mosaico narrativo le cui tessere, disseminate nel tempo, si incastrano man mano intorno al centro del racconto, la storia dell’intagliatore di lapidi Avdo Usta, che inanella attorno a sé la catena dei destini incrociati di molte altre vite: quelle della donna amata, dell’Uomo dai Sette Nomi, del Marinaio Biondo, della cantante di Istanbul, della giovane Reyhan scampata alla persecuzione politica, del sottotenente che scrive il suo diario nelle trincee di una guerra fratricida…

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La terra degli dèi perduti

Un abile killer che commette omicidi a Berlino. Un folle che chiama gli dèi dimenticati a risvegliarsi con i suoi omicidi. Un mortale che cerca di diventare un dio perché odia gli umani. Un ragazzo che si prepara a salire sull'Olimpo per regolare i conti con il padre... Yildiz Karasu, tenace commissario capo della omicidi di Berlino, figlia di immigrati turchi in Germania, e il suo assistente Tobias Becker sono impegnati in un'avventura che parte dalle strade di Berlino, una delle città più colorate, caotiche e suggestive d'Europa, e termina in Anatolia, tra le mura dell'antica città di Pergamo.

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Le notti della peste

1901. La peste dilaga sull'isola di Mingher e l'uomo chiamato a fermarla viene ucciso in circostanze misteriose. Nel destino di quella piccola isola e dei suoi abitanti Orhan Pamuk ha ricreato un mondo, parlando al nostro presente con una forza e un'intensità che sono quelle della grande letteratura.

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Kavim: la vendetta del Santo

Un uomo disteso a terra con un pugnale a forma di croce conficcato nel petto, accanto una Bibbia lasciata aperta, alcune frasi sottolineate con il sangue e il nome di un santo siriaco scritto a lato della pagina... Inizia così una nuova indagine per il commissario Nevzat e i suoi assistenti, alla scoperta delle radici del cristianesimo e dei popoli antichi che abitano l'Anatolia.

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Yusuf di Kuyucak

Yusuf ha solo nove anni quando la sua famiglia viene assassinata da alcuni banditi entrati nel villaggio di Kuyucak. Il sottoprefetto incaricato di fare gli accertamenti sul luogo del delitto, preso dal dispiacere per la situazione in cui si trova il bambino, decide di portarlo in casa sua e adottarlo. Yusuf inizia così la sua nuova vita a Edremit, cittadina sulla costa dell’Egeo, in un ambiente a lui completamente estraneo, di cui non comprende le regole sociali e circondato da persone con cui fatica a relazionarsi a causa del suo carattere schivo.

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Undici storie di resistenza, undici anni della Turchia

Dal 2010 ad oggi, numerose persone hanno lasciato la Turchia per motivi politici o perché non si sentivano al sicuro: professori universitari, studenti, parlamentari, sindaci, avvocati, giudici, alti ufficiali dell'esercito, giornalisti, sindacalisti, attivisti del mondo dell'associazionismo e persino medici ... Così è nata e cresciuta una nuova diaspora in Europa. In questo libro racconto gli ultimi 11 anni attraverso le storie di 11 persone.

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Turchia folle e malinconica

«Ma che paese è mai questo?» Partendo da questa domanda essenziale Ece Temelkuran, giornalista e scrittrice pluripremiata, ci guida alla scoperta del suo “amato paese”, la Turchia. Nell’affrontare e contestare l’autoritarismo del governo dell’AKP di Erdogan – a causa del quale ha perso il lavoro e ha lasciato il paese – Temelkuran attinge forza e saggezza dalle persone e dai luoghi che lei e il lettore incontrano sulla strada riuscendo così a offrire un resoconto meravigliosamente efficace e potente delle battaglie, delle speranze e delle tragedie che hanno fatto della Turchia ciò che è oggi.

