Roma Culture Biblioteche di Roma Roman Multietnica

Il cavallo alato

Il padre di Irene fa il custode in un museo dove, come in un immenso negozio di giocattoli, sono esposti statue e quadri che milioni di persone ammirano ogni giorno.
Nessuno sospetta, però, che Irene abbia stretto amicizia con la grande, candida statua di un cavallo alato e che i due siano pronti a volarsene via nel cielo notturno, verso luoghi irraggiungibili agli uomini... perché quel bianco cavallo con le ali non è altri che Bellerofonte, creatura mitica e immortale che portò in groppa eroi e dei.

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L’imperatrice Orchidea

L’imperatrice Orchidea narra gli ultimi giorni dell'Impero cinese. Il commercio di oppio con l'Europa sta corrodendo il potere della Dinastia Qing. Orchidea, una splendida diciassettenne di famiglia aristocratica ma povera, si trova di colpo alla ribalta quando viene selezionata come concubina dell'Imperatore.

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Cigni selvatici. Tre figlie della Cina

La vera storia di "tre figlie della Cina" (l'autrice, sua madre, sua nonna) le cui vite e le cui sorti rispecchiano un secolo di storia cinese, un tempo di rivoluzioni, di tragedie e di speranze: dall'epoca dei "Signori della guerra" all'occupazione giapponese e poi russa, dalla guerra civile tra i comunisti e il Kuomintang alla lunga Marcia di Mao e alla Rivoluzione Culturale.
Allevata come una "Guardia rossa", Jung Chang raccoglierà l'eredità di dolore e di speranza di sua nonna e di sua madre, opponendosi al regime, che le deporterà i genitori in un campo di rieducazione e la esilierà ai piedi dell'Himalaya, fino all'insperata occasione di espatrio, nel 1978, verso l'Inghilterra.

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La metà dimenticata

Un detto cinese recita: “In ogni famiglia c’è un libro che non si deve leggere a voce alta”. Ma Xinran ha rotto il silenzio dando voce alle donne cinesi e svelando così una realtà molto più estrema e sconcertante di ogni aspettativa.
Costrette al silenzio da secoli di obbedienza e paura, donne di ceti ed età diverse hanno finalmente trovato la forza di raccontare la vita segreta della «metà dimenticata».
Xinran ha saputo conquistare la loro fiducia e ha raccolto le storie emozionanti, sconvolgenti e coraggiose di mogli forzate e concubine, omosessuali e vedove bianche, creature passate attraverso terremoti, rivoluzioni o struggenti storie d’amore.

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La strada celeste. La storia d’amore e d’avventura di una donna cinese in Tibet

Nei primi anni Sessanta una storia a metà tra la cronaca e la leggenda scosse l’intera Cina: il cadavere di un medico cinese venne fatto a pezzi e dato in pasto agli avvoltoi, secondo un antico rito tibetano. Cosa si nascondeva dietro a quel fatto così macabro e crudele?
L’autrice incontra per caso,dopo trent’anni, l’unica donna in grado di svelarle la verità. Wen e Kejun, un medico brillante e pieno di speranze nella rivoluzione, erano sposati da soli due mesi quando lui partì per il Tibet con l’esercito di liberazione.
Wen, dopo aver appreso che Kejun è disperso, parte allora per un viaggio che la porterà a vagare per decenni nelle regioni più aspre e remote del Tibet all’ostinata ricerca del marito.

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Quel che resta è tuo

Imprese infime e vagabondaggi di giovani sfaccendati, in bilico tra noia e ribellione. La Rivoluzione culturale qui non appare più al centro della scena e viene ormai sbalzata sullo sfondo.
Al centro del quadro c’è invece lo spirito dissacrante e un po’ insolente dei giovani di città, cresciuti duranti gli anni della cultura consumistica di Deng Xiaoping.
Quasi tutte le storie hanno come protagonista un giovane pechinese, che vive alla giornata, senza alcuna ambizione, fuggendo da ogni responsabilità, politica o sentimentale.
A questa sorta di Kerouac cinese non resta che andare errando a cavallo della sua bici lungo un enorme paese in rapida trasformazione.

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Il paese delle donne

In una remota regione della Cina meridionale a ridosso dell'Himalaya si estende il territorio dei Moso, forse l'unica società matrilineare ancora al mondo.
Qui la famiglia è un concetto indistinto perché la parola “padre” è inesistente e il matrimonio viene considerato una pratica arcaica e contro natura: l'amore e la sessualità sono vissuti con grande libertà e i legami si formano e si sciolgono a seconda del desiderio.
Qui è nata Namu, la straordinaria protagonista di questo libro, che racconta la sua lotta per realizzare il desiderio di diventare una cantante famosa. Un sogno che si è trasformato in realtà.

