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Una radio contro. L’emittente B-92 nel dramma jugoslavo.

L’emittente radiofonica B-92, nata a Belgrado con la frequenza 92.5 MHz in concomitanza con l’inizio dei tragici eventi che hanno colpito la ex Jugoslavia negli anni Novanta, si è rivelata un mezzo di comunicazione, informazione ed educazione indispensabile per i cittadini della capitale serba.
La grande capacità di questa radio era innanzi tutto quella di fornire al numero sempre crescente di ascoltatori l’energia necessaria per poter sopravvivere e reagire alla dittatura che si insinuava lentamente nel paese.
Nel libro si affrontano gli aspetti socio-politici e artistico-culturali che accompagnano la storia di questa emittente in continua evoluzione, fino ad arrivare al suo radicale cambiamento, ovvero alla sua omologazione agli standard dei più importanti mass media internazionali, avvenuta con la caduta del regime di Milošević nel 2000.
Una ricerca sul campo, durata quattro anni, ha portato alla creazione e alla elaborazione di questo libro che affronta in maniera del tutto personale, e per la prima volta in Europa, il caso B-92.

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La scelta capitale. Il cammino dell’Africa verso l’abolizione della pena di morte.

In tante parti del mondo, la pena di morte viene avvertita come una violazione della sacralità della vita e della dignità umana, che impoverisce e non difende le società che la applicano.
La battaglia contro la pena è un modo per difendersi dal rischio di abbassarsi allo stesso livello di coloro che hanno commesso gravi crimini contro la persona.
La maggioranza dei paesi africani, non applica tale pena.
Con una campagna “globale” come quella per una moratoria universale della pena di morte, l’Africa può dimostrare di non volere essere più terra di colpi di stato e di esecuzioni capitali; ma di essere capace di lanciare al mondo segnali di non-violenza.
Se in Africa si accenderà la luce della vita, anche attraverso l’abolizione della pena di morte, quella luce sarà come un segno di speranza, non solo per l’Africa, ma per tutto il mondo.

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Sarajevo, Mon Amour

"Vivo da 40 anni nello stesso quartiere, a Sarajevo, a due passi da un’antica chiesa ortodossa e da una moschea del XVI secolo. E salendo appena, da casa mia, raggiungo il seminario cattolico. Prima della guerra, quest’armonia, nata dalla differenza, si ritrovava nella vita d’ogni giorno… Sarajevo m’ha aperto gli occhi. Ero stupito nel vedere una città così ricca di grandi qualità umane, soprattutto la tolleranza e la generosità".

In questo libro, il militare serbo che difese Sarajevo, che ha "adottato" un nipote musulmano e ha fondato la più grande associazione nazionale per aiutare gli orfani di guerra, racconta le bombe, le tribolazioni dei civili, i doppi giochi dei politici bosniaci e della comunità internazionale, la miseria e il desiderio di una pace che in Bosnia non è ancora davvero arrivata.

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L’ultima colonia italiana in Africa

L’avventura coloniale italiana in Etiopia ha rappresentato l’ultimo capitolo della colonizzazione europea in Africa.
La conquista dei territori del Corno fu condotta dal governo italiano con largo impiego non solamente di tutti i mezzi che la tecnologia militare di allora offriva, ma anche con l’uso di armi non convenzionali, senza che la comunità internazionale facesse alcun serio tentativo per fermare i massacri in corso.
Questo comportamento può essere spiegato con ciò che viene definito "razzismo omologato", cioè un razzismo collaudato e accettato da buona parte dell’allora comunità internazionale che vedeva la distinzione tra bianchi e non bianchi.

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Mamadou va a morire

Un grande reportage che racconta le vittime dell’immigrazione clandestina, l’invasione che non c’è e i nuovi gendarmi di un cimitero chiamato Mediterraneo.
Dal 1988 almeno 10.000 giovani sono morti tentando di espugnare la fortezza Europa. Vittime dei naufragi, ma anche del caldo del Sahara, degli incidenti di tir carichi di uomini, delle nevi sui valichi, dei campi minati e degli spari della polizia. Mamadou va a morire è il racconto coraggioso di un giovane giornalista che ha seguito per tre mesi le rotte dei suoi coetanei lungo tutto il Mediterraneo, dalla Turchia al Maghreb e fino al Senegal, nello sforzo di custodire i nomi e la memoria di una generazione vittima di una mappa.

