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La casa del dolore altrui

All’inizio del XX secolo, sulla soglia della modernità e del progresso, una vicenda scuote la storia del Messico: tra il 13 e il 15 maggio del 1911, nella convulsa congiuntura che segue lo scoppio della Rivoluzione, parte della comunità cinese di La Laguna viene massacrata, in modo violento e arbitrario, dalle truppe degli insorti e da comuni abitanti della cittadina di Torreón, convertiti in turba incontrollata. Si tratta della più grande strage di orientali nel continente americano, una mattanza seguita prima da negazione e calunnia, e poi da minimizzazione e disprezzo, simboli di una xenofobia dilagante, indifferente alla barbarie.

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La fila indiana

Santa Rita è un’immaginaria città di frontiera nel sud del Messico, un passaggio obbligato per chi cerca fortuna negli Stati Uniti. È qui che Irma, una giovane assistente sociale con una figlia di sette anni e un divorzio alle spalle, viene inviata per gestire un’emergenza presso la Commissione Nazionale Migrazione: la morte di centinaia di migranti a seguito di un incendio in un centro di accoglienza. Quello che però Irma ancora non sa è che portare sua figlia con sé non è stata una buona idea, come non lo è entrare in contatto con una sopravvissuta, tentando di proteggerla.

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Messico istruzioni per l’uso

Il popolo, la cultura, la vita quotidiana, la politica del Messico – e i suoi tic, le sue delizie e assurdità – sono distillati in ciascuno dei capitoli di questo libro, che compone una sorta di guida involontaria, per turisti avventurosi o da divano. Un manuale che è al tempo stesso di autoaiuto per messicani e di sopravvivenza per i visitatori e i turisti, grazie al quale cercare una via di uscita dal labirinto della burocrazia e dell’inefficienza dei servizi pubblici, o comprendere le misteriose forme attraverso cui si manifesta la ineludibile «ospitalità a tutti i costi» dei messicani.

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Umami

Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile. Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata?

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Gli anni con Laura Diaz

Nata nella regione di Veracruz da una famiglia di latifondisti, Laura Díaz conosce presto gli slanci e i contrasti della rivoluzione: è lottando per una società più giusta che il fratellastro Santiago trova la morte. Quella prima figura maschile l'accompagnerà negli anni e segnerà profondamente la sua esistenza. Il matrimonio con un leader sindacale porta Laura a Città del Messico, dove conosce, negli ambienti intellettuali, l'inquietudine, la sete d'esperienza e una forza interiore inesauribile. E' grazie a queste risorse che la protagonista continua il suo cammino, vivendo nuovi amori e nuove perdite: la passione per un ambasciatore spagnolo esiliato dal franchismo, la morte del figlio e del nipote, l'affetto di un americano.

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La morte ha il permesso

A cento anni dalla nascita, Edmundo Valadés, considerato oggi un maestro della letteratura breve, viene tradotto per la prima volta in italiano. I diciotto fulminanti testi di questa raccolta abbracciano temi universali, narrati da personaggi in un momento decisivo della propria esistenza: due adolescenti sono alle prese con la loro prima volta; un vecchio ha coltivato per tutta la vita un sogno e proprio quando sta per realizzarlo decide di rinunciarvi; un uomo fa un bilancio delle sue esperienze nel momento in cui sta per essere assassinato; un altro fa i conti col passato senza riuscire a lasciarsi alle spalle la guerra nella quale ha combattuto.

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Confabulario

Juan José Arreola, puntiglioso artigiano della parola, solitario e individualista, ha rincorso con l’ostinazione dell’autodidatta la sintesi assoluta per tutta la sua carriera di scrittore, producendo alcuni dei racconti più significativi della letteratura latinoamericana. Pubblicato oggi in una nuova traduzione di Stefano Tedeschi, il Confabulario di Arreola è una raccolta di racconti e prose che sfidano qualunque tentativo di classificazione: dall’aforisma alla satira, dal fantastico al visionario, dal grottesco al noir.