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La risata del barbaro

All'Hotel Colomba Blu, sulle rive del Mar Egeo, l'idillio di un gruppo di vacanzieri è turbato da un evento singolare e disgustoso: una notte, tutta la biancheria dell'hotel viene sporcata. Da cosa, da chi? Uno sconosciuto? Un membro dello staff? Uno degli ospiti? L'indignazione si diffonde. Tra sospetti, accuse, insulti e ritorsioni, la scandalosa sfrontatezza del gesto serve a rivelare e a far emergere le tensioni, i conti in sospeso e i dolori più intimi...

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Figli e anime ribelli. Le indagini di Alper Kamu

Alper vive a Istanbul. Ha cinque anni ed è un bambino dall’identikit fuori dal comune: non vuole saperne di asilo, di favole né tantomeno di canzoncine mielose. Piuttosto si diverte ad azzuffarsi con i teppistelli del quartiere, a leggere Nietzsche e Dostoevskij e ad ascoltare Šostakovi?. Ma soprattutto, parla con una verve che più caustica non si può. Se il protagonista di questo libro è surreale, la sua storia lo è ancora di più: una sera, attirato da uno strano trambusto nell’appartamento di un vicino, Alper scopre il corpo senza vita del signor Hicabi. Il cadavere parla chiaro: omicidio.

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La città dal mantello rosso

Quando il taxi la deposita nel distretto periferico di Santa Teresa non c’è nessuno ad aspettarla. Nessuno che dia il benvenuto alla trentenne Özgür, sbarcata da Istanbul a Rio de Janeiro per intraprendere la carriera di insegnante. Ma questa inattesa solitudine non le fa paura. Al contrario, in una città traboccante di fascino e mistero, si sente investita di una libertà inedita. Del potere straordinario di lasciarsi attraversare dallo spirito del luogo e riscrivere la propria storia da capo, quasi fosse una pagina vergine in attesa della prima traccia di inchiostro.

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Antabus

Figlia unica di una famiglia trasferitasi a Istanbul per sfuggire alla povertà di un paese dell’entroterra, a quindici anni Leyla viene mandata a lavorare come cucitrice nel laboratorio del signor Hayri, un conoscente di suo zio della stessa età di suo padre. Al lavoro non tarda a scoprire che tutte le ragazze, prima di mettere piede nel laboratorio, si incipriano come pappagalli con dei belletti rossi e viola. Sono tutte innamorate di Ömer, il giovane sarto caposquadra. Leyla non può imbellettarsi poiché il padre le vieta di farlo.

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Lessico proibito d’amore

Gülsüm Cengiz è una delle figure più importanti della poesia turca contemporanea, per la prima volta tradotta in italiano. Si è detto di lei che è una donna che disturba la quiete della gente assopita nell’incoscienza, che porta una voce nuova, cha ha raccolto il testimone da Nazim Hikmet. Il suo linguaggio poetico evita l’iperbole, l’arte oratoria, l’aggettivazione preziosa e preferisce il tono narrato. Lessico proibito d’amore raccoglie le poesie che vanno dal 1990 al 2012.

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La lettera e il pianoforte

La lettera e il pianoforte è un romanzo costruito con maestria. Le scene di guerra o d’amore, mai prolisse, sono inframmezzate da descrizioni approfondite degli stati d’animo dei personaggi, le cui debolezze e contraddizioni sono cesellate perfettamente. Seguiamo in un crescendo di intensità la storia d’amore tra Nizam e Anya, che si fa sempre più ossessiva, ma anche le traversie di personaggi incontrati nei capitoli precedenti del Quartetto: i dilemmi di Ragıp Bey e Dilara Hanım, così come il dolore di Rukiye per la perdita del marito.

