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Veloce come il desiderio

Invece di nascere tra le lacrime, Jubilo venne al mondo tra le risate: quelle di sua madre, che anticiparono il parto, le sue e quelle di tutti i parenti.
Ormai è cieco e malato, comunica con gli amici solo attraverso un vecchio telegrafo collegato a un computer che decifra i suoi messaggi. Intrecciando presente e passato, la figlia Lluvia ripercorre le tappe più importanti della sua meravigliosa esistenza: la lingua maya che gli aveva insegnato la vecchia nonna, la capacità di intuire il pensiero degli altri e di interpretare ogni minima vibrazione dell'universo. E soprattutto la grande passione per Lucha, la donna a cui restò legato per tutta la vita da un amore intenso ma travagliato.

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Duello con la luna

Protagonista del romanzo è Hannuma, una donna che, a causa dell’impossibilità del marito alla procreazione, deve farsi fecondare da altri per assicurare la continuità della specie.
Ma la sterilità di Hannuma diventa la metafora di una sterilità più ampia in un racconto pieno di fascino e di poesia.

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Il profeta

Per esprimere la sua visione del mondo come unità perfetta e la vita come armonia eterna, Gibran ha scelto un interprete illuminato, un profeta di nome Almustafà.
Attraverso di lui il Gibran-profeta pronuncia ventisei sermoni sui vari aspetti della vita terrena indicando le sorgenti alle quali chi ha sete può dissetarsi.

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La nave

La nave è 'il ponte della salvezza': così comincia il romanzo che descrive una crociera che parte da Beirut e tocca vari porti del Mediterraneo.
Ma la crociera diventa una metafora per parlare della terra che ciascuno dei protagonisti porta con sé in una tormentata fuga dalla realtà.

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Ombre nell’ombra

'Taibo II è uno dei precursori del nuovo romanzo poliziesco latinoamericano.
Scrittore linguisticamente ben dotato ci offre una tesa cronaca di schizofrenia sociale che conferma il concetto di villaggio globale nel suo complesso' (Manuel Vásquez Montalbán).

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Miramar

Il romanzo è ambientato nei primi anni sessanta in Alessandria d'Egitto, un'Alessandria piovosa e fredda che sta vivendo l'epilogo della presenza europea.
Sei personaggi, capitati lì per i motivi più disparati, si ritrovano insieme nella eleganza decadente della Pensione Miramar.
Figura centrale è l’affascinante Zahara, i cui rapporti con gli altri cinque personaggi riflettono simbolicamente le realtà politiche e sociali del periodo.

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Le ninfe della valle

Quattro racconti che sono ”un inno all’amore, un dipinto dell’artista Gibran nel quale gli amanti passeggiano tra i salici, e l’unità di ciascuno era un linguaggio che parlava dell’unione di entrambi; e un orecchio che ascoltava in silenzio l’ispirazione d’amore; e un occhio che vedeva la gloria della felicità”.

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I pozzi di Betlemme

I pozzi di Betlemme è un libro autobiografico che insieme ai ricordi d’infanzia rievoca la società della Betlemme degli anni Venti del secolo scorso e quella della Gerusalemme nel decennio successivo. Dai ricordi sono estratti come da un archetipo i molteplici significati di cui “il primo pozzo” è investito, a contenuto e tema centrale del racconto.

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Giocare con la letteratura

Il libro propone un modo nuovo e originale di affrontare la lettura dei testi letterari.
Si propone infatti di ricreare il piacere del testo stimolando la lettura in modo ludico, attraverso una serie di attività motivanti che permettono allo studente di avvicinarsi alla letteratura in maniera giocosa.
A ciò si aggiunge una grande varietà di attività sulla lingua (lessico, morfologia, sintassi) e sullo stile.

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Io il Supremo

La confessione del Dittatore, fatta a se stesso, al suo segretario e al suo cane.
Dopo la pubblicazione di questo libro l’autore ha dovuto lasciare il Paraguay.
Fuori catalogo.

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Il nostro quartiere

La vita quotidiana di un quartiere del Cairo, vista attraverso gli occhi incantati di un bambino, anima le settantotto sequenze in cui si ordinano questi racconti sospesi tra la realtà e le fantasie di un mondo in cui la tradizione orientale convive con il fascino della civiltà europea.

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Una memoria per l’oblio

"Il cielo di Beirut è una grande cupola, una scura lastra di ferro. [...] Posso prendere un gesso e scrivere sulla lavagna i nomi e i commenti che voglio.
L'idea mi attrae.
Che cosa scriverei se salissi sul tetto più alto? '- Non passeranno'? L'hanno già scritto. 'Moriamo perché la patria viva'? L'hanno già scritto.'Hiroshima'? Già scritto.
Tutte le lettere si sono sparpagliate via dalla mia memoria e dalle mie dita. Ho dimenticato l'alfabeto. Ricordo solo sei lettere: b e i r u t".
Un libro di memorie scritto da uno dei più grandi poeti arabi che ha seguito il destino della diaspora palestinese.

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