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Nanchino 1937. Una storia d’amore

Ding Wenyu, professore quarantenne, libertino incallito, è invischiato in un matrimonio senza amore e passa le sue giornate tra i bar e i bordelli di Nanchino, vivendo come se non esistesse un domani.
Il primo giorno del gennaio 1937, durante il matrimonio di alcuni conoscenti, viene travolto dall'amore per la splendida sposa, Ren Yuyuan.
Inizia così un lungo assedio sentimentale fatto di interminabili lettere che Ding Wenyu scrive all'amata. I suoi metodi goffi ma tenaci distruggono definitivamente il suo matrimonio ma insinuano crepe sempre più vistose anche nella relazione tra i novelli sposi Ren Yuyuan e Yu Kerun.
Intanto, i giapponesi sono alle porte della città e si apprestano a entrare per seminare morte e distruzione...

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Editore:Rizzoli

Anno:2003

Autore:Ye Zhaoyan

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Foglie cadute

Nel 1937, in Cina, essere Wu mei, cioè “quinta figlia minore”, significa anzitutto sottomissione assoluta alla volontà dei genitori e dei fratelli maggiori e annullamento di qualsiasi interesse personale.
Inoltre, poichè la madre di Adeline è morta dandola alla luce, è alla seconda moglie del padre che Adeline deve rispetto e obbedienza, ricevendone in cambio un trattamento tanto crudele quanto ingiustificato.
Così mentre il padre e la matrigna vivono nel lusso, Adeline viene incessantemente rimproverata e punita, costretta a subire continue umiliazioni.
L'unico conforto della ragazzina sono l'affetto della zia Baba e del nonno Ye Ye e l'ardente desiderio di andare a studiare in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, là dove soffia il vento della libertà.

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L’ingratitudine

Straziante monologo d’amore e di rivolta che una figlia rivolge alla propria madre.
Scritto in una prima persona straniante - sappiamo infatti da subito che la protagonista si è tolta la vita per punire chi gliel’ha data e annegare così la madre nel gelo del rimorso e del rimpianto -, questo romanzo affronta con durezza e senza sentimentalismi il grande e complesso tema del difficile amore tra madre e figlia.
Un atto d’accusa nei confronti dell’istituzione familiare e di una società che non ha saputo lavorare sulle contraddizioni del privato e sulla fissità dei sentimenti.

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Tempo immobile

La giovane protagonista, sposata con un archeologo, scienziato e razionalista, sembra essere sempre perduta in un sogno, ossessionata dal ricordo di un'esistenza passata nell'antica Cina, dov'era la sposa di un principe in esilio, abitava in un castello e sapeva cantare come un angelo.
La vita passata getta la sua ombra sul presente, nonostante gli sforzi del marito attuale di strapparla al sogno ricorrente.
Ma ogni speranza di salvezza si vanifica, non resta che diventare una pietra sul terreno, un masso immobile che nessuno può spostare.

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Le lettere cinesi

Tre giovani si scambiano lettere tra Shanghai e Montréal, tre esistenze si intrecciano e si allontanano attraverso le parole.
Sassa e Yuan si amano di un sentimento profondo ma il giovane, insofferente a ogni limitazione, è emigrato in Canada e si lascia attrarre sempre di più dalla cultura occidentale.
Sassa, legata alle tradizioni del suo paese, esita a partire e rifiuta di vedere nell'esilio la soluzione ai propri problemi.
Anche Da Li, amica di entrambi e forse da sempre innamorata di Yuan, parte per cercare fortuna nella città canadese.

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Editore:Voland

Anno:2005

Autore:Ying Chen

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L’uomo che allevava i gatti e altri racconti

In questi racconti Mo Yan descrive il contrasto tra la cruda, brutale sostanza della vita di ogni giorno e la sottile magia che pure la pervade.
I campi di sorgo sono teatro delle fatiche dei contadini, ma anche il territorio notturno dove le volpi si accendono come scie di fuoco per indicare la strada a chi si è perso; nelle acque del fiume annegano i bambini, ma nei giorni di nebbia gli spiriti-tartaruga salgono in superficie a banchettare in abito da sera...
I protagonisti di questi racconti sono quasi sempre bambini, orfani, miserabili, ma ricchi della capacità di vedere le più sottili efferatezze e le più segrete meraviglie. Anche quando sembrano sul punto di soccombere, conservano una loro leggerezza magica.

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Editore:Einaudi

Anno:1997

Autore:Mo Yan

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Hetun

A Zhou e Lin Yan sono due giovani squattrinati e fannulloni che, più per caso che per scelta, decidono di lasciare Shanghai per trascorrere un week-end su un'isola del Mar della Cina.
Lo scopo del viaggio è quello di ritrovare un antico tesoro sepolto in un monastero buddhista e gustare una specialità gastronomica proibita e pericolosa: il pesce palla.
Sull'isola, però, molte cose sono cambiate e l'avventura si rivela più complicata del previsto: immersi in un'orgia di turisti sfrenati, assediati da abili truffatori, guardiani ficcanaso e sospettosi poliziotti, i due ragazzi cercheranno di raggiungere quella tanto agognata ricchezza che, forse, cambierà la loro vita.

