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Il mio nome è Katerina

(Traduzione di Sarah Kaminski e Elena Loewenthal)
Una donna cattolica a servizio di alcune famiglie ebree sviluppa una progressiva empatia e affinità con la sensibilità e la cultura ebraica.

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Peccato di scrittura

(Traduzione di Margherita Rapin Pesciallo)
Un uomo scrive la sua storia e si rende conto alla fine che la scrittura è incapace di raccontare la vita.

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Un divorzio tardivo

Un uomo fuggito da Israele per rifarsi una vita in America ritorna in patria per sciogliere definitivamente ogni legame con la moglie.
La storia dell’impossibile separazione raccontata da tanti “io” diversi, dai punti di vista - tutti parziali e tutti con le loro ragioni - dei vari personaggi. La crisi di una famiglia come metafora dell’identità ebraica, divisa tra diaspora e costruzione di uno stato nazionale.

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La scatola nera

Una donna scrive all’ex marito lontano per chiedere aiuto per sè e per il loro figlio, un ragazzo difficile e ribelle.
Si avvia così una corrispondenza che apre la “scatola nera” dei ricordi e dei risentimenti, delle ragioni e dei silenzi che hanno portato alla catastrofe dei personaggi.

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Il libro della grammatica interiore (1991)

(Traduzione di Sarah Kaminski e Elena Loewenthal)
La storia di un tredicenne ipersensibile, Aharon, a contatto con le prime esperienze: l’amicizia, il sesso, l’amore.
Sullo sfondo, la guerra del 1967, e i conflitti privati della sua famiglia, da cui il bambino si ritrae costruendosi una sua personalissima forma di comunicazione, la sua “grammatica interiore”.

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