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Bestiario

Nei brevi e fulminanti bozzetti che formano Bestiario – dettati a braccio nel corso di una settimana a un giovanissimo José Emilio Pacheco – Arreola concentra tutta l’ironia e la sagacia della sua poetica. L’autore si mette parodicamente nei panni di un naturalista e caratterizza i vari animali riflettendo allo stesso tempo sulla condizione umana.

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Quelli di sotto

Pubblicato oggi a cento anni dalla sua prima uscita, Quelli di sotto è un classico della letteratura messicana, il più celebre esempio del filone narrativo noto come Letteratura della Rivoluzione. Il protagonista è Demetrio Macías, un contadino che abbraccia la rivoluzione quasi suo malgrado, più per una concatenazione di eventi che per dei fervidi ideali, e che terminerà la sua parabola, alla scena finale del romanzo, senza aver davvero compreso per quali valori sta lottando.

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Il cartello del pacifico

A Edgard "Zurdo" Mendieta questa volta tocca un caso che sembra di facile soluzione: l'omicidio di una ballerina di lap dance. Appena giunto sul luogo del delitto scopre però che il corpo che giace tra le erbacce è quello della bellissima ragazza brasiliana Mayra Cabral de Melo, che Mendieta aveva conosciuto tempo addietro a Mazatlán. Poco dopo anche Yolanda Estrada, coinquilina di Mayra, viene ritrovata senza vita.

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Proiettili d’argento

Abbandonato dall'unica donna che ha mai amato e in cura da uno psicanalista per superare un trauma della sua infanzia, al detective Edgar "Zurdo" Mendieta viene affidato un caso che sembra un vero rompicapo.
Bruno Canizales, avvocato di successo e figlio di un importante politico, è ritrovato morto con la testa perforata da una pallottola d'argento.

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Cucinati un uomo

Cucinati un uomo è un'opera di teatro scritta in risposta alla sua prima opera teatrale, Vacío, manifesto contro la maternità che sosteneva la tesi per cui le artiste non possono nè vogliono avere figli e che la maternità per un'autrice è una rovina. In questo libro l'autrice afferma che la maternità non è una rovina ma una decisione. E' un'opera infantile, fobica, con senso dello humor e che guarda con innocenza al "fenomeno" del corpo femminile e ai ruoli sociali che gli vengono imposti.

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Una rivoluzione chiamata Pancho

La biografia di Pancho Villa, il rivoluzionario messicano entrato nella leggenda, scritta nello stile di Paco Taibo, che in tanti anni di ricerche ha dipanato un groviglio di aneddoti, dicerie, falsità o mitizzazioni. Un affresco della più complessa rivoluzione - la prima del XX secolo - seguendo la vita avventurosa, temeraria e tormentata dell'uomo che si chiamava in realtà Doroteo Arango, bandito per ribellione ai soprusi dei latifondisti divenuto generale della División del Norte, un esercito talmente disciplinato e ben organizzato da suscitare all'epoca l'interesse di osservatori militari europei e statunitensi.
Questo libro ricostruisce le peripezie, dai particolari più stravaganti alle imprese memorabili, di un uomo sagace e imprevedibile, illetterato che fondò scuole in tutti i territori conquistati, astemio in un ambiente di forti bevitori, dallo sguardo magnetico.

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Svaniti nel nulla

Il preside di scuola Medardo Rivera è in carcere per avere assassinato un tale Lupe Bárcenas. Secondo l'accusa, il 6 dicembre, durante la festa paesana di un minuscolo villaggio sperduto dello Yucatan, ai piedi della ruota panoramica, Rivera gli ha conficcato in corpo un paio di pallottole con una pistola estratta dal giubbotto. Peccato che quel 6 dicembre Rivera si trovasse a ottanta chilometri dal luogo dell'omicidio, che a San Andrés in realtà non ci fosse nessuna ruota panoramica e che lui non abbia mai posseduto un giubbotto. Come se non bastasse, il morto è stato visto con assoluta certezza mentre si ubriacava in compagnia dei poliziotti e dei latifondisti della zona. Manco a dirlo, per risolvere un caso tanto equivoco e spinoso è stato assunto l'investigatore privato Héctor Belascoarán, che per cominciare dovrà scovare il presunto defunto.

