Roma Culture Biblioteche di Roma Roman Multietnica

Việt Nam. Miti e racconti

Questo libro descrive il “paesaggio culturale” del Vietnam attraverso il patrimonio tradizionale di miti, leggende, racconti che rivelano il modo di concepire il mondo e di autorappresentarsi del popolo Viet.
La trasmissione orale è stata il veicolo attraverso il quale le generazioni hanno appreso l’origine, la storia, la cultura del proprio Paese, assimilato i principi etici, sociali, politici, costruendo quell’identità collettiva che ha guidato le sorti della nazione.
Ai favolosi racconti sulla fondazione del Regno dei Viet si affiancano quelli sulla formazione dei paesaggi naturali e sugli accadimenti storici, sulle eroine e sugli eroi, ma anche sulla preparazione e sul simbolismo dei cibi tradizionali.

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I bastardi di Sarajevo

I bastardi di Sarajevo ringhiano forte, sia nel presente che nei ricordi del passato dei protagonisti del libro. C’è la crudeltà e la spregiudicatezza dei carnefici e la sofferenza taciuta delle vittime, soprattutto donne. La voglia di rivoluzione dei giovani e la saggezza rassegnata e ironica di un Professore. La brama sanguinaria di certi turisti e la ricerca di redenzione da parte di chi – come molti di noi – ha guardato da spettatore la guerra e non ha fatto ciò che doveva. I personaggi sfilano davanti al lettore sul palcoscenico decadente di una Sarajevo dai mille angoli bui, con l’autore che tesse una trama perfetta e avvincente fatta di soli dialoghi. Il teatro dei bastardi di Sarajevo non ha ancora calato il sipario.

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Non chiamatemi straniero

Chi è italiano oggi? Solo chi nasce da genitori italiani o anche quei bambini e ragazzi, ormai oltre un milione, che nel nostro Paese vivono, studiano e crescono respirandone sin dall'infanzia la cultura e le tradizioni? Da questa domanda parte il viaggio di Francesca Caferri alla scoperta di quella che è stata definita la generazione Balotelli, i nuovi italiani di origine straniera. Una presenza sempre più familiare, soprattutto nelle scuole: oltre l'8% degli studenti nell'anno scolastico 2011-2012, dato che continua ad aumentare a ritmo vertiginoso. Da Treviso a Napoli, questi giovani raccontano in prima persona l'esperienza quotidiana a cavallo fra due mondi: quello a cui appartengono stabilmente, ma che fatica a dare loro spazio, e quello di provenienza, lontano, diverso, a volte oppressivo, che spesso li rinnega. Ne scaturisce un ritratto abbastanza sorprendente e variegato.

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Sotto il cielo di Lampedusa – Annegati da respingimento

L’antologia raccoglie 85 poesie scritte da ben 69 poeti, italiani e stranieri, donne e uomini, tutti accomunati dalla necessità di esprimere attraverso la poesia una ribellione contro lo stato di cose, gli squilibri nazionali e internazionali, il deficit del senso di umanità, il razzismo e l’ipocrisia che caratterizza le istituzioni e i media, come pure ampie fasce della popolazione, tutti fattori che hanno contribuito alla tragedia del 3 ottobre a un chilometro dalla costa di Lampedusa.

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Sul corno del rinoceronte

Meriem è morta. Mary è atterrata a Tunisi per partecipare al funerale. È sconvolta e disorientata, ma sa che per raggiungere Kairouan, la città natale dell’amica, deve prendere un taxi. Così, sale sul primo che trova. Il tassista Hedi diventa per lei una sorta di Virgilio: con lui Mary attraversa un paese in equilibrio precario tra festa e rivoluzione, speranze e proteste, nel pieno degli sconvolgimenti politici successivi alla liberazione dalla dittatura.

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Habiba la Magica

Emozionarsi, divertirsi, tuffarsi nell'avventura. La storia di una bambina come tante, che esplora il mondo e le sue verità nascoste, lontane e vicine. Habiba la Magica è un libro per ragazzi e ragazze che hanno voglia di crescere senza rinunciare alla fantasia, e per adulti che si impegnano ogni giorno a realizzare i loro diritti e le loro speranze. È anche un piccolo contributo alla campagna "'Italia sono anch'io" per il diritto alla cittadinanza italiana di chi nasce e vive nel nostro paese. Età di lettura: da 9 anni.