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Signora Vita

Il protagonista Fazıl è un giovane studente di letteratura e proviene da una famiglia borghese che ha subìto un tracollo finanziario. Vive in un ex edificio commerciale insieme a dissidenti, transessuali e altri individui ai margini della società. Trova un piccolo lavoro come comparsa in una trasmissione televisiva che tra il pubblico ospita Hayat Hanım, di molti anni più grande, donna sensuale, misteriosa e indipendente. Tra i due nasce presto una relazione intermittente, in cui le differenze sono molte di più rispetto ai punti in comune. Se infatti Hayat Hanım vive senza pensare al domani, Fazıl è gravato dalla povertà ed è costretto a prendere in considerazione tutti i rischi possibili.

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L’isola degli alberi scomparsi

Nata e cresciuta a Londra, Ada Kazantzakis, sedici anni, non sa niente del passato dei suoi genitori. Non sa che suo padre Kostas, greco e cristiano, e sua madre Defne, turca e musulmana, negli anni Settanta erano due adolescenti in quell'isola favolosa di acque turchine e profumo di gardenie chiamata Cipro. Non sa che i due si vedevano di nascosto in una taverna di Nicosia, dalle cui travi annerite pendevano ghirlande d'aglio e peperoncini. Non sa che al centro di quella taverna, testimone dei loro incontri amorosi, svettava un albero di fico.

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Nord

In questo romanzo di Burhan Sönmez, scritto nel 2009, un giorno in fondo a un burrone viene ritrovato il corpo di un uomo con un orecchino di vetro custodito in bocca. Si tratta di Aslem, partito vent’anni prima per il nord senza lasciare tracce né spiegazioni. Il figlio Rinda è cresciuto tra le foreste e i precipizi che circondano il villaggio con la madre e il cavallo Belek, pieno di nostalgia mescolata a rancore per quel padre sconosciuto e andato lontano, chissà dove e spinto da cosa. Ed è proprio Rinda a scoprire lo scintillio dell’orecchino tra le labbra del cadavere di Aslem, mentre la luna piena all’improvviso si eclissa nella notte. Cosí quel monile nascosto diventa un segno per il ragazzo, il segreto di un lascito da rintracciare, e con Belek parte anche lui per il nord, a ricostruire la storia del padre e il vuoto che avverte in se stesso.

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Labirinto

Un giorno Boratin, un musicista blues che vive a Istanbul, si risveglia in ospedale avendo completamente perso la memoria: non sa piú chi è, da dove viene, qual è il suo passato e quale la direzione del suo presente, non ricorda gli affetti piú cari né le amicizie più prossime, e soprattutto si arrovella attorno a un interrogativo ossessivo e senza risposta: perché ha tentato il suicidio gettandosi già dal Ponte sul Bosforo? Attorno a questa costellazione di domande cerca di riprendere a vivere, riconquistando dimestichezza con volti, voci, spazi, storie, specchi, e in primo luogo con se stesso… Flâneur dei labirinti della mente e della città, percorre pensieri e strade alla disperata ricerca di una consistenza, a tu per tu con la tabula rasa della memoria, dalla quale emergono scomposti dettagli che non sa collocare nel tempo: davanti a una statuina della Pietà, si chiede se Gesú e Maria siano vissuti anni prima o millenni addietro, e scambia l’immagine del capo dello Stato con quella di un sultano vissuto un secolo prima.

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La casa di Leyla

Leyla, un’anziana signora molto raffinata ed ultima discendente di un’antica famiglia ottomana, è costretta a lasciare la casa di famiglia quando questa viene venduta dalla banca a un ricco magnate e alla sua ambiziosa moglie. Il figlio dell’ex giardiniere della villa, Yusuf, accoglie Leyla nella sua casa di Cihangir, vivace quartiere nel lato Europeo di Istanbul, e cerca di aiutarla a recuperare la proprietà della casa da cui è stata ingiustamente sfrattata. Lì Leyla vede per la prima volta la vita degli artisti e degli emarginati e conosce la fidanzata di Yusuf, Roxy, cantante hip hop figlia di immigrati turchi in Germania, che non accoglie con entusiasmo l’arrivo dell’anziana signora.

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