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Aquarium

La foto di due bambini tra le mani. Ulises è in aereo e sta attraversando il mondo per ritrovarli. Sono Tadeo e Alicia, i suoi figli portati via dalla moglie. In Israele, un paese devastato dalla violenza, in cui Ulises, straniero, deve lottare per farsi comprendere. L’incontro con Irit, un’artista, cambia tutto. Il limite linguistico che li divide è solo apparente: i due sapranno creare un linguaggio tutto loro, fatto di sguardi, di corpo, di sensazioni.

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Kamchatka

Kamchatka è una parola stramba. Per alcuni non ha nessun significato, per altri suona come un incrociarsi di spade, per altri ancora è il paese in alto a destra nel tabellone del Risiko. Per Harry, è l’ultima parola pronunciata dal padre prima di diventare uno dei tanti desaparecidos. 1976: Harry è un bambino a cui piace inventare storie, giocare con il suo amico Bertuccio, sfidare suo padre a Risiko. Ha un fratello più piccolo, il Nano, e ama i suoi genitori.

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Scritto sulla tua terra

In Scritto sulla tua terra il giovane autore racconta la scomparsa del padre Héctor Libertella (1945-2006), figura di spicco nel panorama delle lettere argentine, nonché uomo sopra le righe e immolato all’alcolismo: ma se nel racconto del lutto, mai enfatico, mai accanito, Mauro cerca innanzitutto una riconciliazione affettiva, per lui è altrettanto importante ricollocare se stesso in un’ipotetica genealogia letteraria. Si chiede infatti Mauro: è possibile diventare scrittori quando il nostro cognome appartiene già a uno autore consacrato? Una narrazione dura, onesta, talvolta soffocante, ma al contempo mai deprimente in cui l'autore racconta gli ultimi giorni di questo grande padre.

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Serpenti

Nella provincia argentina di Misiones, ai confini con il Paraguay e il Brasile, tre tardo-adolescenti si ritirano in una estancia a ridosso della foresta per una vacanza che si trasformerà in un grottesco rito di passaggio all’età adulta. Storditi dal caldo asfissiante della selva e da una zuppa psichedelica fatta in casa, i ragazzi affrontano un paesaggio minaccioso, che nasconde serpenti annidati ovunque (uno dei tre è affetto da ofidiofobia e si documenta ossessivamente sulle varie specie).

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Quando parlavamo con i morti

Tre storie inquietanti nella Buenos Aires di oggi. Nella prima quando parlavamo con i morti quattro ragazzine comprano una tavola ouija e iniziano a parlare con i fantasmi: cercano informazioni sui parenti e conoscenti desaparecidos, ma qualcosa va storto e un frammento di quel passato gioca un brutto scherzo a una di loro. Nel secondo racconto Silvina osserva in metro una giovane mendicante sfigurata dalle ustioni, la quale racconta ai passanti che è stato il compagno a ridurla così: di lì a poco gli ospedali si riempiranno di donne ustionate, ma dietro la violenza si nasconde un programmatico atto di ribellione.

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Opendoor

Non ha nome, luogo d’origine, famiglia di appartenenza. Sappiamo che ha studiato veterinaria e che lavora, con scarso entusiasmo, in un negozio di animali. Da poco tempo ha conosciuto una ragazza che invece un nome ce l’ha (Aída) e, apparentemente, una vita movimentata da impegni. Si è trasferita a casa di lei, per una scelta quasi casuale, in cui il sesso è più una forma di vicinanza e di conforto. Senonché (ed è questo l’evento che dovrebbe, almeno in teoria, far virare il racconto) Aída scompare e, contemporaneamente, la nostra protagonista assiste al suicidio di una persona che si getta nel fiume dal ponte de La Boca (una donna? giovane? Aída?)