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Accogliamoli tutti

Accogliere tutti. È questa l’unica politica efficace in materia di immigrazione. È la soluzione più utile e produttiva per gli immigrati, ma soprattutto per gli italiani.In questo pamphlet Luigi Manconi e Valentina Brinis dimostrano, con argomenti sempre basati sulla realtà dei dati e dei fatti, che l’arrivo di donne e uomini stranieri è un’opportunità di

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Nel segno del Dragone

Prendendo spunto dal viaggio di Marco Polo, Nel segno del Dragone racconta l’Asia, la Cina ed in particolare la città di Hangzhou, grazie ad una reale esperienza di vita vissuta. Una storia che nasce dalla visione del mondo artistico, pittorico, di cento pittori italiani che hanno partecipato al progetto “Seguendo il cammino di Marco Polo” e che hanno conosciuto da vicino, vissuto e dipinto la città asiatica.  Nei suoi quattordici capitoli alternati da schizzi realizzati dai pittori del progetto “Seguendo il cammino di Marco Polo”, organizzato da Hangzhou Cultural Brand Promotion Organization e Assoartisti/Confesercenti, Paolo Lunghi narra momenti di vita vissuta in prima persona in una Cina antica, ma allo stesso tempo moderna.

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Guida migrante. Itinerari di turismo responsabile

Gli uomini hanno piedi, non radici, e sono da sempre in movimento.
Migrazioni e turismo sono due forme di viaggio che caratterizzano il mondo contemporaneo e le nostre città, sempre più globali e interculturali. La Guida Migrante è un libro diverso dalle tradizionali guide turistiche: raccoglie racconti di viaggio ai quattro angoli del mondo per accompagnare i lettori alla scoperta di Paesi vicini e lontani, con l’auspicio che i viaggiatori possano mantenere il medesimo spirito di curiosità, conoscenza, apertura e accettazione anche al rientro, per apprezzare il mondo sotto casa portato in Italia dai migranti. Un giro del mondo fatto di volti, storie, lingue, religioni, profumi e cibi dall’Albania alla Turchia, passando per Algeria, Argentina, Brasile, Burkina Faso, Cina, Colombia, Egitto, Etiopia, Italia, Istria, Gambia, Libano, Marocco, Perù, Romania e Senegal.

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Nel mare ci sono i coccodrilli

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. 

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I love Islam

Occidente e Islam sono davvero così distanti l'uno dall'altro? Quando la società avvicina tradizioni e religioni differenti, cadono i pregiudizi e si accendono invece curiosità, interesse, a volte anche fascinazione per ciò che prima era "il diverso". Soprattutto se, abbandonati i cliché dell'Islam repressivo ed estremista, si svela l'Islam al femminile. Allora si scoprono donne che lottano per l'affermazione della loro identità, di libertà troppo spesso negate, che difendono come possono il diritto alla loro femminilità. I love Islam dà voce ai tanti racconti di queste protagoniste e ci introduce in un mondo che riesce a conciliare il rigore di un velo e la ricercatezza di un abito, l'ossequio alla tradizione e il desiderio di apparire belle.

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La sposa birmana

Sullo sfondo di una Birmania dei primi anni ’40 e della lotta di liberazione dal giogo britannico guidata da Aung San, eroe nazionale e padre di Aung San Suu Kyi, si svolge la storia di Wai Wai, giovane donna birmana che sposa l’agente di un’azienda inglese ciecamente devoto alla mentalità coloniale occidentale. Combattuta tra la forza delle proprie radici familiari e l’amore per il marito, Wai Wai vive un doloroso e costante contrasto con la volontà del compagno di “civilizzarla” e di privarla della sua identità culturale.

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Roma periSferica

Verso la fine degli anni Sessanta Franco Ferrarotti e la sua équipe si recavano nelle periferie della capitale in piena espansione edilizia ed economica per osservarne gli effetti sociologici.
Scoprivano in tal modo le difficili condizioni di vita di molte persone, costrette a vivere in zone prive di servizi o in baraccopoli venute su spontaneamente. Da allora Roma è stata molte volte considerata un laboratorio sociale, da analizzare con strumenti e teorie delle scienze sociali, al fine di comprendere i fenomeni economici, politici e culturali presenti sul territorio.
Queste dinamiche sociali sono inserite nella storia recente, in cui la città contemporanea, come sistema urbano, ha mutato le sue caratteristiche strutturali e sociali, diventando un nodo della rete globale.
A distanza di oltre 30 anni il sociologo e i suoi collaboratori si sono recati nuovamente in quelle zone per comprendere le dimensioni sociali del cambiamento.

