Martedì, 28 Settembre 2010 17:53

Alcuni dei miei migliori amici sono bianchi

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Ignorando il politicamente corretto un trentacinquenne nero della classe media, cresciuto quando ancora c'era l'apartheid, l'autore ci intrattiene con le sue idee sulla società sudafricana contemporanea. Senza falsi pudori il protagonista varca di continuo le frontiere razziali e passa al microscopio lo strano miscuglio di popoli e culture che i sudafricani chiamano casa: dall'educazione dei figli ai taxi collettivi, dal rapporto uomo-donna all'idea di democrazia, dalla politica alla criminalità urbana.

Ignorando il politicamente corretto un trentacinquenne nero della classe media, cresciuto quando ancora c'era l'apartheid, l'autore ci intrattiene con le sue idee sulla società sudafricana contemporanea. Senza falsi pudori il protagonista varca di continuo le frontiere razziali e passa al microscopio lo strano miscuglio di popoli e culture che i sudafricani chiamano casa: dall'educazione dei figli ai taxi collettivi, dal rapporto uomo-donna all'idea di democrazia, dalla politica alla criminalità urbana. Il linguaggio, volutamente provocatorio, è quello di un uomo medio un po' ottuso, maschilista e vagamente qualunquista.

 

Informazioni aggiuntive

  • Anno: 2010
  • Autore: Ndumiso Ngcobo
Letto 933 volte Ultima modifica il Martedì, 28 Settembre 2010 17:57