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L’amore stregone

Nella Buenos Aires degli anni Trenta, durante una delle innumerevoli dittature che si succederanno nel ventesimo secolo e nel pieno dell’industrializzazione e del boom demografico, l’ingegnere Estanislao Balder, sposato e con un figlio piccolo, si innamora perdutamente di un’adolescente di buona famiglia. Stregato da questa passione, manipolato dalla madre della giovane, combattuto tra il desiderio di lasciare la moglie e e le convenzioni sociali, si perde in un gioco pericoloso e perverso in cui è a rischio la sua stessa sanità mentale.
Una semplice storia d’amore che, nelle mani di un narratore geniale, diventa l’affresco allucinato e grottesco di un’epoca. L’amore stregone è 'l ultimo romanzo di Roberto Arlt, pubblicato ora in Italia per la prima volta.

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Racconti fatali

Maestro e primo interprete del racconto fantastico sudamericano, Leopoldo Lugones raccolse in questo libro cinque testi brevi, pubblicati nel 1924, tradotti oggi in italiano per la prima volta. La nota comune a questi racconti è data proprio dall'aggettivo "fatali". Fatalità intesa come forza inevitabile che sembra determinare gli eventi e le azioni dell'uomo, condizionandone in maniera inappellabile i risultati.

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Assassini dei giorni di festa

"Anni sono trascorsi dopo di allora e continuiamo ancora a vivere qui nella casa di calle Arenales, continuiamo ancora a conservare la collezione di anticaglie e una santa nella segreta cella. Ma qualcosa non andò come l'avevamo architettata".
"Assassini dei giorni di festa" (che significa, per ragioni che si scopriranno, non coloro i quali uccidono nei giorni di festa, ma che uccidono i giorni di festa) è una storia grottesca, ironica, nera opaca, con punte di vera necrofilia, e che si muove in un crescendo di tutti i suoi toni.

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Rosaura alle dieci

Rosaura, alle dieci, suona alla porta della pensione "La Madrilena" di Buenos Aires. Dietro di lei è una storia con un uomo ospite fisso della pensione, il pittore Camillo Canegato; davanti a lei, un matrimonio improvvisato e una morta violenta, consumati in un rapido arco di tempo.
Ma chi sia Rosaura, quale sia la sua identità, la sua vicenda personale, i tratti del carattere e perfino del corpo, al lettore non sarà dato di sapere con precisione... di Rosaura chi legge avrà soltanto le versioni che ne danno gli ospiti della pensione, generosi o gretti, cinici o romantici, timidi o spavaldi, confusi o colti... versioni in cui si riflette esattamente solo il carattere dei testimoni dei fatti.

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Mai più pene né oblio-Quartieri d’inverno

Si aggirano per le strade di questo libro figure in bilica tra farsa e tragedia, sotto una pioggia incessante e torrenziale, in giorni che si dilatano nel tempo, in notti di scontri e di segreti, di amicizie repentine e piccoli eroismi.
Incontriamo in Quartieri d'inverno Andrés Galvan, la "Voce d'oro di Buenos Aires" e Tony Rocha pugile suonato, la faccia triste e il braccio lungo come una pompa da incendio; poi le opposte fazioni di Mai più pene né oblio, don Ignacio, eroe per sbaglio, Cervino e il suo inseparabile aereo Torito, il matto Pelaez.
La scrittura "cinematografica" di Soriano, esatta, tagliente e ricca di humour, racconta la tragedia sudamericana evidenziandone ill carattere ironico e assurdo, oltre che crudele e disumano: il dispostismo umanizzandosi perde credibilità e misurandosi con il più marginale dei contesti sociali si staglia come uno spettro cell'insensatezza e dell'illegittimità.

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Io, poeta di Buenos Aires

La vita, le opere, i personaggi di Borges attraverso le sue parole in una raccolta di interviste e colloqui con il grande autore e risalenti a vari periodi della sua creazione artistica. Tratti di particolare intensità riguardano la famiglia, la madre, il suo rapporto con la cecità e quello con la morte. Ma non mancano riflessioni su letteratura e politica e risposte franche sul rapporto, molto discusso e criticato, fra l'autore e la letteratura cilena in occasione della consegna di un premio a Santiago.
Un libro per capire a fondo il poeta e l'uomo Borges.

