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Invidia

Turchia, anni Trenta: nella città mineraria di Zonguldak, la nubile Seniha, donna non attraente e non più giovanissima, è costretta a vivere insieme al fratello maggiore Halit e alla giovane e bella cognata Mükerrem. La famiglia di Seniha, esponente dell’alta borghesia ottomana ormai decaduta, ha sacrificato le prospettive della figlia per assicurare un avvenire brillante al primogenito Halit. Seniha accumula una invidia sempre più opprimente verso di lui, tanto da spingere la cognata a tradirlo con il ventenne Nüzhet, rampollo di una ricca famiglia della città. Mükerrem sarà trascinata in un vortice di sensualità a cui solo un atto estremo può mettere fine.

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Il palazzo delle lacrime

Primavera 1876: sull’Isola di Büyükada, al largo di Istanbul, approda una diciassettenne, Vuslat Emine, per dare alla luce un figlio illegittimo. Ripudiata dalla famiglia e dalla società, è accompagnata da una dispotica serva che ha il compito di sorvegliarla. È infatti incinta di un vecchio pascià, promesso sposo di una delle sorelle, ed è stata allontanata prima che la gravidanza venga scoperta dal padre e dal fratello. Sull’isola incontra l’intellettuale dissidente Mehmet, che si innamora della ragazza, desiderando salvare lei e il bambino.

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L’insolente

Quando Pinar Selek incontrò il famoso giornalista armeno Hrant Dink, assassinato nel 2007, lui la soprannominò affettuosamente "l'insolente". Aveva ragione: è insolente ovunque, in Turchia e in Francia. Sociologa, scrittrice, militante antimilitarista, femminista e attivista libertaria, Pinar Selek è nota soprattutto per la repressione che subisce per mano del sistema giudiziario turco da oltre vent'anni. In questo libro ripercorre la sua vita, la sua infanzia, le sue lotte con gli oppressi: i bambini di strada di Istanbul, le prostitute, i curdi, le donne armene.

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La ragazza di Teheran

È un rovente pomeriggio d'agosto quello in cui Roya ha appuntamento in una piazza di Teheran con Bahman. Si sono conosciuti in una libreria, e lei si è subito innamorata di quel ragazzo appassionato di poesia che vuole cambiare il mondo. Vogliono sposarsi proprio quel giorno, di nascosto dalla famiglia di lui, ostile alla loro unione. Ma quello è anche il giorno in cui Roya scopre quanto male può fare la Storia quando ha piani diversi dai tuoi.

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Amore proibito

Nel vibrante panorama letterario turco del tardo XIX secolo, emerge un romanzo straordinario che continua a incantare i lettori fino ai giorni nostri. “Amore proibito” di Halit Ziya Uşaklıgil è un capolavoro senza tempo, un intenso racconto di amore e desiderio proibiti che affonda le sue radici nelle profondità dell’animo umano. Ambientato nella vivace Istanbul dell’epoca, il romanzo ci catapulta nelle vite di due famiglie distinte, ma interconnesse. Da un lato, c’è la famiglia della spregiudicata Firdevs Hanım, composta da Firdevs stessa e le sue due affascinanti figlie, Peyker e Bihter. Dall’altro lato, incontriamo la famiglia del ricco Adnan Bey, con i suoi figli Nihal e Bülent.

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Lungo cammino

Deciso a liberarsi di tutto, compresa la propria identità, il protagonista del romanzo parte per un lungo viaggio nell'intento di trovare un posto isolato dove ripararsi. Esce di casa con uno zaino sulle spalle, un mattino, all'alba. Dapprima si trascina nei parchi della città, nelle periferie, quasi come un senzatetto. Un giorno, però, si risveglia dolorante in un letto d'ospedale. Una dottoressa gli fa capire che è stato picchiato dalle forze dell'ordine, che per giunta si presentano in reparto e aprono una cartella sul suo conto. Uscito dall'ospedale prima delle dimissioni, ormai senza più un nome, l'uomo si rimette in viaggio.

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Il bistrò delle delizie

Salih ha deciso di lasciare per sempre la Turchia, il Paese dove è nato e che ama, ma da cui si sente irrimediabilmente tradito. È ora di dire addio alla sua vecchia vita e di festeggiare la partenza al Bistrò delle delizie, un ristorante intimo e accogliente la cui proprietaria, Afitap, prepara tutte le estati la sua salsa speciale e si riserva di modificare le ordinazioni se i clienti scelgono il piatto sbagliato.

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Zamir

In un campo profughi tra la Libia e la Turchia, c'è persino una ruota per far giocare i bambini. Anche per questo Zerre, madre di quindici anni, ci fa entrare di nascosto il figlio appena nato, Zamir. Il giorno dopo nel campo profughi esplode una bomba, che letteralmente porta via la faccia a Zamir. Salvato da un chirurgo eccezionale, Zamir dedica la vita a tentare di fermare le guerre. Intorno a sé, da una parte e dall'altra, vede solo follia, avidità e corruzione, eppure negozia instancabile con dittatori e leader, usa ogni mezzo per convincerli a scegliere la pace invece dello scontro.

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Pietra e ombra

In Pietra e ombra Burhan Sönmez costruisce abilmente un mosaico narrativo le cui tessere, disseminate nel tempo, si incastrano man mano intorno al centro del racconto, la storia dell’intagliatore di lapidi Avdo Usta, che inanella attorno a sé la catena dei destini incrociati di molte altre vite: quelle della donna amata, dell’Uomo dai Sette Nomi, del Marinaio Biondo, della cantante di Istanbul, della giovane Reyhan scampata alla persecuzione politica, del sottotenente che scrive il suo diario nelle trincee di una guerra fratricida…

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La terra degli dèi perduti

Un abile killer che commette omicidi a Berlino. Un folle che chiama gli dèi dimenticati a risvegliarsi con i suoi omicidi. Un mortale che cerca di diventare un dio perché odia gli umani. Un ragazzo che si prepara a salire sull'Olimpo per regolare i conti con il padre... Yildiz Karasu, tenace commissario capo della omicidi di Berlino, figlia di immigrati turchi in Germania, e il suo assistente Tobias Becker sono impegnati in un'avventura che parte dalle strade di Berlino, una delle città più colorate, caotiche e suggestive d'Europa, e termina in Anatolia, tra le mura dell'antica città di Pergamo.