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Srebrenica. I giorni della vergogna

Pubblicato nella collana "iSaggi", con una introduzioine di Enisa Bukvic.
La seconda edizione aggiornata, integrata con nuovi contenuti, di un prezioso reportage nei luoghi in cui si è consumato l'unico genocidio della storia europea dalla fine della seconda guerra mondiale.
Un documento unico per testimonianze e intensità nel ricordo del martirio di una città e dei suoi abitanti.
In questo libro, scritto come un prezioso diario di ricordi dei testimoni di allora, sono ricostruiti per bocca di chi li visse, e tutt’oggi li vive sulla sua pelle, gli episodi salienti della presa di Srebrenica, evidenziando le responsabilità di chi – Nazioni Unite, Nato, contingente olandese, governo francese, comunità internazionale in generale – non fece nulla per prevenire una tragedia annunciata.
Testimonianze esclusive ripercorrono la vicenda fino ad arrivare ai nostri giorni, dieci anni dopo un genocidio che non deve essere cancellato, che non può essere dimenticato.

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Legislazione Stranieri

Per comprendere, decodificandolo, un "diritto difficile".

Un testo che accoglie tutta la normativa sull'immigrazione e che contempla la differenziazione tra la vecchia e la nuova in corso di discussione in Parlamento.
Uno sguardo ampio ed esaustivo – che va dal panorama internazionale, all’evoluzione storica della normativa, fino ad arrivare all’analisi degli istituti legislativi, ipotizzando anche nuove proposte – sulla legislazione che riguarda gli stranieri.
Completa l’opera un CD contenente tutta la normativa italiana e comunitaria, le massime (che si trovano anche nel libro) ma anche lo svolgimento dei processi e soprattutto i formulari di atti tipici, raccolti e proposti dall’autore, che hanno trovato accoglimento nelle preposte sedi giudiziarie.
Un manuale prezioso, che si avvale anche di autorevoli commenti (Giulietto Chiesa, Maria Clementina Forleo, Guglielmo Loy, Franco Pittau, Maria de Lourdes Jesus), pensato come strumento di lavoro per quanti, operatori specializzati o in formazione, si trovano ad operare nel mondo dell’immigrazione.

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Oltre il Chador

Iran in bianco e nero.
Chador, imam e harem: tre parole chiave per capire la vita nella repubblica islamica erede della rivoluzione khomeinista.
Fra diritti umani e rincorsa al nucleare, questo libro offre un resoconto diretto delle tensioni che agitano il Medio Oriente.

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Quaderni di mediazione

Teorie, tecniche e pratiche operative di gestione positiva dei conflitti e mediazione.
"Quaderni di Mediazione" è una rivista trimestrale la cui cura scientifica è affidata a Letizia Bindi, docente di Antropologia culturale dell'Università di Trieste e studiosa delle pratiche alternative di risoluzione dei conflitti.
Nel primo numero, uscito a maggio, oltre a una serie di articoli "propedeutici" alla gestione positiva dei conflitti e alla mediazione, approfondisce in particolare la sua applicazione in ambito educativo e pedagogico, affiancando alla sezione teorica significative esperienze pratiche di mediazione scolastica condotte in Francia, in Italia e in Israele.

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Editore:Punto di fuga

Anno:2005

Autore:Autori vari - AA.VV.

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Uno sguardo musicale sul mondo arabo-islamico

Uno sguardo musicale sul mondo arabo-islamico inaugura la nuova collana di MMC Edizioni Incontri di Civiltà il cui slogan è "Piccoli passi verso la comprensione di culture diverse".
E' un appassionante viaggio nel tempo, dove la musica appare come un mezzo di conoscenza per tentare di comprendere, contro ogni pregiudizio, posizioni e atteggiamenti della civiltà islamica che agli occhi occidentali appaiono talvolta incomprensibili.
Una intera sezione del libro è dedicata alla donna che viene presentata nella sua veste sociale, con uno sguardo al ruolo specifico che ricopre nella società musulmana.
Il libro vuole configurarsi come un invito alla conoscenza e al dialogo in un momento storico così convulso, particolare e difficile.

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Sguardi incrociati sul colonialismo

Il volume è stato realizzato a conclusione di un progetto di educazione allo sviluppo che ha coinvolto , nel 2004, studenti universitari italiani e stranieri in una rilettura della vicenda coloniale che ha legato, in epoche diverse, i paesi europei ai paesi dell'Asia, dell'America Latina e dell'Africa.
L'intento dei partecipanti al progetto era di provare a fare un bilancio, ad avere una memoria comune, fin dove possibile condivisa, degli avvenimenti al fine di superare il più possibile gli schemi mentali di vittimismo e di non assunzione di responsabilità che troppo spesso oggi frenano le classi dirigenti e le popolazioni dei paesi in via di sviluppo.