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Mondi al limite

Dalla Thailandia alla Cambogia, dalla Somalia alla Repubblica Democratica del Congo, dal Brasile alla Colombia, dal Pakistan all'Italia, nove scrittori italiani (Alessandro Baricco, Stefano Benni, Gianrico Carofiglio, Mauro Covacich, Sandrone Dazieri, Silvia Di Natale, Paolo Giordano, Antonio Pascale, Domenico Starnone) raccontano la realtà di alcune aree, in cui Medici Senza Frontiere opera, per sensibilizzare un largo pubblico sui temi della violenza urbana, della prostituzione, delle guerre, delle malattie e di tutte quelle crisi dimenticate che colpiscono le popolazioni indifese.

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I Rom e l’azione pubblica

I gruppi zigani sono molti e differenti. Abitano da secoli il tessuto urbano d’Europa. Sono parte integrante della storia italiana, soggetti in uno stato di diritto.
Spesso, tuttavia, le politiche nei loro confronti assumono tratti marcatamente discriminanti e di frequente gli enti locali adottano vere e proprie forme di razzismo istituzionale.
Altre volte, politiche e provvedimenti ben intenzionati falliscono per le proteste e le mobilitazioni locali, ma anche per il mancato ascolto e coinvolgimento dei diretti interessati, i rom e i sinti.

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Il circo capovolto

Un campo rom all’estremo confine di una città.
Si intravedono fabbriche in disarmo, tangenziali, supermercati.
Come un villaggio con leggi e lingua proprie, il campo viene visitato episodicamente da polizia, operatori sociali, autoambulanze.
C’è un capo naturalmente, burbero, diffidente, violento. Quando arriva l’ungherese Branko, l’accoglienza è fredda: deve restare ai margini fangosi del campo. Eppure a sera gli si fanno intorno i bambini, incuriositi dal suo grosso baule. Vogliono conoscere la sua storia. Ogni sera, fuori dal suo rifugio di lamiere, Branko ne racconta un pezzo.
Una storia di circo e di guerra, di acrobati e campi di sterminio.
Branko è l’inconsapevole discendente di una dinastia di circensi. Il nonno, tradito da quello che credeva essere un amico nell’Ungheria della Seconda guerra mondiale, ha perso la vita insieme a tutta la sua famiglia in un campo di prigionia. Il padre di Branko, unico sopravvissuto, ha celato al figlio le proprie origini. Ma il passato torna a galla, e Branko ripercorre le orme del nonno.
La luce del giorno scopre la durezza del vivere, la questua ai semafori, la droga consumata e commerciata, la brutalità della segregazione, ma al calar del sole Branko riprende il racconto e infine mostra ai ragazzini il contenuto del misterioso baule.
Dentro c’è un intero circo, con clavette, birilli e trapezi. E allora il grigio della sera si colora, e i bambini si trasformano in acrobati, clown, giocolieri. Ormai il seme del circo è stato piantato. E non può far altro che germogliare.
La voce di Branko che noi ascoltiamo, dolce, fragrante di sogni e di futuro, è in realtà la voce di un morto.
L’ungherese è stato ucciso ma non può morire, non sa morire, non fino a quando non è sicuro che abbiamo capito che l’immaginazione è più forte, che la vita è più forte.
Un romanzo che parla tutte le lingue della differenza, che modula con leggerezza e fantasia temi gravi come la guerra, il razzismo, la povertà, la speranza.

