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L’incendio

A Bni-Boublen, minuscolo villaggio arroccato sulle montagne, la vita segue il ritmo delle stagioni. In pianura si estendono le immense proprietà dei coloni. Omar, il giovane protagonista de La casa grande, di cui l’Autore segue la vita, viene iniziato alla vita rustica grazie a Commandar, una sorta di dio Pan. Il ragazzino imparerà che gli uomini non sono felici. I fellah si riuniscono, discutono tra loro, scelgono d’insorgere contro la loro condizione miserabile e decidono di scioperare. Il Paese è in effervescenza. Una notte, il fuoco divora alcune capanne degli operai agricoli. Gli scioperanti vengono accusati di aver appiccato l’incendio e i loro capi vengono arrestati.
Mohammed Dib reca una testimonianza della disperazione del mondo contadino arabo senza dimenticare di essere uno scrittore per il quale le parole contano e mantengono un senso di libertà che non può essere appannato da nessun evento storico e da nessuna oppressione.

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Doppio ripudio

Ripudiare la propria moglie per una colpa inesistente, sposarla a un vicino di casa compiacente assicurandosi che l'avrebbe a sua volta ripudiata in modo da permetterle di far ritorno all'antico focolare domestico non è certo un atteggiamento consueto. Organizzando questa farsa, Aziz Zeitoun, ricco pescatore musulmano, è convinto di rispettare i codici morali imposti dalla società algerina. Egli rappresenta lo sposo severo ma giusto che punisce la donna colpevole, il padre irreprensibile che veglia sull'esemplarità della propria famiglia, il credente sincero che rispetta le leggi di Dio. Ma il suo progetto non fila liscio come dovrebbe...

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Cerimoniale

1995-2000: cinque anni nella vita di Sarah e di Salim, entrambi membri della brigata antiterrorista della città di Algeri.

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La casa grande

L'autore situa l'azione del suo romanzo proprio prima della Seconda Guerra Mondiale.
L'ossessione del pane e della fame riempiono Dar-Sbitar, la casa grande, in cui vivono i poveri, una vasta caserma con un patio centrale. La ricerca di cibo, la paura della polizia pronta a irrompere alla ricerca di agitatori, il risveglio delle coscienze, e soprattutto l'intenso modo di sentire del protagonista Omar, bambino costretto a crescere in fretta, permeano con uno stile crudo e poetico quest'opera di Dib valendogli il titolo di "padre fondatore del romanzo algerino contemporaneo". La casa grande è il primo volume della trilogia di Mohammed Dib, chiamata "Algeria".

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Il paradiso della cotoletta

L'incontro tra culture in una delle opere più interessanti della letteratura dell'immigrazione: un adolescente al suo primo impatto con il mondo del lavoro, in un romanzo provocatorio e divertente.

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La porta del sole

Un giovane medico al capezzale del suo padre spirituale, ormai in fin di vita. Di fronte alle finestre dell'ospedale si distende il campo profughi di Shatila, in Libano. Il vecchio militante in coma sognava di scrivere una storia senza inizio né fine, la storia del popolo palestinese. Una storia che ora, in una sorta di terapia, gli viene raccontata dal suo discepolo: la guerra civile in Libano, gli episodi significativi della sua vita e gli itinerari di un pugno di uomini e donne accerchiati dalla storia, a partire dall'espulsione dalla Galilea nel 1948.

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Un’estate africana

Mohammed Dib romanziere, poeta e drammaturgo, è una figura di spicco tra i fondatori della letteratura nazionale algerina.
In questa sua nuova opera ci presenta stralci di scene di vita di commercianti, operai, contadini, funzionari, tutti colti nel momento in cui la loro storia personale interferisce con la Storia.