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Editore:UCSEI

Anno:2005

Autore:Autori vari - AA.VV.

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Islàm da vicino

Il primo libro in Italia che si propone di spiegare i rapporti con l'Islàm agli adolescenti della scuola secondaria di primo grado.
Tutto questo mediante un viaggio nell'Islàm, quello del passato e quello del presente, fatto secondo i metodi dell'indagine giornalistica e della saggistica per ragazzi con testimonianze dirette, dati curiosità.
Ora che è diventato indispensabile comprendere con senso critico il fenomeno dell'immigrazione e rendere serena la convivenza con i vicini musulmani, Islàm da vicino è un testo indispensabile per l'educazione civica.
Un libro per la scuola dunque, ma anche un testo da leggere a casa con i propri genitori per cercare di capire più a fondo la realtà che ci circonda e i problemi di una società in continua trasformazione.

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Carovane tra le pagine

Un lungo viaggio attraverso la storia e le tradizioni del popolo Rom.
Un saggio alla scoperta di una migrazione millenaria che dall'India ha condotto i Rom, Sinti, Kalé, Manush e Romnichals alle porte d'Europa.
Per presentare la cultura dei figli del vento attraverso le note della curiosità, affinche la conoscenza prenda il posto del pregiudizio.
La storia di una fuga verso l'Occidente passando per Bisanzio, i Balcani e il cuore d'Europa con attenzione alle più recenti persecuzioni perpetrate durante il cosiddetto "Olocausto dimenticato".
Nonchè la descrizione della loro lingua, il romanès, nota a tutti i gruppi in ogni singola parte del pianeta.
Al termine, un'antologia critica degli scritti più belli dei Rom italiani contemporanei.

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Ascensione

Salvo Ursari, il memorabile protagonista di Ascensione, è un prodigioso funambolo e la sua vita è una sorta di magico cerchio in cui si trovano riunite le immagini e i simboli più eloquenti di una cultura, di una etnia e di un tempo che copre dai primi decenni del Novecento fino agli anni Settanta.
La storia muove i suoi passi dal centro Europa, Salvo e i suoi due fratelli sono rom che dalla Russia giungono in Ungheria, nella Transilvania poi annessa alla Romania, per approdare dopo molte peregrinazioni negli Stati Uniti, dove entrano nella leggendaria e sfolgorante famiglia circense del Fisher-Fielding. La sua figura magra e nervosa, il baluginio dei suoi occhi verdi e il suo spirito enigmatico e inquieto accendono la sua vicenda di immagini e scene che si fissano come potenti metafore di un destino che è insieme strenua ricerca di perfezione, tregua dagli affanni e slancio insopprimibile e inesausto verso un ideale di libertà.

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I fantasmi di Portopalo

La notte di Natale del 1996 nel canale di Sicilia è avvenuto il più grande naufragio della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale. Nel tentativo di sbarcare nel nostro paese, circa trecento clandestini di origine pakistana, indiana e tamil, muoiono per l'affondamento di una "carretta del mare" del tutto inadeguata a sopportare un tale carico. Il fatto passa quasi completamente sotto silenzio.
Ma nei mesi seguenti i pescatori di Portopalo di Capo Passero, che battevano quel tratto di mare, trovarono ogni giorno nelle proprie reti, insieme al pescato, corpi umani. L'avvio di qualsiasi indagine avrebbe significato la chiusura dello spazio di pesca per un tempo indeterminato. Che fare allora di quei cadaveri? Tutti presero la stessa decisione.
I fantasmi di Portopalo è la ricostruzione di un'incredibile vicenda, la storia, raccontata in prima persona, di come Giovanni Maria Bellu sia riuscito a dimostrare che quel naufragio è davvero avvenuto e di come un intero paese abbia custodito per anni un atroce segreto.

