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Madonna col cappotto di pelliccia

Ci sono incontri casuali in grado di segnare un’intera esistenza. E ci sono storie che restano segrete per una vita intera ma poi, una volta raccontate, fanno il giro del mondo. Quando ad Ankara, negli anni Trenta, un giovane conosce sul posto di lavoro Raif Effendi, viso onesto e sguardo assente, è subito colpito dalla sua mediocrità. Man mano che i due entrano in confidenza, questa prima impressione non fa altro che ricevere conferme: schernito ed evitato da tutti sul lavoro, Raif viene maltrattato persino dai suoi familiari.

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La macchina della pace

Che cosa accadrebbe se una macchina potesse porre fine alla violenza nel mondo una volta per tutte? È l'alba del ventesimo secolo e l'umanità si trova sull'orlo della guerra, il conflitto sembra inevitabile, ma le moderne scoperte sull'elettromagnetismo suggeriscono prospettive insperate. Celal, giovane scrittore di romanzi erotici, scopre l'esistenza della macchina della pace grazie a una commedia scritta da Sahir Bey, un vecchio amico del padre. Attirato da Sahir e dalla talentuosa Céline, l'illustratrice dei suoi controversi romanzi, in un piano complesso e quanto mai assurdo per rovesciare i governi in carica ed eliminare la violenza dalla terra, Celal viaggerà tra Instanbul, Parigi e Belgrado nei panni di un ufficiale serbo e poi di un circense, per ritrovarsi coinvolto nell'insurrezione serba de 1903.

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Io, Anatolia

Siamo in Anatolia, l'odierna Turchia, una terra fertile che ha ospitato popolazioni come ittiti, frigi, bizantini, ottomani, turchi, ecc. In lingua antica Anatolia significa Il paese dove sorge il sole. L'opera testimonia seimila anni di storia sorprendente per la diversità di culture, religioni ed eventi che hanno condizionato la storia del mondo pur essendosi sviluppati in un unico ambito geografico. Tale diversità rappresenta l'Anatolia ed il concetto stesso dell'essere anatolico.

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Nazim Hikmet, le poesie d’amore. Serata di letture

Domenica 2 febbraio 2020 in via Boncompagni 22 dalle ore 19 alle 21 l'associazione culturale Boncompagni 22, in collaborazione con il circolo letterario de La Setta dei Poeti estinti invitano ad una serata all’insegna della poesia e delle opere di Nâzım Hikmet, poeta turco che ha lasciato al Novecento alcune tra le più intense liriche d’amore che siano mai state scritte. Dalle poesie più note come "il più bello dei mari", fino ai componimenti dedicati alla lontananza e all'esperienza del carcere, ripercorreremo insieme la vita e gli amori di una delle voci più significative del nostro tempo. Serata a posti limitati, ingresso fino a esaurimento posti.

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Dolci tradizionali ottomani

Martedì 12 novembre 2019 alle ore 18 in via Lancellotti, 18 l’Istituto Yunus Emre, Centro Culturale Turco di Roma in collaborazione con il Comune della città di Ordu e la provincia Ünye, con Çatom (ONG locale) e l’Associazione delle donne imprenditrici di Ünye, invita all’iniziativa dedicata in particolare ai Dolci tradizionali ottomani, dalle pietanze più antiche alle preparazioni sulla tavola dell’attuale cucina turca. Aperto al pubblico, ma su prenotazione obbligatoria, l’evento si articola in una mostra fotografica, un’esposizione degli accessori di cucina e di tavola, una conferenza per raccontare l’importanza e le funzioni dei dolci nei rituali, occasioni, abitudini del popolo turco, e uno show cooking di due delle ricette dolci più rinomate in Turchia, operato da uno chef pasticcere professionista. A seguire, verranno offerti in degustazione alcuni dei dolci turchi preparati dallo stesso chef e appositamente illustrati da rappresentanti di aziende locali.

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I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo

La chiamavano Leila Tequila a casa e al lavoro, nell'edificio color palissandro sulla viuzza cieca che acciottolava giù verso il porto, annidata fra una chiesa e una sinagoga, negozi di lampadari e kebabberie: il vicolo che ospitava i più antichi bordelli autorizzati di Istanbul.Dieci minuti e trentotto secondi dopo che il cuore di Leila smette di battere la sua mente è in piena coscienza e quello che accade è sorprendente: scene cruciali della sua esistenza rivivono attraverso il ricordo dei sapori più intensi che abbia mai provato.

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Amore nei giorni della rivolta

Il secondo volume del Quartetto ottomano, l’affresco-capolavoro dello scrittore turco Ahmet Altan, segue le vicissitudini dei personaggi che avevamo conosciuto nel primo volume, Come la ferita di una spada. Ne emerge un affresco impressionante per potenza e vivacità della crisi dell’Impero ottomano all’inizio del ‘900, attraverso le storie intrecciate di personaggi vivissimi alle prese con amori tormentati, intrighi, giochi di potere e rivolte. Questo secondo romanzo si apre subito dopo il tentativo di suicidio di Hikmet Bey, figlio del medico personale del sultano, mentre cerca di dimenticare la donna all’origine della sua tristezza, la sua sposa, la bellissima e superba Mehpare Hanım. Mentre in un ospedale di Salonicco Hikmet ritrova lentamente le forze e la voglia di vivere, le cose cambiano nella capitale ottomana. Il potere del sultano è minacciato, si prepara la rivolta, le strade di Istanbul diventano teatro di ogni violenza.