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Una memoria per l’oblio

"Il cielo di Beirut è una grande cupola, una scura lastra di ferro. [...] Posso prendere un gesso e scrivere sulla lavagna i nomi e i commenti che voglio.
L'idea mi attrae.
Che cosa scriverei se salissi sul tetto più alto? '- Non passeranno'? L'hanno già scritto. 'Moriamo perché la patria viva'? L'hanno già scritto.'Hiroshima'? Già scritto.
Tutte le lettere si sono sparpagliate via dalla mia memoria e dalle mie dita. Ho dimenticato l'alfabeto. Ricordo solo sei lettere: b e i r u t".
Un libro di memorie scritto da uno dei più grandi poeti arabi che ha seguito il destino della diaspora palestinese.

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Firdaus

In una cella del carcere femminile di Qanatir, Nawal al-Sa’dawi, psichiatra e scrittrice, raccoglie la storia drammatica di Firdaus, una prostituta condannata a morte per omicidio, una donna fiera che “ha il coraggio di sfidare e sconfiggere quelle forze che strappano alle persone il diritto di vivere e di amare, oltre che il diritto alla libertà”.

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Lettera postuma

In una lunga lettera a un’amica, un uomo racconta la storia della propria vita in un paese sconvolto dalla guerra e lo fa cercando di salvare la leggerezza del vivere attraverso ricordi e atmosfere che contrastano l’orrore di una guerra incomprensibile.

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Malati d’amore

È il racconto di una passione insana e travolgente, fatto in prima persona da un giovane internato in un manicomio di Beirut.
Ma la donna amata, senza nome e senza fascino, è solo un pretesto per un viaggio all’interno di una psiche contorta e confusa.
Solo alla conclusione il protagonista precipiterà nella trama della guerra civile rimasta fino ad allora cornice del dramma interiore.

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Carte private di una femminista

La vita di una donna egiziana a suo modo eccezionale, protagonista della vita intellettuale del Cairo negli anni cinquanta e sessanta, rivive in queste memorie sullo sfondo di un paese complesso, colto nel passaggio alla fase postcoloniale.

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Fuori degli argini – Racconti del 68 egiziano

Nell'aprile del 1968 apparve al Cairo una nuova rivista letteraria: ""Galleria 68"".
L'evento ebbe una grande eco negli ambienti culturali egiziani del periodo e aprì le porte a una nuova generazione di autori mossi dall'urgenza di dare voce a un anelito di rinnovamento socio-culturale profondamente sentito, che non poteva trovare espressione nelle forme narrative precedenti.
I racconti pubblicati nel volume e raccolti da Lorenzo Casini sono di Gamal al-Ghitani, Muhammad al-Busati, Yahya al Taher Abdallah, Baha Taher e altri e apparvero in un numero speciale della rivista uscito nel 1969.

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L’uovo di struzzo. Memorie erotiche

Le memorie di un uomo libero da ogni tabù sociale e sessuale raccontate con sorprendente semplicità.
Un uso continuo del flashback fornisce uno spaccato della vita, ma anche degli ambienti sociali e politici frequentati dallo scrittore.

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Incubi di Beirut

Il dramma della guerra civile libanese,'una guerra di tutti contro tutti', perché è anche una guerra alle ipocrisie della famiglia tradizionale, all'egoismo della società borghese che ha perso ogni valore umano.
Un’esperienza sconvolgente raccontata da una delle più interessanti personalità del mondo letterario arabo.

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Duello con la luna

Protagonista del romanzo è Hannuma, una donna che, a causa dell’impossibilità del marito alla procreazione, deve farsi fecondare da altri per assicurare la continuità della specie.
Ma la sterilità di Hannuma diventa la metafora di una sterilità più ampia in un racconto pieno di fascino e di poesia.

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Un taxi per Beirut

Un taxi collettivo si lascia alle spalle Damasco.
Dentro i due giovani protagonisti sognano Beirut.
Yasmina vuole diventare ricca e famosa e Farah un uomo di successo. Ma la città dei sogni, già segnata dalla guerra civile, si trasformerà in un incubo crudele e assurdo per i giovani protagonisti.

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