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Storia dei curdi

Il “problema curdo” costituisce un dilemma cruciale per la stabilità del Vicino e Medio Oriente. In tale questione si fondono e compenetrano tre problematiche attuali: il diritto all’esistenza, quello all’autodeterminazione del popolo curdo, la presenza dell’acqua e del petrolio nel Kurdistan. Le ragioni del rifiuto di Turchia, Iran, Iraq e Siria alle richieste di autonomia del popolo curdo sono soprattutto da ricercarsi nella ricchezza del sottosuolo del Kurdistan, struttura portante delle economie di questi Stati che riconoscendo la legittimità dei diritti dei curdi, vedrebbero inficiato e compromesso lo sfruttamento delle risorse petrolifere, minerarie e agricole, e perderebbero il monopolio mantenuto fino ad ora.
Non si può continuare a relegare oltre trenta milioni di curdi a un ruolo di eterna minoranza, quando rappresentano un popolo che dal punto di vista numerico è il quarto del Vicino e Medio Oriente, dopo arabi, persiani e turchi.
I curdi hanno un’unità etnica, culturale e sociale temprata nei millenni e da oltre un secolo e mezzo con ricorrenti lotte, rivolte e battaglie perseguono il raggiungimento dell’unificazione politica per entrare nel novero delle nazioni.
Questo libro ne racconta le vicende partendo dall’antichità per arrivare fino alla terza guerra del Golfo del 2003.

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L’albero delle storie

Un’appassionante testimonianza sull’attuale situazione dell’Afghanistan e la storia di una famiglia le cui origni passano per Fatima, figlia del Profeta, in un libro sospeso tra una realtà tragica e un meraviglioso patrimonio tra miti e leggende, che soli permettono di riconoscere una bellezza sepolta nelle rovine.

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Racconti e storielle degli ebrei

Il materiale folcloristico di questo libro è stato raccolto molti decenni fa dall’ultimo conoscitore della vita ebraica, Efim Rajze, perseguitato e imprigionato durante lo stalinismo. Rajze morì senza speranza di veder pubblicate le favole da lui raccolte.
Queste favole, nate per essere raccontate dai nonni ai nipoti, dalle madri ai figli prima del calar della sera del sabato, dai vetturini balagole ai propri passeggeri, dai buffoni badkhon agli ospiti dei matrimoni, dai magidim, predicatori itineranti, a tutti quelli che venivano per sentire i loro sermoni, - qui sono state riassunte dagli intellettuali di lingua yiddish.

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Editore:Bompiani

Anno:2004

Autore:Autori vari - AA.VV.

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Quando abbiamo smesso di pensare

«Noi musulmani siamo in crisi, e in questa crisi ci trasciniamo dietro il resto del mondo. Se mai si è presentato, il momento giusto per riformare l’Islam è questo. Per amor di Dio, vogliamo approfittarne?» A lanciare questo appello accorato è Irshad Manji, una musulmana dell’Occidente, giornalista e scrittrice nata in Uganda e cresciuta in Canada. Manji è «ai ferri corti» con l’Islam: i suoi fratelli di fede hanno scelto la via dell’intolleranza e del vittimismo, mortificano le donne, si sono arroccati su posizioni rigidamente conservatrici. È ora di finirla con «l’Islam del deserto», con la sua «arroganza tribale», e questo libro fa piazza pulita di molte certezze consolidate. Per farlo attinge al Corano, perché non è vero, sostiene l’autrice, che dottrina e democrazia, religiosità e libertà di pensiero sono concetti incompatibili. Come l’ebraismo e il cristianesimo, l’Islam deve imparare ad accettare l’individualità dei suoi fedeli, la pluralità delle loro idee. I musulmani devono smetterla di recitare i sacri testi a pappagallo e rimettersi a pensare.

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Ultime notizie dal letamaio

Una gamba amputata di cui la polizia non riesce a liberarsi. Un uomo che si addormenta col suo carico di cetrioli dentro una cassa da morto e finisce al manicomio. Una bizzarra teoria che riconduce alla calvizie dei capi di stato i mali e le miserie dell’intera nazione. Lattine di Coca-Cola e rifiuti vari riciclati nei modi più curiosi e inventivi, fino alla nascita di una corrente artistica di grande successo. E poi litri di vodka fatta in casa, feste di piazza e tenere storie d’amore. È questo il ritratto della Russia contemporanea che ci consegna Aleksandr Ikonnikov, un cosmo surreale fatto di sprechi e inefficienze, follie burocratiche e diseguaglianze, ma anche risate amare e gesti romantici, grandi passioni e sguardi incantati sul mondo. Con una felice vena ironica, Ikonnikov racconta la transizione post-sovietica, dando vita a una galleria di personaggi irresistibili e carichi di umanità.

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