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Le notti della peste

1901. La peste dilaga sull'isola di Mingher e l'uomo chiamato a fermarla viene ucciso in circostanze misteriose. Nel destino di quella piccola isola e dei suoi abitanti Orhan Pamuk ha ricreato un mondo, parlando al nostro presente con una forza e un'intensità che sono quelle della grande letteratura.

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Kavim: la vendetta del Santo

Un uomo disteso a terra con un pugnale a forma di croce conficcato nel petto, accanto una Bibbia lasciata aperta, alcune frasi sottolineate con il sangue e il nome di un santo siriaco scritto a lato della pagina... Inizia così una nuova indagine per il commissario Nevzat e i suoi assistenti, alla scoperta delle radici del cristianesimo e dei popoli antichi che abitano l'Anatolia.

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Yusuf di Kuyucak

Yusuf ha solo nove anni quando la sua famiglia viene assassinata da alcuni banditi entrati nel villaggio di Kuyucak. Il sottoprefetto incaricato di fare gli accertamenti sul luogo del delitto, preso dal dispiacere per la situazione in cui si trova il bambino, decide di portarlo in casa sua e adottarlo. Yusuf inizia così la sua nuova vita a Edremit, cittadina sulla costa dell’Egeo, in un ambiente a lui completamente estraneo, di cui non comprende le regole sociali e circondato da persone con cui fatica a relazionarsi a causa del suo carattere schivo.

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Undici storie di resistenza, undici anni della Turchia

Dal 2010 ad oggi, numerose persone hanno lasciato la Turchia per motivi politici o perché non si sentivano al sicuro: professori universitari, studenti, parlamentari, sindaci, avvocati, giudici, alti ufficiali dell'esercito, giornalisti, sindacalisti, attivisti del mondo dell'associazionismo e persino medici ... Così è nata e cresciuta una nuova diaspora in Europa. In questo libro racconto gli ultimi 11 anni attraverso le storie di 11 persone.

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Turchia folle e malinconica

«Ma che paese è mai questo?» Partendo da questa domanda essenziale Ece Temelkuran, giornalista e scrittrice pluripremiata, ci guida alla scoperta del suo “amato paese”, la Turchia. Nell’affrontare e contestare l’autoritarismo del governo dell’AKP di Erdogan – a causa del quale ha perso il lavoro e ha lasciato il paese – Temelkuran attinge forza e saggezza dalle persone e dai luoghi che lei e il lettore incontrano sulla strada riuscendo così a offrire un resoconto meravigliosamente efficace e potente delle battaglie, delle speranze e delle tragedie che hanno fatto della Turchia ciò che è oggi.

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La risata del barbaro

All'Hotel Colomba Blu, sulle rive del Mar Egeo, l'idillio di un gruppo di vacanzieri è turbato da un evento singolare e disgustoso: una notte, tutta la biancheria dell'hotel viene sporcata. Da cosa, da chi? Uno sconosciuto? Un membro dello staff? Uno degli ospiti? L'indignazione si diffonde. Tra sospetti, accuse, insulti e ritorsioni, la scandalosa sfrontatezza del gesto serve a rivelare e a far emergere le tensioni, i conti in sospeso e i dolori più intimi...

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Figli e anime ribelli. Le indagini di Alper Kamu

Alper vive a Istanbul. Ha cinque anni ed è un bambino dall’identikit fuori dal comune: non vuole saperne di asilo, di favole né tantomeno di canzoncine mielose. Piuttosto si diverte ad azzuffarsi con i teppistelli del quartiere, a leggere Nietzsche e Dostoevskij e ad ascoltare Šostakovi?. Ma soprattutto, parla con una verve che più caustica non si può. Se il protagonista di questo libro è surreale, la sua storia lo è ancora di più: una sera, attirato da uno strano trambusto nell’appartamento di un vicino, Alper scopre il corpo senza vita del signor Hicabi. Il cadavere parla chiaro: omicidio.

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La città dal mantello rosso

Quando il taxi la deposita nel distretto periferico di Santa Teresa non c’è nessuno ad aspettarla. Nessuno che dia il benvenuto alla trentenne Özgür, sbarcata da Istanbul a Rio de Janeiro per intraprendere la carriera di insegnante. Ma questa inattesa solitudine non le fa paura. Al contrario, in una città traboccante di fascino e mistero, si sente investita di una libertà inedita. Del potere straordinario di lasciarsi attraversare dallo spirito del luogo e riscrivere la propria storia da capo, quasi fosse una pagina vergine in attesa della prima traccia di inchiostro.

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Antabus

Figlia unica di una famiglia trasferitasi a Istanbul per sfuggire alla povertà di un paese dell’entroterra, a quindici anni Leyla viene mandata a lavorare come cucitrice nel laboratorio del signor Hayri, un conoscente di suo zio della stessa età di suo padre. Al lavoro non tarda a scoprire che tutte le ragazze, prima di mettere piede nel laboratorio, si incipriano come pappagalli con dei belletti rossi e viola. Sono tutte innamorate di Ömer, il giovane sarto caposquadra. Leyla non può imbellettarsi poiché il padre le vieta di farlo.

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