Lunedì, 08 Novembre 2004 01:00

Monné, oltraggi e provocazioni

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Disobbedendo a Samory, imperatore di tutto il paese mandingo, il re di Soba, Djigui Keita, non ha raso al suolo la sua città all’arrivo delle truppe coloniali – sicuro che la magia degli antenati, la protezione di Allah e la muraglia fatta edificare in fretta e furia sarebbero bastate a respingere i «nazareni». Costoro prendono Soba senza colpo ferire e sottomettono Keita alla loro autorità, facendogli giurare fedeltà davanti alla bandiera francese pur permettendogli di conservare la propria religione.

Disobbedendo a Samory, imperatore di tutto il paese mandingo, il re di Soba, Djigui Keita, non ha raso al suolo la sua città all’arrivo delle truppe coloniali – sicuro che la magia degli antenati, la protezione di Allah e la muraglia fatta edificare in fretta e furia sarebbero bastate a respingere i «nazareni». Costoro prendono Soba senza colpo ferire e sottomettono Keita alla loro autorità, facendogli giurare fedeltà davanti alla bandiera francese pur permettendogli di conservare la propria religione.
S’instaura così la «civilizzazione» dei bianchi, la quale trasforma tutto il paese mandingo. Ma, mentre i griot cantano la gloria di Djigui Keita, colui che li ha preservati dalla temuta conversione al cristianesimo, e dei suoi centovent’anni di regno, il re decaduto sprofonda in una collaborazione sempre più portatrice di morte e di distruzione con l’occupante.

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Letto 1285 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Ottobre 2013 16:31