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Una questione di potere

Il romanzo, a sfondo autobiografico, narra la storia di Elizabeth, meticcia, segnata dal marchio della follia materna, dall'emarginazione, dalla miseria e dall'esilio.
Ma principalmente è la storia di un itinerario spirituale, di un viaggio introspettivo, raccontato da una delle massime voci della narrativa sudafricana contemporanea.

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Sabbie nere

Sibiya, condannato a morte con l'accusa di aver stuprato una donna bianca, trascorre i suoi giorni nel carcere di Durban interrogandosi sull'accaduto.
Accetta di parlare con uno psichiatra svizzero riandando al proprio passato e ricostruendo il proprio sé.
Il romanzo esplora l’enigma e l’ambiguità della condizione umana e del desiderio.

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Storia di una fattoria africana

Sostenitrice dei diritti della donna e della popolazione nera, l'autrice ha vissuto tra il Sudafrica e l'Inghilterra a partire dal 1881.
In questo romanzo le vicende emblematiche di tre personaggi singolari e, sullo sfondo, spettatori delle vicende dei bianchi, i neri.

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Il lungo viaggio di Poppie Nongena

La storia di Poppie, una sudafricana nera di etnia xhosa, e della tremenda battaglia condotta nel paese dell'apartheid, raccolta e raccontata dalla penna della donna bianca per cui lavora.
La memoria di Poppie si stende lungo un arco di tre generazioni, percorrendo le tappe della storia sudafricana lungo il filo delle sue dolorose vicende familiari.

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Preludio

Preludio è l’unica parte che la Schreiner considerava definitivamente compiuta di un romanzo cui lavorò fino alla morte, e che fu poi pubblicato postumo dal marito nel 1926 con il titolo From Man to Man.

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Spedizione al Baobab

La voce narrante è quella di una vecchia schiava che, dopo una vita affollata di esperienze, si è ritirata dal mondo per terminare i suoi giorni nel tronco cavo di un baobab, simbolo di vita eterna, dove i piccoli uomini iniziano a venerarla come un essere soprannaturale.
Il baobab rappresenta anche l'inizio del suo affascinante viaggio interiore e di una meditazione sulla vita.
L’autrice di questo romanzo è considerata una delle maggiori poetesse in lingua africaans.

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1899. Racconti

Una raccolta delle migliori prose brevi dell'autrice, incentrate sull'atmosfera e sui temi della guerra anglo-boera e del femminismo di fine Ottocento.
Milleottocentonovantanove è una commovente testimonianza di una fase della storia sudafricana, narrata attraverso l’esperienza di due donne.
Peter Halket, soldato del Mashonaland, in cui il protagonista percorre le atrocità della guerra senza comprenderne il senso, ebbe un fortissimo impatto sull’opinione pubblica.

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La vita e il tempo di Michael K

Figura emblematica e altamente rappresentativa, Michael K è una delle creazioni più intense e drammatiche della giovane letteratura sudafricana.
Dopo un'infanzia trascorsa in un orfanotrofio, il protagonista vivrà una vita isolata nutrendosi di radici e di insetti.

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Un’arida stagione bianca

La presa di coscienza politica di un insegnante bianco appartenente alla media borghesia nella Johannesburg degli anni settanta, dilaniata dalla rivolta nera e dalla ferocia repressiva della polizia e del regime. Ben Du Toit indaga sulla morte di un suo amico nero “suicidatosi” in carcere, scoprendo un pantano vischioso di menzogne, corruzione e omicidi impuniti. Un intenso e provocatorio romanzo di denuncia.

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Foe

Susan Barton naufraga in un'isola abitata solo da un uomo enigmatico, Cruso, e dal suo servitore, Venerdì. Del loro passato, Susan riesce a sapere poco o nulla. Cruso le rivela solo che Venerdì è incapace di parlare: qualcuno gli ha mozzato la lingua quand'era ancora bambino, condannandolo a un eterno silenzio. Dopo la morte di Cruso, Susan, salvata e riportata in Inghilterra insieme a Venerdì ha un unico desiderio: che uno scrittore, Foe, racconti dell'isola, di lei, di Cruso e, soprattutto, dia voce al silenzio di Venerdì che, giorno dopo giorno, si fa insopportabile.

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La prima vita di Adamastor (o sull’origine del Capo delle Tempeste)

In questa originale novella, a raccontarci del primo sbarco degli stranieri sul suolo inviolato della Penisola del Capo è T'kama, capotribù degli Ottentotti e contemporaneo di Vasco de Gama.
A lui, uomo di nobile stirpe e di antica esperienza, tocca il primo avvistamento di una flotta portoghese e l’incontro con la prima donna bianca.

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Deserto

Il diario di Magda, figlia di un agricoltore bianco, nello scenario desolato e inebriante delle solitudini sudafricane.
Il racconto di una follia solitaria, traboccante infelicità, dove è difficile discernere fantasia e realtà.

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La polvere dei sogni

Kristien, dopo molti anni di esilio a Londra, torna nella città della sua infanzia per vegliare la nonna che, in punto di morte, è ossessionata dalla paura di non poter trasmettere alla nipote la storia della famiglia e, con essa, del Sudafrica.

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Il maestro di Pietroburgo

In esilio a Dresda, Dostoevskij ritorna a Pietroburgo sotto falsa identità, dopo la morte dai contorni poco chiari del figliastro. Lo scrittore si stabilisce nell'appartamento che era stato di Pavel e ossessivamente, insegue il fantasma del figlio per scoprire che cosa veramente gli sia capitato, indagando negli ambienti rivoluzionari di Nechaev.

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Età di ferro

La lunga lettera di una donna alla figlia lontana, nel Sudafrica degli anni ottanta.
La voce della protagonista, che scopre di essere giunta allo stadio terminale della sua malattia, si confonde con la voce di una terra dilaniata da un male affine, la violenza che permea il suo tessuto sociale e morale.

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Le confessioni di un terrorista albino

Breyten Breytenbach racconta la storia del proprio arresto in Sudafrica, nel novembre del 1975. Arrivato a Johannesburg per battersi contro il regime dell'apartheid, Breytenbach viene accusato di essere un agente del KGB e sbattuto in prigione, dove resterà per 7 lunghi anni. Lo scrittore rievoca le angherie subite, la vita dei detenuti, ma anche l'importanza della scrittura, come strumento di evasione e di libertà. Una denuncia atemporale di ogni forma di razzismo, schiavitù, odio, apartheid.

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Memoria di neve e di polvere

Meheret, giornalista etiope che vive a Parigi, narra alla figlia che sta per nascerle la sua saga familiare, per conservare il senso delle origini e della memoria.
Il suo uomo, Mano, un attore sudafricano impegnato politicamente, rientrato in Sudafrica per una missione clandestina, è arrestato e condannato a morte.
L’amore che lega i due protagonisti diventa una rappresentazione della coscienza dei diversi popoli africani.

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Ritorno in paradiso

L'autore ritorna per tre mesi insieme alla moglie in Sudafrica nel 1991, dopo il lungo esilio in Europa seguito agli anni della carcerazione.
Con la sua sensibilità di pittore e il suo talento di scrittore conduce il lettore in un viaggio sospeso tra cronaca e memoria, attraverso la maestosa natura dell’Africa, i suoi riti, i suoi contrasti.

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Aspettando i barbari

Una piccola e prospera cittadina ai confini di un impero immaginario è minacciata, o si crede minacciata, dai barbari.
Le abitudini e la tranquillità degli abitanti, che progressivamente l’abbandonano, vengono sconvolte, mentre la città è preda delle scorrerie dei soldati che dovrebbero difenderla.

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