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Editore:Pisani

Anno:2006

Autore:Xi Yang

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Sorgo rosso

E’ un affresco fiammeggiante degli ultimi decenni di storia cinese, dagli anni Trenta agli anni Settanta, raccontati da un giovane della provincia che ripercorre i drammi, gli amori, i lutti della propria famiglia.
Una storia di lotte fratricide e guerre, di carestie, rapine e scorrerie, di amori e passioni, di riti magici e pratiche di stragoneria, di barbarie e di morti, di imprese infime e di gesta eroiche.
Ed è una storia che dà voce e volto, per la prima volta, a quel brulichio di "anime sperdute" che abitano le immense campagne cinesi, tra le sconfinate distese di sorgo "che in autunno scintillano come un mare di sangue", raccontate da Mo Yan con un realismo e un senso vivissimo dell’epica quotidiana che fanno piazza pulita di decenni di ingenua iconografia.

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Editore:Einaudi

Anno:2005

Autore:Mo Yan

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Grande seno, fianchi larghi

Shangguan Lü, dopo aver partorito sette figlie femmine, riesce finalmente ad avere l'agognato maschio, in grado di perpetuare la stirpe.
A seguito dell'uccisione degli uomini della famiglia da parte degli invasori giapponesi, la giovane madre si ritrova a dover crescere, da sola, il nuovo nato e le sorelline.
È Jintong l'Io narrante del romanzo: frutto in realtà di un amore adulterino, è il figlio prediletto e viziatissimo, allattato fin quasi all'adolescenza, che fa del seno l'icona feticista di tutta la sua vita.
Icona che cercherà crescendo nelle altre donne, a partire dalle sorelle, di cui segue da vicino i destini quanto mai diversi.
Jintong, da studente modello, si ritroverà manovale in una comune agricola, detenuto in un campo di lavoro, infine, danaroso imprenditore e vagabondo perdigiorno, facile preda di voraci personalità femminili.

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Editore:Einaudi

Anno:2002

Autore:Mo Yan

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Il supplizio del legno di sandalo

Cina, 1900: provincia dello Shandong. Sun Bing è un ribelle per caso che si ritrova a guidare una rivolta di contadini a fianco dei Boxer, la società segreta cinese nemica delle potenze imperialistiche straniere.
Ma Sun Bing è anche un artista, la voce principale di una troupe dell'"opera dei gatti ", è un uomo che vive di canto e per il canto.
Possiede dunque un'arma grazie alla quale è possibile resistere anche alla più indicibile delle torture, un'arma decisiva: la musica, contrappunto salvifico alla violenza della vita. Di fronte a lui, Zhao Jia, il vecchio boia esperto di torture, giunto all'ultimo lavoro della sua carriera.
Un atto di ribellione, una storia d'amore, un atroce supplizio.

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Editore:Einaudi

Anno:2005

Autore:Mo Yan

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La misteriosa morte della compagna Guan

Shanghai 1990: in un canale fuori città viene trovato il corpo senza vita di una giovane donna. La vittima, Guan Hongying, è una famosa “lavoratrice modello della Nazione”, figura esemplare della propaganda di partito. Cosa nascondeva la vita così apparentemente irreprensibile di Guan?
Il caso è affidato all’ispettore Chen Cao, poeta, traduttore e curioso gourmet, a capo della squadra speciale del Dipartimento di polizia.
Nella Shanghai dell’ultimo decennio del secolo, in rapida ascesa economica, le indagini passano attraverso tutte le classi sociali di una Cina in bilico tra passato e futuro.
Chiunque abbia commesso il delitto va punito, ma non è detto che la verità coincida con gli interessi degli alti quadri, e Chen Cao sa che a cercare giustizia a tutti i costi può rimetterci la carriera.

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Visto per Shanghai

Cosa si nasconde dietro l'improvvisa scomparsa di una ex Guardia Rossa, moglie di un testimone chiave in un processo contro le Triadi che controllano il traffico di clandestini tra la Cina e gli Stati Uniti?
L’ispettore Chen Cao, aiutato da una collega americana dell’U.S. Marshals Service, deve ritrovarla per scongiurare un grave incidente diplomatico.
Questa seconda inchiesta di Chen è un viaggio tra le bande mafiose che, a Shanghai, stendono i loro tentacoli ovunque, anche tra le forze di polizia.
Indagando sul passato della donna, Chen accompagna la collega americana, che vuole conoscere la «vera Cina», in luoghi incantevoli, mostrandole gli aspetti più nascosti di una città scintillante e facendole toccare passato e presente di una terra ricca di contrasti.

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La porta della Pace Celeste

La notte di piazza Tien’anmen, la ribelle Ayamei e il soldato Zhao intrecciano i loro destini, così apparentemente opposti nel sogno della rivolta e nell’ottusa obbedienza all’ordine costituito.
Ayamei, leader del movimento studentesco, sta fuggendo da Tien’anmen poco prima del massacro degli studenti e vaga per le strade buie di Pechino; Zhao, giovane ufficiale di una guarnigione lontana, spedito nella capitale a sedare la rivolta, è appena riuscito a sottrarsi al linciaggio di una folla inferocita.
Dopo pagine in cui la cruda descrizione dell’orrore non lascia spazio ai richiami del cuore, Shan Sa ci conduce in un universo di pura poesia, dove la pace subentra alla guerra e la bellezza della natura alle strade della città insanguinata.

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