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Il ritratto di Istanbul, la“Nuova Roma”

Fino al 5 giugno 2019 presso la Galleria Arte Russo in Via Alibert 20 è possibile visitare la mostra collettiva dedicata alla città di Istanbul, curata da Maria Cecilia Vilches Riopedre e organizzata in collaborazione con l’Ambasciata di Turchia a Roma. In mostra, le opere di un gruppo di nove artisti europei: Enrico Benetta, Diego Cerero Molina, Luca Di Luzio, Manuel Felisi, Michael Gambino, Veronica Montanino, Tommaso Ottieri, Giorgio Tentolini, Simafra. Una mostra che evoca il più ampio concetto di città  ponte fra Istanbul e Roma.

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Il cuore della parola

Mercoledì 17 aprile 2019 alle ore 18 presso l’Istituto Yunus Emre di Roma in Via Lancellotti, 18 è prevista l’inaugurazione della Mostra di pittura Il cuore della parola di Ahmet Sula. Il 18 e il 19 aprile 2019 saranno eseguiti workshop e spettacoli dal vivo tra le ore 11 e le ore 16 presso l'Istituto.

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Vecchio giardino, vecchio amore

Nell'andirivieni interiore da un vecchio giardino a un vecchio amore, si dispiegano questi ventitré racconti di Tezer Özlü, la "principessa nostalgica della letteratura turca", qui tradotti per la prima volta in italiano. È una prosa brusca, quella di Tezer Özlü, intrisa di lirica, fatta di accostamenti ardui e brucianti, quadri di parole in cui si legge la Turchia tra i primi anni Quaranta e i tardi Ottanta, percorrendo amori e ospedali psichiatrici, immaginazione e realtà, esaltazioni e dolori, memoria e presente.

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Le fredde notti dell’infanzia

Tezer Ozlu (1942 - 1986) è voce acuta delle letteratura turca contemporanea, impegnata all'assegnazione di un posto narrativo al proprio corpo. Tezer, stretta tra abbracci casuali e camicie di forza, riscatta la riscrittura del proprio destino nella ricerca di un amore che raggiunga l'infinito e traghetti la vita verso il futuro, nel calore ritrovato che riscalda le freddi notte dell'infanzia.

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Il sultanato di Erdoğan

Sabato 19 gennaio 2019 alle 18 in via di Santa Cecilia, 1/a GRIOT ospita la presentazione del libro Il sultanato di Erdoğan di Francesco Fravolini (2018, Villaggio Maori Edizioni). Insieme all’autore parteciperà Eugenio Dacrema, esperto di Medioriente, ricercatore presso l’ISPI.

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Nazim Hikmet, le poesie d’amore

Sabato 26 gennaio 2019 dalle ore 18.30 alle 21 in via Merulana, 121 Palazzo Merulana, il Circolo letterario La setta dei Poeti Estinti e dalla Galleria d’arte Medina Roma Arte presentano una serata all’insegna della poesia e delle opere di Nâzım Hikmet, poeta turco che ha lasciato al Novecento alcune tra le più intense liriche d’amore che siano mai state scritte. Prima della lettura sarà possibile visitare la Collezione Cerasi al secondo e terzo piano. La lettura, inoltre, sarà accompagnata da una degustazione di vini, offerta da Casale del Giglio.

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Coricarsi e morire

Chiusa in una stanza al sedicesimo piano di un albergo di Ankara, una donna, Aysel, decide di abbandonarsi alla morte. Un abbandono volontario, consapevole, che la conduce a ripercorrere la propria vita.
Educata secondo gli ideali di civiltà e progresso sui quali le élites repubblicane avevano eretto la neonata nazione turca, Aysel dovrà combattere strenuamente contro i pregiudizi della generazione di padri, che mal comprende la modernità imposta dall’alto, per adeguare sé stessa al modello di ‘donna emancipata’ promosso da Kemal Atatürk.

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Fate le cene non fate le guerre

Ogni mercoledì in via Casilina, 607 Bazar-Taverna Curdo Meticcia presenta l'evento Fate le cene non fate le guerre. Due cucine a confronto quella kurda e quella turca: dall'Anatolia due culture a confronto, differenti eppure molto vicine, dialogano a colpi di cucina. Ogni settimana piatti diversi ed eccezionali preparati dal cuoco turco Evren Kuru si affiancheranno a quelli del cuoco curdo di Bazar Xerip Siyabend. C'è chi interrompe i processi di pace e chi si siede alla stessa tavola non per duellare, neanche per competere, ma per confrontarsi. C'è chi crede che nello scambio risieda non solo il piacere della compagnia ma anche la possibilità di crescere e migliorarsi.

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Non rivedrò più il mondo

Ahmet Altan è stato travolto dall’ondata di arresti che ha seguito, nel 2016, il fallito colpo di stato del 15 luglio contro Erdogan. Da allora è recluso in un carcere nei pressi di Istanbul. L’accusa a suo carico è di aver favoreggiato il golpe tramite «messaggi subliminali». Nel febbraio 2018 il suo processo-farsa si è concluso con un’atroce sentenza: ergastolo senza condizionale. Non rivedrò più il mondo è il messaggio che Altan lancia dalla sua cella: è un testo breve, che contiene molti universi.

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Come la ferita di una spada

Seconda metà dell’Ottocento: nell’Impero ottomano declinante, sconvolto da conflitti etnici e spinte moderniste, la giovanissima Mehpare Hanim, donna di straordinaria bellezza, viene presa in moglie da Sheyh Efendi, uomo religioso e tormentato dai sensi di colpa che il forte richiamo della sensualità gli fa germogliare nel cuore. Gli stessi che, dopo un anno e mezzo, lo spingeranno a ripudiare Mehpare, e a condannarla alla triste nomea di donna-strega, perturbatrice del tradizionale primato maschile.

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