Martedì, 28 Aprile 2015 11:24

Decolonizzare la mente

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I quattro testi che compongono Decolonizzare la mente, pubblicati in inglese alla metà degli anni Ottanta, sono a buon diritto tra gli scritti più famosi di Ngugi, la summa di un pensiero che si è andato formando con anni di studio e con dolorose esperienze vissute in prima persona: in particolare la scelta di scrivere una pièce di critica al potere nella sua lingua madre, il gikuyu, in modo che potesse essere capita da ogni strato di pubblico, costò allo scrittore oltre un anno di detenzione.

I quattro testi che compongono Decolonizzare la mente, pubblicati in inglese alla metà degli anni Ottanta, sono a buon diritto tra gli scritti più famosi di Ngugi, la summa di un pensiero che si è andato formando con anni di studio e con dolorose esperienze vissute in prima persona: in particolare la scelta di scrivere una pièce di critica al potere nella sua lingua madre, il gikuyu, in modo che potesse essere capita da ogni strato di pubblico, costò allo scrittore oltre un anno di detenzione.
Fu in quei mesi di carcere che Ngugi maturò la convinzione che “l’arma più grande scatenata ogni giorno dall’imperialismo contro la sfida collettiva degli oppressi è la bomba culturale, una bomba che annulla la fiducia di un popolo nel proprio nome, nella propria lingua, nelle proprie capacità e in definitiva in se stesso”.
In questo senso, Decolonizzare la mente, sempre in bilico tra saggio e autobiografia, può dire molto a tutti quei lettori che vogliano osservare criticamente i fenomeni connessi alla globalizzazione e, più vicino a noi, gli effetti di una politica culturale ​appiattita sulla
banalità e sull'omologazione​.

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Letto 2133 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Aprile 2015 11:31