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E doña Eustolia brandì il coltello per le cipolle

"Non si pretenda di trovare altro che la testimonianza di un militante." Con questa premessa, Taibo introduce la sua raccolta di racconti e cronache per quotidiani e periodici messicani.
Diversi gli spunti: la collaborazione tra studenti e operai per riorganizzare il sindacato nelle fabbriche, episodi di corruzione, contestatori che mostrano i genitali alle feste degli intellettuali, donne che si armano di coltelli da cucina per attaccare sbirri a cavallo durante uno sciopero, sparizioni in Nicaragua di fantomatici giornalisti... Una visione corrosiva del Messico contemporaneo, immagini di un tassello di storia misconosciuta che rivive nell'epica popolare della gente comune.

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Rivoluzionario di passaggio

Messico 1920. Sebastián San Vicente è di passaggio, perché per i posti ci si passa, per le idee no. Nel corso di tre anni ruba le buste paga di una fabbrica perché vadano agli scioperanti e non ai crumiri, si mette alla testa dei campesinos che assaltano le fattorie al grido di «Viva Lenin», organizza un sindacato di prostitute. Espulso dal paese rientra clandestinamente attraverso la selva del Chiapas, affronta a cazzotti l.esercito, mangia tacos, dirige scioperi. Poi ha un incubo da cui si risveglia per predicare la sua ultima utopia. Quindi sparisce.

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Come la vita

José Daniel Fierro, convinto democratico e indolente scrittore di romanzi gialli, si ritrova catapultato nei panni del capo della polizia di Santa Ana, sgangherata cittadina mineraria del Nord messicano in mano a latifondisti e uomini senza scrupoli, "dediti al messicanissimo mestiere di uccidere su commissione".
Con il distintivo dell'Uomo Ragno sul petto, una squadra di balordi al suo fianco e svariati cadaveri sul suo cammino, Fierro scoprirà tutto senza risolvere nulla, perché il caso preferirà svelarsi da sé. Diario, epistolario e avventura si mescolano in questo romanzo iperreale, una "ensalada de fruta" fresca d'umori e colori, ma dove qualche "hijo de puta ha infilato un peperoncino".

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Il fantasma di Zapata

Emiliano Zapata non è morto? Chi ha assassinato l'ingegnere di una fabbrica giusto all'inizio di un grande sciopero? E perché qualcuno sta perseguitando la figlia di una nota pornostar? Come se non bastasse una sola storia, Héctor Belascoáran Shayne si trova a dover risolvere tre enigmi che hanno una soluzione unica, un rompicapo intricato e indecifrabile come la metropoli che li ha originati: Città del Messico.

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Senza perdere la tenerezza. Vita e morte di Ernesto Che Guevara

Torna nella nuova edizione definitiva, corretta e aggiornata, questa documentatissima biografia di Ernesto Che Guevara, frutto di un lavoro durato anni. Paco Taibo ha attinto a lettere, diari, appunti, articoli, poesie, discorsi, conferenze, interviste, testimonianze e documenti inediti conservati negli archivi cubani. La nascita in una famiglia della buona borghesia argentina, una giovinezza nomade e ribelle, l'epica avventura sulla Sierra Maestra e le responsabilità politiche nella Cuba assediata dall'embargo statunitense, fino alla tragica morte sui monti della Bolivia: da queste pagine emerge un ritratto virile e dolce, molto più ricco e profondo dell'icona oggi divulgata.

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Il labirinto della solitudine

Un ritratto esauriente della società messicana, dai principali avvenimenti storici, alla politica, ai rapporti con i nordamericani, fino a descrivere le tradizioni popolari e il loro rapporto con la morte.
Scritto nel 1950, il libro continua ad essere di fondamentale importanza, non solo per i messicani stessi, ma anche per chi voglia comprendere più a fondo quest’affascinante cultura.

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