Questa è la relazione richiesta dall'imperatore di Spagna Carlo V, dopo le ampie esposizioni orali fatte dal domenicano Bartolomé De Las Casas, sulle distruzioni operate dalle armate spagnole nelle Indie (Antille, Messico, Guatemala, Venezuela, Florida, Rio della Plata).
"Io ho deciso, per non essere reo, tacendo, di mettere a stampa..." le ingiustizie e le devastazioni, le rovine e le distruzioni... le opere inique, tiranniche, condannate... esecrabili e abominevoli fatte dagli spagnoli alle genti delle Indie "pacifiche, umili e mansuete".
La denuncia più dura e documentata della conquista delle Americhe scritta nel 1542 e tuttora considerata uno dei libri classici per conoscere il massacro dei popoli indios.
Bartolomé de las Casas
Nato nel 1484 a Siviglia, si trasferisce nel Nuovo Mondo. Inizialmente in possesso di un certo numero di indigeni, si converte dopo aver ascoltato la predica di un frate, ed inizia la sua battaglia a favore degli indios. Nominato vescovo, rinuncia alla funzione e muore nel 1566.