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Osso di maiale e mani di lebbroso

Utilizzando la scrittura come una macchina da presa, Mostafa Mastur esplora la quotidianità palpitante di un condominio di Tehran, megalopoli metafisica nella quale si coagulano le contraddizioni irrisolte di un’intera società. Decine di appartamenti di un grattacielo ultramoderno, angusti come celle o risplendenti di uno sfarzo desolante come le vite dei proprietari, costituiscono il fondale di uno spettacolo nel quale il lettore si trasforma in spettatore di un mondo in frantumi, in cui le fondamenta di qualsiasi fede stanno crollando.

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Particelle

Mammone, debole, opportunista. Attento al rispetto delle norme sociali per amore del quieto vivere ma pronto a irridere gli eccessi di ossequio religioso o la mistificazione ingenua della democrazia, giudicata nient’altro che un nuovo conformismo. Ossessionato in egual misura dal sesso e da una nevrosi esistenziale che le sue avventure extraconiugali ampliano fino alla paranoia, il protagonista di questo romanzo di Soheila Beski fluttua tra le norme, i divieti, le consuetudini e gli accomodamenti della società iraniana di oggi cogliendo con cinismo le opportunità che la sua condizione di maschio gli offre.

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Quell’angolino tranquillo a sinistra

Caratterizzati da una lingua che tiene conto dell’estrazione popolare di molti dei personaggi narrati e punteggiata da vocaboli in dezfuli e dall’arabo locale, i racconti che un giovanissimo Rabbi ha messo insieme in questa raccolta sono effettivamente una passeggiata in una realtà di provincia apparentemente lontana dalla scintillante capitale Tehran. In essi, amore, amicizia, solitudine, desiderio di realizzarsi, rapporti genitori-figli, disincanto giovanile emergono ancora una volta come il tema principale della società iraniana di oggi.

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Le cose che non ho detto

Innamorarsi a Teheran, Guardare i Fratelli Marx a Teheran, Leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un magnifico ritratto del padre, sindaco di Teheran all’epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. E la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell’autrice con il padre.

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Leggere Lolita a Teheran

Quando uno dei suoi studenti più islamizzati le contesta il diritto di tenere un corso sul Grande Gatsby – equiparato al Grande Satana –, Azar Nafisi decide di allestire un processo davanti all’intera classe, e di assumere in prima persona il patrocinio del romanzo. Una tecnica certo poco ortodossa, che tuttavia non stupirà più di tanto il lettore di questo sconvolgente racconto autobiografico. Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende – e qui descritte con la precisione di un testimone partecipe e sgomento –, Azar Nafisi ha infatti dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura.

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La Repubblica dell’Immaginazione

Celebre per il seminario clandestino nel quale, durante il governo degli ayatollah, insegnava alle sue migliori allieve dell'Università di Teheran i grandi autori di lingua inglese, Azar Nafisi, oggi cittadina americana, ci parla del valore inestimabile della letteratura in una società che sembra concedere tutte le libertà: anche qui, infatti, ha bisogno di essere difesa, diffusa e studiata strenuamente, quale vero antidoto alla pigrizia dell’intelletto.

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Bibi e la voce verde

Bibi è triste, perché papà e mamma hanno venduto la casa dove è sempre vissuta e dove abitavano i suoi sogni. Nella casa nuova tutti si occupano del fratellino appena nato e lei si sente sola. Non saprebbe come fare, se un bruco trovato per caso non diventasse il suo migliore amico, e non le insegnasse che la nostra casa, le nostre idee, i nostri sogni possiamo portarli sempre con noi, anche se sono lontani. La prima favola di Azar Nafisi.

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La signora melograno

L’infanzia nell’Iran prima della Rivoluzione, l’esilio a Parigi, i ritorni in una Tehran diversa ma ancora piena di incanti: la scrittura di Goli Taraghi si alimenta di ricordi e le sue storie nascono dall’avventura della lontananza. Donne, uomini, ragazzi, spesso spaesati ma non sconfitti, si addentrano in avventure mai banali, raccontate con una cifra inconfondibile, fatta di osservazione acuta, impazienza e tenerezza. A Tehran, a Parigi o negli aeroporti che conducono i personaggi da un esilio all’altro, piccole e grandi peripezie si inanellano secondo un ritmo che sottolinea, nell’infinità dei dettagli, quelli che condensano il mistero di vite intere.

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Un dialogo confluente nell’arte contemporanea tra Cina ed Occidente

Da sabato 22 a mercoledì 26 luglio 2017 presso Palazzo Velli Expo, Piazza di S. Egidio 10, si terrà la mostra Un dialogo confluente nell'arte contemporanea tra Cina ed Occidente, che ospiterà i lavori di giovani artisti cinesi, artisti italiani tra cui lo scultore Andrea Fogli, vari professori dell'Accademia delle Belle Arti di Roma e artisti provenienti da Turchia, Iran con un totale di 50 opere circa comprendenti di olii e sculture. La mostra è organizzata dall'associazione Luming Culture (Exhibition E). Ingresso gratuito.

