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Condannato all’immortalità

Due scritti autobiografici e una piccola antologia di poesie di un mito vivente della poesia mondiale. Dalle riflessioni su Solženicyn ( condannato all'immortalità ) ai ricordi personali del soggiorno a Cuba, quando la pace era appesa a un sottile capello... della calvizie di Nikita Chruščëv. .

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Romanzo con la vita e altre poesie

Numerose trame si intrecciano nel percorso poetico di Evtušenko e tutte hanno un rapporto diretto con la vita, con l'autobiografia che sembra un romanzo scandito da eventi che hanno lasciato un segno, una cicatrice incisa sulle pagine da lui scritte. Più che un titolo d’occasione, dunque, questo di oggi – Romanzo con la vita – è un ennesimo autoritratto personale e storico, ma è anche un referto biologico, un’anamnesi delle malattie e delle cure per alleviare le ferite che hanno colpito mondo, persone e libri.

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Ragazzi di zinco

Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”. Almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo, cinquantamila feriti,  mezzo milione di vittime afgane, torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione...

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Preghiera per Cernobyl’

Dice Svetlana Aleksievič del suo libro: Questo libro non parla di Černobyl’ in quanto tale, ma del suo mondo. Proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente. A interessarmi non era l’avvenimento in sé, vale a dire cosa era successo e per colpa di chi, bensì le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto. Il mistero. Černobyl’ è un mistero che dobbiamo ancora risolvere... Questa è la ricostruzione non degli avvenimenti, ma dei sentimenti.

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Luna allo Zenith

Questa raccolta delle poesie di Anna Achmatova, che uscì in prima edizione nel 1962 e dunque solo quattro anni prima della scomparsa della grande poetessa russa, resta a tutt'oggi la più completa e organica antologia della sua opera poetica in edizione italiana.

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Lo Giuro

Una scelta di liriche di Bella Achmadùlina, che con la sua opera poetica, ma anche con le sue vicende sentimentali, ha avuto sempre un enorme successo. Figura rappresentativa del fenomeno tipicamente sovietico del divismo letterario. Di Bella Achmadùlina Marc Slonim ha scritto: La sua voce ha una tale purezza di tono, una tale ricchezza di timbro, una tale originalità di dizione che se continuerà così potrà prendere il posto di Anna Achmatova, la quale alla fine della sua vita è stata riconosciuta come la più grande poetessa russa contemporanea.

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