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Il tradimento di Rita Hayworth

Il libro è la storia del fanciullo Toto "che si crede in un film", nel periodo decisivo della sua formazione, con un padre assente odiato e amato insieme, le rigide separazioni del sessismo, la chiacchiera quotidiana nel suo ambiente della provincia argentina.
Nelle sue trasfigurazioni della realtà, che sono sempre la difesa e il dramma di una identità minacciata, ogni episodio diventa la scena di un film preso dalla sua sterminata filmografia di spettatore accanito.

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Pube angelicale

Due storie scorrono e si intrecciano su due piani diversi: una vicenda reale, ambientata nel Sudamerica della guerriglia, e una vicenda fantastica, cinematografica, sullo sfondo di una Hollywood anni Trenta. Anita, una donna fuggita dall'Argentina e ricoverata in un ospedale a Città del Messico, è la protagonista della prima. La "donna più bella del mondo" è il personaggio dell'altra storia, proiettata in una dimensione favolistica, fra avventure di spie e splendori kitsch.

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The Buenos Aires affair

Il romanzo racconta il disagio di vivere che accomuna i due protagonisti. Sono un uomo e una donna smarriti nella ricerca di un amore che sappia coniugare gli aneliti del cuore e gli appetiti del corpo, ritratti nell'incapacità di allontanarsi da scene vissute nel passato, condizionati da mitologie sgargianti in cui tentano invano di trovare corrispondenze con la loro realtà misera di colori.

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I sette pazzi

Pubblicato nel 1929, e considerato uno dei grandi romanzi che inaugurano la letteratura argentina moderna, I sette pazzi racconta il bizzarro piano di un gruppo di cospiratori improvvisati, alle prese con la loro personalissima rivoluzione che muterà le sorti del paese, e che sarà finanziata grazie alla gestione di una catena di bordelli. Il protagonista, Erdosain, ladro e inventore di strambi fiori metallizzati, si imbarca nell’irrealizzabile impresa accompagnato da figure memorabili come l’Astrologo, il Ruffiano Melanconico, l’ebreo Bromberg e il Cercatore d’Oro. 

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Il cavallo alato

Il padre di Irene fa il custode in un museo dove, come in un immenso negozio di giocattoli, sono esposti statue e quadri che milioni di persone ammirano ogni giorno.
Nessuno sospetta, però, che Irene abbia stretto amicizia con la grande, candida statua di un cavallo alato e che i due siano pronti a volarsene via nel cielo notturno, verso luoghi irraggiungibili agli uomini... perché quel bianco cavallo con le ali non è altri che Bellerofonte, creatura mitica e immortale che portò in groppa eroi e dei.

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L’arancia meravigliosa. Fiabe per bambini grandi e per grandi bambini

Racconti in cui si narra di frutti fatati, maghi metropolitani, angeli pasticcioni, lepri dorate e zie un po' streghe.
Una sorpresa straordinaria per chiunque voglia offrire ai bambini di oggi la possibilità di leggere un libro ammaliante e sottilmente ironico, che guarda alla fiaba e tuttavia dichiara la propria appartenenza al territorio della grande letteratura.

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Mascaró

Tutto comincia una notte nella locanda di Arenales. L’orchestrina del paese si trascina suonando fino all’alba in attesa che il Mañana, una vecchia nave scalcinata, salpi per condurre Oreste verso un porto che forse non esiste. Insieme a lui si imbarcano lo stravagante Principe Patagón, il misterioso cavaliere Mascaró e altri passeggeri altrettanto fuori dal comune. Sarà proprio il Principe, poeta, attore, mago e indovino certificato, alchimista, “praticamente imperatore”, a trascinare Oreste, e altri con lui, in un’impresa folle dando vita a un carosello di artisti girovaghi, guitti improvvisati e glorie decadute. Tutti abbandonano consapevolmente ogni legame con l’esistenza precedente per assumere una nuova identità. È una scelta consapevole per liberarsi da ogni vincolo e cercare la propria vera strada.

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