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Come un uccello in volo

Vincitore in patria del premio Golshiri e del premio Yalda, Come un uccello in volo è un romanzo diverso e sorprendente, lontano dai clichés sull’universo femminile mediorientale a cui siamo abituati. L’Iran di oggi rivelato in una minuta quotidianità sconosciuta al lettore occidentale. Lontano dalla descrizione stereotipata del modello femminile cui la letteratura mainstream sul Medio Oriente ci ha abituato, Come un uccello in volo ci accompagna nel viaggio interiore di una giovane donna alla ricerca della propria identità nell’Iran contemporaneo. Casalinga e madre riluttante, la protagonista – che ha in comune con l’autrice numerosi tratti biografici – si rivela nella sua complessa umanità attraverso la scoperta e la tentata ridefinizione del proprio ruolo di madre, moglie e figlia.

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Probabilmente mi sono persa

Un viaggio dentro di sé alla ricerca di un’amica perduta e di un passato troppo a lungo negato, chiusa in macchina nella Tehran caotica e pulsante di oggi. Sara Salar porta il lettore nelle strade di una megalopoli soffocata dal traffico e ricoperta di cartelloni pubblicitari inneggianti ad un consumismo pacchiano da cui la protagonista, una giovane donna sposata e con un figlio, è respinta e attratta insieme. Così come è combattuta tra la repulsione e l’attrazione per il socio del marito che la corteggia pressante, approfittando della sua incapacità di sottrarsi fino in fondo alle lusinghe di una mondanità vuota e superficiale e di uno smarrimento che la isola anche dagli affetti più cari.

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Non ti preoccupare

Quando Tehran si sveglia minacciata da un imminente terremoto, tutti cercano di darsela a gambe. O quasi. Per la giovane Shadi l’unica priorità sembra essere la scorta di oppio sul punto di finire. E poi c’è Ashkan, che con un sms l’avverte di aver tentato per l’ennesima volta il suicidio. C’è nonna Moluk, che ha l’Alzheimer, ha trafugato i vestiti militari di suo nipote Arash e non si sa dove si sia cacciata. Tra gli strilli della madre e le intimazioni del fratello, Shadi sgattaiola fuori casa per correre da Ashkan e, soprattutto, cercare gli amici spacciatori. Ma la città si è messa a ballare la danza del ventre e la giornata le riserverà molto altro.

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L’autunno è l’ultima stagione dell’anno

Tre giovani donne, la cui amicizia è nata nelle aule della facoltà di ingegneria dell’Università di Tehran, si confrontano, sulla soglia dei trent’anni, con scelte importanti dalle quali dipenderà il loro destino futuro.
Leila cerca disperatamente di ritrovare il suo posto nel mondo dopo che ha deciso di non seguire il marito all’estero per proseguire gli studi. Incapace di rassegnarsi alla fine di quello che era stato un grande amore e un matrimonio felice, cerca conforto nel lavoro in un giornale che le mutate condizioni politiche costringeranno di lì a poco a chiudere.

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Giornata dedicata all’Iran

Venerdì 7 luglio 2017 dalle ore 18 alle ore 23 presso in via Flaminia, 118 nell'ambito del festival estivo dell'Accademia Filarmonica Romana in collaborazione con Taberna Persiana, Associazione Culturale Alefba, Barbad e casa editrice Ponte33 si terrà una Giornata dedicata all'Iran. La giornata inizierà alle ore 18, nella storica Sala Affreschi, con l'inaugurazione della mostra di Malihe Kianian, pittrice, scultrice e video art maker iraniana.
Alle 18.30, sempre in Sala Affreschi, con Vanna Vannuccini (giornalista) e Bianca Maria Filippini (Ponte33) e Parisa Nazari (traduttrice) verrà presentato L'autunno è l'ultima stagione dell'anno, il primo romanzo di Nasim Marashi, giovane scrittrice iraniana di successo, pubblicato in Italia dalla casa editrice Ponte33. Alle ore 20.00, in Sala Casella, concerto del Barbad Project con la voce di Hossein Baharbin e le percussioni e flauto traverso di Hamid Mohsenipour e il Tar di Reza Mohsenipour insieme a Abdolreza Rostamian che suona un antico strumento musicale tradizionale armeno chiamato Duduk. Verranno eseguiti brani del repertorio tradizionale persiano e improvvisazione.

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Anche questa è Tehran, credetemi!

Venerdì 16 giugno 2017 alle ore 17 l'Istituto per l'Oriente C. A. Nallino, via Alberto Caroncini 19, invita alla presentazione del libro Anche questa è Tehran, credetemi! Racconti di scrittrici iraniane (Schena editore, 2016). Presentano il libro Biancamaria Filippini, Leila Karami e Laura Zaccagno.

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Rassegna di film iraniani

Fino al 13 giugno 2017 in via Goito, 35/b l'Associazione Italo-Iraniana Alefba presenta una breve panoramica dei film iraniani d'autore che saranno proiettati dalle 16.30 alle 18 e dalle 18.30 alle 20. Di seguito il programma.

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Khosrow e Shirin

Martedì 30 maggio 2017 alle ore 17.30 alla Casa delle Traduzioni, in via degli Avignonesi 32, Daniela Meneghini presenta la nuova traduzione del più famoso e importante poema d’amore della letteratura persiana classica, Khosrow e Shirin di Nezami Ganjavi (Ariele, 2017).

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La fattoria degli umani e La fine del gatto

Lunedì 27 marzo 2017 alle ore 18 il Centro Culturale ALEFBA, via Goito 35/b, ospiterà la presentazione del libro La fattoria degli umani e La fine del gatto di Ali Shams. Interverranno insieme all’autore Parisa Nazari - traduttrice e promotrice culturale, Magali Steindler - curatrice delle opere e Franco Irawan Esposito-Soekardi - editore.

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