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Ancor ci si imbaRazza: storie di ordinaria xenofollia

La mia richiesta è semplice, niente dell’altro mondo: un orecchino con la forma del continente africano.
La signora appare un po’ sconcertata. […] Ma la ciliegina sulla torta arriva quando esclama tutta occhi luccicanti: "Ma non possiamo lasciarla vuota quest’Africa. Mettiamoci un brillantino sulla capitale!" La capitale????? Allibita, guardo mia madre. Il mio sguardo sta dicendo: "Ma questa qui l’ha fatta la quinta elementare?" Delicatamente, premurosa di non offendere, osservo: "Be’, bisognerebbe decidere quale". E lei, in tutto candore: "Perché? Ce n’è più di una?" A questo punto i punti esclamativi sono sulle nostre teste.
Salaci, sferzanti, divertenti nonostante la punta d’amaro: così sono i ventidue brevi racconti che compongono il libro di Sabrina Brancato "Ancor ci si imbaRAZZA".
Un carosello di storie che raccontano episodi di ordinaria xenofobia, e ciò che sconcerta non è tanto la xenofobia quanto l’ordinarietà.
Sono infatti vicende di tutti i giorni, vissute con la massima disinvoltura da parte dei protagonisti, che spesso peccano, se non proprio di razzismo, di quell’impostazione culturale più subdola che è il preconcetto razzista.

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Diritti umani – Tam tam afro antigliese

Tam-tam perché quando li hai sentiti una volta non li dimentichi più e continuano a seguirti e tu ricordi.
Era la festa di liberazione dello schiavo alla Martinica e quei tamburi giungevano fino all’alba dalla foresta e dalle spiagge nella città zitta di Fort-de-France. Avevo già visto disegni di catene spezzate sui muri della prigione di Basse-Terre in Guadeloupe e più viaggiavo in quelle isole e più squassava il pensiero la triste storia degli schiavi nelle piantagioni, come animali senz’anima, strappati alla loro Africa.
Il tam tam s’insinuava tra lo splendore dei fiori e il rumore dell’oceano, nell’aliseo che scuoteva i palmizi.
Ma sapevo che avrei incontrato Aimé Césaire e questo mi confortava. Finalmente gli avrei chiesto se anche lui sentiva quei tamburi.
A lui, l’uomo che con l’impegno politico, la sua poesia, la fierezza dell’identità negra aveva riscattato la dignità di tanti uomini sottomessi e di quelle terre dove era nato.
Inenarrabile incontro tra energia delle idee e la tenerezza di esseri umani. Il mio incontro con un Essere Umano.
Tornai in Italia e scrissi il suo tam-tam in un articolo pubblicato dalla rivista «La Scrittura».
Ho voluto riportarlo in questo libro.
In occasione di questo anno 2008 che celebra il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ho voluto ricordare A. Césaire martichinese, L. S. Senghor senegalese, L.G. Damas guianese, irripetibile insieme di uomini che della difesa di quei diritti hanno fatto ragione di vita.
Durante i lavori della pubblicazione, il 17 aprile 2008, A. Césaire è morto a Fort-de-France. Aveva 94 anni.

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Kurdistan – Cucina e tradizioni del popolo curdo

La strenua resistenza dei 32 milioni di curdi all’assimilazione, la loro emarginazione politica, sociale e culturale hanno determinato tensioni e contraccolpi di ampia portata nell’area in cui vivono, mostrando quanto sia limitativo relegare ad un ruolo di minoranza etnica un popolo transnazionale che dal punto di vista numerico è il quarto del Vicino e Medio Oriente, dopo arabi, persiani e turchi.
Probabilmente è l’etnia più numerosa che, a livello mondiale, non abbia ancora costituito un proprio stato. Un popolo che ha una unità etnica, culturale e sociale temprata nei millenni e che da oltre un secolo e mezzo con ricorrenti lotte e rivolte persegue il raggiungimento dell’unificazione politica o almeno il riconoscimento della sua specificità.
Il questo volume l’identità curda viene esaminata attraverso la quotidianità del millenario rito della cucina e delle tradizioni, anche letterarie, ad essa collegate.

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La città dei ragazzi

Si chiamano Alì, Mohammed, Francisco, Ivan. Hanno quindici, sedici anni. Vengono dal Maghreb, dal Bangladesh, da Capo Verde, dalla Nigeria, dalla Romania, dall'Afghanistan.
Sono arrivati in Italia nei modi più strani, spesso per noi inconcepibili: a piedi, nascosti sotto i camion. Devono imparare a leggere, scrivere, trovare un lavoro e rendersi autonomi. Ma soprattutto avrebbero bisogno di crescere e diventare grandi.

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